Elezioni e politiche per l’Agricoltura

Non c’è dubbio che la recente Assemblea elettiva della Confederazione Italiana degli Agricoltori (CIA) della Calabria e quella in corso della Coldiretti regionale, hanno ravvivato il dibattito sulle politiche del settore. La CIA calabrese ha discusso temi importanti, offrendo al mondo agricolo proposte interessanti per una maggiore unità di azione tra le organizzazioni, per affrontare e risolvere la grave crisi dell’agricoltura. Abbiamo seguito con grande attenzione tutto lo svolgimento dei lavori della CIA, non da “ospiti politici” che parlano e si allontanano per precedenti impegni, ma da appassionati cultori del settore primario, strategico per rilevanza economica, ambientale, sociale e culturale.Seguiremo attentamente anche i lavori della Coldiretti regionale per accumulare conoscenze al fine di contribuire alla elaborazione di un programma che da elettorale va trasformato in programma di governo. Sappiamo che un ruolo fondamentale in questo campo è giocato dall’Unione Europea. La Comunità non dovrà ridurre le poste agricole del bilancio rispetto agli stanziamenti del periodo in Prodi. E’ bene inoltre ricordare che la tutela della concorrenza va garantita attraverso la difesa dei marchi di denominazione di origine, sapendo anche che l’agricoltura italiana necessita di molta Europa e di poco nazionalismo. Ma ciò non dovrà impedirci di lavorare con altri partners continentali di buona volontà per la distribuzione delle risorse comunitarie in modo sempre più equo. Occorre inoltre che l’Italia assuma un nuovo ruolo nel Mediterraneo a sostegno dell’agricoltura del Mezzogiorno, nella prospettiva dell’attuazione della zona di libero scambio del 2010.Non c’è dubbio che anche il settore agricolo necessiti di una politica di innovazione tecnologica, da ottenere con un forte impulso alla ricerca scientifica di base e a quella applicata, i cui risultati vanno trasferiti all’imprenditoria, con contemporaneo sviluppo della formazione degli operatori e degli imprenditori, assicurando l’assistenza tecnica alle imprese. L’agricoltura oggi dovrà anche fare i conti con la sempre maggiore presenza sul mercato di “Organismi Geneticamente Modificati”. Su questo punto occorre massima attenzione e grande precauzione. Va ancora sostenuta l’agricoltura biologica e la valorizzazione del settore, al fine di tutelare l’ambiente e di costruire un territorio vivibile.Va rafforzato, anche in Calabria, il tessuto produttivo come obiettivo primario della politica agricola nazionale. E’ necessario inoltre alleggerire i costi di produzione e di sistema per aumentare la competitività delle imprese italiane e calabresi.E’ d’obbligo favorire il ricambio generazionale valorizzando anche il ruolo delle donne in agricoltura. L’Unione di Prodi propone la costituzione di un “Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali”, e ciò corrisponde molto bene alla realtà calabrese.Una più favorevole politica del credito al mondo agricolo, la legalità nei territori rurali anche in termini di rispetto delle norme comunitarie, la costituzione di una “Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare” e un più stretto rapporto di cooperazione tra Stato e Regioni, potranno costituire la base per il superamento della crisi del settore e per lo sviluppo di una agricoltura non più cenerentola rispetto all’industria e al terziario.Aurelio Misitiwww.aureliomisiti.it