ELEZIONI REGIONALI LAZIO. MDC RICORRE AL TAR

ELEZIONI REGIONALI LAZIO. MDC RICORRE AL TAR:
“DL “SALVA LISTE” E' INCOSTITUZIONALE”

Il Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) interverrà all'udienza che lunedì, davanti al Tar del Lazio, nell'ambito della discussione del ricorso proposto dal PdL per contestare l'esclusione della lista dalle elezioni regionali di fine mese. È stato infatti depositato presso gli uffici del tribunale un atto di intervento nel giudizio, con il quale si chiede che il ricorso del Pdl sia dichiarato «irricevibile, inammissibile, e infondato», e che il decreto legge definito «salva liste» emanato nella tarda serata di ieri sia mandato alla Corte costituzionale per valutarne la legittimità. Partendo dalla considerazione che «i cittadini hanno interesse a che le opzioni di scelta elettorale siano tutte ma anche soltanto quelle legittimamente e tempestivamente presentate sulla base della selezione puntualmente disciplinata dalle leggi vigenti», l'atto d'intervento del Mdc elaborato dall'avvocato Gianluigi Pellegrino sottolinea come «non può in alcun modo essere accettato che partecipi al voto una lista che non è stata mai presentata» come nel caso di quella Pdl, giacchè «sarebbe stato e sarebbe non solo illegittimo ma gravemente illecito permettere che una lista sia presentata quando è ampiamente decorso il termine tassativo fissato dalla legge». A supporto, è citata una sentenza del Consiglio di Stato (1706/03) che «ha annullato – si legge nell'atto depositato al Tar – l'ammissione di una lista presentata da soggetti pur entrati negli uffici ampiamente prima della scadenza del termine ma depositata diciotto minuti dopo tale scadenza». Il consentire la partecipazione elettorale al Pdl, secondo Mdc «sarebbe una tale violazione di elementari regole dello Stato di diritto, che stravolgerebbe le fondamenta del nostro assetto costituzionale». Secondo Mdc «il Dl nemmeno in astratto può modificare nè interpretare norme che sono di competenza esclusiva del legislatore regionale», e quanto stabilito in tema di deposito delle liste «avrebbe valenza pacificamente normativa e come tale sarebbe manifestamente incostituzionale».