Elezioni: Siamo Pronti?

Siamo al rush finale per la definizione delle liste. Salvo sorprese, sempre possibili, i capilista alla Camera e al Senato sono definiti. Restano invece da riempire le caselle degli altri posti, utili e di rappresentanza. Le sorprese, se ci saranno, riguardano essenzialmente la postazione di capolista al Senato del Rettore Bianchi nel cartello Verdi, Comunisti, ProgettoCalabrie. Infatti pare quanto mai probabile la candidatura (una, due?) di dirigenti nazionali, che declasserebbe così la “novità” Bianchi. Per il resto, La Rosa nel Pugno vede Mancini, Pappaterra e Marini, subito dopo la probabile collocazione alta di Bonino e Boselli, uno dei quali, più difficilmente tutt´e due, optanti per altro collegio e la conseguente non elezione di uno almeno fra Mancini e Pappaterra. Questo spiega il movimentismo di Mancini verso Palazzo dei Bruzi e una sua aspirazione a fare il primo cittadino alle elezioni di primavera, ora che Ciampi ha firmato il decreto di scioglimento. Ma che fa, Mancini contro tutti? Contro Margherita, Ds, Rifondazione eccetera? Boh! Le primarie son saltate, con qualche ragione, con qualche torto, così che tutto ritorna all´interno dei palazzi.Rifondazione Comunista fa il miracolo di presentare movimentisti e riformatori, fra Caruso, Folena e Falomi, ma in nessun caso proponendo una candidatura calabrese. Di Pietro, un pò il nuovo Mastella, raccoglie a piene mani diessini e chiunque non trovando collocazione aspira a un posto al sole, non esclusa Eva Catizone. I Comunisti di Diliberto con Pignataro e Bianchi presentano due candidati di vaglia, sperando che da Roma, come si diceva, non piombi altro. La Margherita è ancora alla prese con i desiderata di Loiero che ha indicato 4 candidati che a Roma non piacciono. Lista autonoma, piegare il capo o che altro? I Ds dopo i “moti” di Crotone contro la Intrieri paiono acquietati, come se quello fosse l´;unico caso! Dei capilista al Senato, già in campagna elettorale, nessuno ha fiatato. Se non Soriero, che ha tuonato, ha preso armi e bagagli e se n´;è juto con IdV. Se non Pignataro, se non Bianchi, tutti Ds passati altrove (come altrove sono passati Biagio De Giovanni, Lanfranco Turci, Bogi eccetera). La patata bollente ora riguarda: a Reggio Zappia? A Catanzaro Amendola? A Cosenza Midaglia (o Principe)?Non è facile la quadratura dei cerchi, e rende ancora più evidente la difficoltà d´un partito diviso e scoperto nelle sue categorie identitarie e valoriali. Chi non ricorda la Cosa 2, la costruzione del nuovo partito riformista eccetera? Che fine hanno fatto, di quale contaminazione fra differenti culture e storie politiche si sono avvalsi? Non sono approdati a niente, al più c´;è stata l´iniezione a livello individuale di qualche soggetto, che ha poi preso le distanze (vedi Amato, i laburisti, qualche repubblicano) o s´è inglobato (Benvenuto). E´ rimasto il vecchio partito d´apparato, che ora, e non poteva essere altrimenti, sta perdendo pezzi. Quando, come oggi, c´è all´interno della coalizione un´;accesa competizione, a sinistra e fra sinistra e centro, quando dobbiamo andare a governare, eccoti stretto nella morsa: Midaglia o Principe? Lillo Zappia, Amendola… Il gruppo dirigente di Cosenza come vivrebbe una candidatura Principe, che si aggiungerebbe a quelle di Latorre e Calipari (ma si può?! Come se Occhetto non fosse stato solo 5 anni, come se fossero credibili gli osanna di Adamo: “Le migliori candidature… ne sono orgoglioso”, e tutti consenzienti e ad applaudire), se non come una totale delegittimazione? E nel contempo, Midaglia che tipo di rappresentanza esprimerebbe? La verità è sotto gli occhi di tutti: finora non si è lavorato per far crescere e per cambiare, ma solo ed esclusivamente per confermare e difendere un ristrettissimo blocco di potere, e ora i nodi vengono al pettine. Guccione, prossimo segretario regionale voluto da Fassino, metterà in moto un minimo di discussione interna? Sarà in grado d´essere elemento promotore di dibattito e di scardinamento di consorterie consolidate? Darà voce e rappresentanza ai tanti che soffrono in silenzio? Vedremo, con i tempi e i passi che ci vogliono. Per adesso assistiamo alla mortificazione totale, alla delega esterna, all´affermazione dell´arroganza cieca.P.S. C´è un certo darsi da fare a Cosenza, per incidere nella scelta del primo cittadino: associazioni, circoli eccetera. Il successo di questo darsi da fare dipende anche dall´esito delle elezioni politiche e dall´articolazione del voto, in assoluto e nel centrosinistra. Massimo Veltri