Equitalia è il momento della verità

Equitalia: E’ il momento della verità
All’ampia schiera delle difese di ufficio della classe politica, di parte della stampa, dei grandi burocrati, si è aggiunto, per ultimo, l’intervento di Mario Monti, ma l’indignazione della maggior parte degli italiani onesti rimane. Sull’argomento occorre aprire una seria riflessione ma soprattutto – senza gettare benzina sul fuoco – occorre dire quella verità che nessuno ha il coraggio di esternare ma che è alla base dell’energica protesta popolare contro Equitalia. Nessuno può ergersi a detentore della verità, ma a meno che non passi il concetto che tutti gli italiani sono impazziti – o come si vuol più semplicisticamente far pensare, mal pagatori o peggio ancora evasori – qualche ragione bisogna anche darsela, e soprattutto qualche domanda bisogna anche porla a cotanti difensori d’ufficio. Personalmente, ho avuto la sfrontatezza di farne qualcuna direttamente per raccomandata a.r. ma, al momento, non ho ottenuto risposta e (credo) difficilmente ne avrò. Sono sicuro, però, di essere stato segnalato agli organi di polizia come soggetto pericoloso. Cosa mi ha spinto ad osare tanto? Proprio le scontate e neanche tanto intelligenti difese nei confronti dei “grand commis dell’esazione” dagli incarichi multipli e milionari, ma che, a mio parere non conoscono neanche la struttura che dovrebbero governare, rendendo efficienti servizi alla collettività. Non sono qui a distruggere immagine e ruolo di questi superman dell’esattoria; men che meno mi spinge a farlo un certo motivato rancore personale, ma devo denunciare, anche per le vicende che mi sono accadute, l’assoluta inefficienza della filiera impositiva prima, ed esattoriale poi. Questo è un primo dato: l’inefficienza dovuta all’incapacità amministrativo-gestionale, di questi manager di carrozzoni pubblici, che non pagano mai per i loro errori, e che se la suonano e se la cantano, alternandosi l’un l’altro tra il microfono e gli strumenti musicali. Direttore, Presidente, Vicepresidente s’insediano, svolgono (si fa per dire) il loro ruolo contemporaneamente in più carrozzoni, devono avere tra l’altro il dono dell’ubiquità ma non fanno miracoli, tutt’altro! il sistema è deprecabile, in una democrazia che dovrebbe essere meritocratica; in nessuna altra parte del mondo può essere tollerato un sistema simile. Ma nonostante questi siano gli organigrammi della filiera esattoriale, non manca la faccia tosta, nel momento che si denunciano errori ed inefficienze, di scaricare sull’altro ente (Agenzia delle Entrate, INPS) la responsabilità. sull’altro ente? Ma l’altro chi?! Sono sempre loro che viaggiano sui 25 incarichi cadauno. Ma per meglio far comprendere, torno alla mia vicenda personale, che poi tanto personale non è, passando attraverso il Movimento Difesa del Cittadino, associazione consumeristica, membro del CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti) costituito in seno al Ministero dello Sviluppo economico. Come Movimento, abbiamo contezza di percentuali altissime di errori nelle cartelle, meglio di errori nelle modalità di composizione delle stesse in tutte le componenti che intervengono, a partire dall’ente impositore. In parole povere, non è solo Equitalia a sbagliare, ma pure le diverse componenti che intervengono in un sistema che non dialoga, che spesso sbaglia, e che alla fine si sfoga con il povero cittadino incappato in questa macchina infernale. Cosa chiede il cittadino Durante ai vertici di Equitalia, ma anche ovviamente agli uffici preposti, seguendo la prassi ordinaria? A proposito dov’è la risposta in 48 ore per come promesso dal sistema informatico? Pubblico per intero il testo:
Spett.le ….Omiss.
Oggetto: Istanza per ottenere l’esatto ammontare del dovuto ad Equitalia Sud.

Il sottoscritto Durante … Omiss… nato a Omiss.…. il … Omiss… ed ivi residente in … Omiss…
Vista
 la sua intenzione a chiedere il rateizzo dell’intero ammontare del suo debito con Equitalia Sud Spa.
Chiede
Che gli venga comunicato alla data calcolata del 30 Maggio 2012, l’esatto ammontare della somma dovuta a codesto Ente, premettendo che nel calcolo devono essere considerate tutte quelle somme che sono oggetto di sgravio da parte degli enti emittenti e di cui il sottoscritto è in possesso, delle somme che sono state già rateizzate con l’ente impositore, i cui pagamenti sono in corso, le somme non dovute per qualunque altra ragione. In attesa di un sollecito riscontro.
Firma
Gli intestatari, tutti, hanno certamente subodorato la trappola sottesa e presente nelle quattro righe sopra riportate. E cioè la certificazione dell’esatto ammontare del dovuto dal malcapitato cittadino Durante, tenendo conto di alcuni fatti intercorsi, che hanno dato ragione al contribuente ma che, per le inefficienze di cui sopra, non vengono registrate in tempi ragionevoli (il real-time del mondo informatico) nel sistema impositivo-esattoriale.
Da qui il panico, negli uffici e nelle segreterie: che sarà mai questa richiesta di Durante, si saranno detti, basta tirar fuori l’estratto conto, un attimo ed è fatto. Poi si saranno chiesti: ma se è così semplice perché mai questo cittadino impertinente lo chiede a noi (persino ai vertici degli enti coinvolti) e non utilizza il sistema on-line che consente a tutti di ottenere immediatamente il dato? La risposta a questa domanda ha mandato in tilt i neuroni di presidenti, segretarie, funzionari ed impiegati. Perché mai? Perché il sistema, molto semplicemente, non è allineato, funziona come funziona in generale la pubblica amministrazione, è cioè in modo sconnesso, non dialogante, non comunicante. Immaginate lo sgomento del cittadino Durante quando un funzionario dell’Agenzia delle Entrate gli ha riferito che un altro ente dello stato per dare risposte fa trascorrere mesi ed addirittura anni… E quello che è più grottesco, in questa vicenda, è che i due enti sono diretti dallo stesso binomio, un tandem che non riesce a sincronizzare la pedalata, normalizzare il rapporto tra uffici di due enti che essi stessi dirigono; roba da licenziamento in tronco, in un paese normale. Il cittadino Durante resta ancora senza risposta, dopo che ha impiegato dieci anni per far capire che un immobile era uno e non due, e che mentre paga ad un ente da un lato, l’ente esattore, dall’altra parte,  rivendica ancora l’intera somma. Alla luce di questi evidenti malfunzionamenti che creano malessere sociale, oltre che danno economico alle imprese ed ai cittadini, il prof Monti non potrebbe che essere d’accordo, sulle ragioni del dissenso  e dell’indignazione popolare. Questo è il vero problema Equitalia, questo è il vero motivo di risentimento degli italiani: l’approssimazione organizzativa a valle del sistema che trova invece sorprendentemente vigore ed efficienza nell’applicazione di sanzioni e tariffe usurarie, unitamente ad un sistema di esazione coercitivo-mafioso; della serie: ti prendono la macchina o la casa,  oppure prima paghi e poi si vede, e se poi dimostri che hai ragione nessuno di loro paga, nessuno ti restituisce il tempo perduto, nessuno ti risarcisce, nessuno chiede scusa. E poi ancora qualcuno osa raccontare che gli italiani sono restii a pagare… Nessuno, ai vertici delle istituzioni e degli enti coinvolti, neanche davanti a cotanto giustificato risentimento ha ritenuto doveroso chiedere scusa a quanti incolpevolmente hanno perso la casa o l’attività, per un uso sconsiderato di strumenti non degni di un paese democratico.
Giorgio Durante MDC Cosenza
Presidente Calabrialibre
Aderisce ad Imprese che Resistono