Finalmente si può tornare a votare

Finalmente si può tornare a votare, questa è la lieta novella che si percepisce nel bisbigliare della strada. La fronda del non voto cede davanti alla novità di queste Regionali Calabresi, Pippo Callipo e i  suoi candidati, che provenendo dal mondo del lavoro, e della società civile, hanno colto l’invito e l’importanza di assumere direttamente la responsabilità di amministrare, quella buona amministrazione unita al dovere di sorveglianza che in questa regione manca fin dalla sua costituzione era il 1970. Quarant’anni di risorse sprecate di “nciuci” e trasversalismi che hanno vanificato il fiume di fondi comunitari che avrebbero dovuto rendere la calabria il Lussemburgo d’Italia come ha detto spesso de Magistris, che un’idea se l’è fatta su dove vanno a finire i fondi comunitari. Sviluppo nulla, infrastrutture il minimo, formazione ferma al palo, sanità manco a parlarne, ambiente da turarsi il naso, eppure i faccioni deretanici, di sempre sono lì pronti a darci una Calabria migliore, la terra promessa, e mai mantenuta però, la politica fatta per bene, non si sa di chi, altri che giurano di sperticarsi per noi, ma che governano da sempre senza mai aver inciso sul territorio il benché minimo vantaggio, altri beneficiati per meglio dire miracolati, dal concorso più scandaloso del mondo, il cosiddetto concorsone, che ci ha messo alla berlina di tutto il mondo occidentale, ma che ha suscitato ilarità sicuramente anche nel Burkina fasu, dove queste cose non le fanno, sperano di entrare nel caveau direttamente. Hanno avuto questi signori quarant’anni per fare davvero bene e non l’hanno fatto, come si può sperare che lo facciano ora, come credere a chi poteva fare e non ha fatto se non il bene personale-affaristico-familista. Provassero il contrario, siamo disposti a ricrederci tutti e  pure a votarli  l’assolto Loiero compreso, assolto da che cosa? Ci viene da chiedere, ma di responsabilità politica in questa regione non si parla mai, mai nessuno fa autocritica, e pur confrontandosi anche aspramente come fanno gli avvoltoi che si contendono i brandelli di carne della preda, alla fine tutti si compattano compresa la sinistra sinistra, per tornare alle poltrone della gestione dei soliti amici degli amici o compari del mio compare se volete. Callipo rappresenta, se non altro la novità, un’eccezione perché le altre poche novità sono i figli delle statue di sale, che sono solo una sorta di lifting generazionale, mal riuscito finanche, e con Callipo un folta schiera di professionisti e cittadini non professionisti della politica ma pronti a fronteggiare i professionisti della politica, arginandoli nelle loro derive di famelico appetito che fagocitano tutte le risorse che, provenienti da Bruxelles o da Roma, oltrepassano il Pollino.  E’ la prima volta che noi tutti abbiamo la possibilità di essere rappresentati, da uno di noi e non da chi ci prometteva spesso invano un posto, o un piacere che altro non era che un diritto sancito. Finalmente possiamo sperare in una Calabria dei cittadini e dei diritti, non sprechiamo questa occasione irripetibile.
 Ufficio Stampa Antonio Palermo per Associazioni per la Calabria