Gambino & C. questione de Magistris

Cari Palermo e Durante,anche noi come tutti voi crediamo che siamo in presenza di un evidente “colpo di coda” della casta.Naturalmente non abbiamo informazioni dettagliate sulla questione della richiesta di “trasferimento cautelare” del dott. De Magistris da parte del Ministro Mastella, e pertanto ragioniamo nei soli termini di reazione consentiti ad ogni cittadino.In ogni caso, sotto il profilo tecnico non possiamo non sottolineare come il Ministro ecceda nello zelo repressivo, non limitandosi ad avviare una procedura volta all&acute&#59accertamento della responsabilità disciplinare, come è nei suoi poteri e prerogative, ma si spinga addirittura ad individuare la misura sanzionatoria del trasferimento già in sede cautelare. Come minimo può dirsi che siamo in presenza di una prassi anomala ed inusuale.D&acute&#59altra parte, se è vero che le indagini del dott. De Magistris (e non solo quelle relative a Why Not), come lo stesso PM ha dichiarato, sono in prossimità di produrre atti conclusivi (e concludenti), l&acute&#59indicazione della sanzione del trasferimento con gli effetti cautelari, quindi immediati, si presta ad una evidente delegittimazione dell&acute&#59azione giudiziaria fin qui svolta dal PM De Magistris.Ragionando come cittadini, pertanto, prendiamo atto del fatto che siamo in presenza di una reazione evidentemente sproporzionata – non molto dissimile da quelle tenute dall&acute&#59ing. Castelli in occasioni similari – volta a colpire impunemente l&acute&#59autonomia e l&acute&#59indipendenza della magistratura.Che vi siano indagini in corso svolte dal dott. De Magistris che lambiscono lo stesso Ministro Mastella e, per non far finta di dire senza dire, lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri in presunti rapporti con la loggia di S. Marino, avrebbe dovuto consigliare al Ministro una maggiore prudenza nell&acute&#59intraprendere iniziative di responsabilità disciplinare così gravi nei confronti del dott. De Magistris, tali da bloccare di fatto la sua azione giudiziaria.Ciò non è stato e pertanto dubitare sulla trasparenza e sulla inesistenza di una questione di incompatibilità è la logica reazione di ogni persona che ragioni.Le procedure avviate dal Ministro e dal CSM faranno il loro corso istituzionale e come cittadini le rispettiamo. Nelle more, però, non si chieda a nessuno di sospendere il proprio giudizio critico assumendo che la questione sia di mero rilievo tecnico e procedurale, perché così non è.In ogni caso sosteniamo la legittima richiesta di tutti i cittadini che chiedono di avere una magistratura autonoma e indipendente perché questa (e questa soltanto) è nelle condizioni di assicurare loro, con il rispetto della legalità, il principio costituzionale della eguaglianza e dello Stato di diritto.E&acute&#59 con questo spirito che siano con voi in tutte le iniziative pubbliche volte a gridare la comune indignazione contro l&acute&#59arroganza e l&acute&#59invadenza della politica sulla magistratura e contro l&acute&#59opacità delle politiche istituzionali su settori cruciali e delicati della vita civile del Paese.Silvio Gambino, Anna Falcone, Walter Nocito, Donatella Loprieno (UniCal, 24 settembre 2007)