GEOGRAFIA POLITICA IN MOVIMENTO

E´ il caso, a un mese e mezzo dalle elezioni, di tornare sul panorama politico che si sta delineando e che pu˜ essere in qualche misura terremotato dal responso delle urne.Gli spunti sono dati dall´;aggressivitˆ di Berlusconi che punta a diminuire la forbice dei consensi, che lo vedranno comunque soccombere; dalle scelte delle candidature di Ds e Margherita; dalle sofferenze dei centristi e de Polo e dell´Unione. Berlusconi punta a una sorta d´ingovernabilità, con un voto al Senato se non di pari e patta, quasi. E fa leva sul ventre molle degli indecisi, di quella parte dell´;opinione pubblica, che non  esigua, attenta (si fa per dire) all´;ammaliamento televisivo e in preda alla paura per “il comunismo”, oltre che non convinta dallo spettro amplissimo nel centrosinistra, che va da Mastella e Di Pietro fino a Rifondazione Comunista. Ci riuscirˆ Berlusconi? Dipende anche, in buona misura, da come si muoverˆ l´;Unione in campagna elettorale, dopo aver fatto le scelte delle candidature. Le candidature: su tutte emerge un dato quanto mai indicativo che vede la Margherita “corsara” ad accasare di tutto o quasi, i Ds investire in qualche bel nome e perdere presenze significative. Il partito di Rutelli, in preda a una bulimia senza freni, incamera Fisichella, Polito e quanti altri, finora distanti dalla cultura e dai valori centristi, servono a rimpinguare il patrimonio elettoralistico. I Ds, in Calabria, perdono Soriero, Pignataro, Sandro Bianchi, che si candidano sotto altre bandiere, avevano perso giˆ Massimo Covello, e tanti altri senza tessera e in stand by. Incamerano Rosa Calipari, la cui candidatura serve a rientrare in taluni ambiti manciniani ed  un investimento per consensi che fanno leva sul dramma del marito.E´; possibile, cos“, presumere che tutto, dopo, resterˆ come prima? E´; difficile, anche alla luce delle scelte dei Comunisti e di Rifondazione, improntate alla competizione a sinistra.Udeur, Idv, parte della Margherita traspare che lavorino per formare un´;area di centro ben pi consistente di quanto non sia oggi, cui fa da contrappeso l´;Udc, parte di forza Italia e settori di An, stufi della Lega e degli oltranzismi degli oltranzisti di Forza Italia.Se le premesse sono corrette non  difficile, quindi, ipotizzare una geografia in evoluzione, lungo l´;infinita transizione del sistema politico italiano, un´;evoluzione che, come gli analisti politici da tempo vanno preconizzando, pu˜ avere tre possibili sbocchi: il perpetuare nelle attuali condizioni e rinviare a tempi da stabilire la fase di ridefinizione dei blocchi politici e sociali (continuare cio nella transizione e nell´;instabilitˆ); andare verso un “grande centro” e scompaginare cos“ i poli; muoversi verso la unificazione dei riformismi e puntare verso il partito democratico, anche qui in qualche modo scompaginando i poli. Ciascuna delle tre possibilitˆ ha i suoi paladini e ha le sue ragioni: il voto ci aiuterˆ a comprendere meglio, il coraggio e la lungimiranza serviranno a dare una svolta. Sperando sia la migliore per la sinistra e per il paese.Massimo Veltri