Gli Arancioni di Calabria alzano i toni

“Rifiutiamo ogni logica di lottizzazione nella formazione delle liste di “Rivoluzione civile” e il gioco al massacro che alcuni partiti stanno mettendo in pratica nel più pieno dispregio del mandato ricevuto da chi crede in questo progetto di rinascita politica e democratica. Ribadiamo che queste pratiche non hanno nulla di rivoluzionario, non ci appartengono e rischiano di far saltare l’intero progetto in cui tanti uomini e donne, tanti giovani e tanti calabresi hanno riposto le loro ultime speranze”. Lo afferma, in una nota, il movimento “Arancione Calabria”.
“L’esperienza della “Lista Ingroia” – è scritto nella nota – ha senso se ci si emancipa da lotte di piccolo cabotaggio e non si sottosta ai veti incrociati delle famiglie politiche o di piccoli circoli locali che non hanno nessun seguito e nessun “appeal” nell’elettorato calabrese. Soprattutto se questi “veti” gravano su nomi e persone stimate oltre i recinti sia della politica, che della società civile, perché hanno dimostrato con le loro battaglie e il loro esempio il livello umano, sociale e politico della Calabria che vogliamo e che, comunque, contribuiremo a costruire. Chiediamo che in Calabria i posti da capolista e quelli in posizione utile per una possibile elezione in Parlamento vengano assegnati a donne e uomini calabresi, già indicati nelle nostre assemblee locali e democratiche. Uomini e donne che incarnano le esperienze più nobili della militanza civile e politica, e lo spirito di quel percorso di risveglio civile e sociale che in molti abbiamo costruito in questi anni”. “Non accettiamo – conclude il movimento – che tutto ciò possa venirci scippato per logiche di potere personale e spinte intestine del tutto estranee agli ideali per cui stiamo lottando e al progetto politiche che vogliamo costruire. Chiediamo ad Antonio Ingroia di farsi garante delle nostre richieste e di un vero rinnovamento politico e di metodi, che non possono essere impositivi e democraticamente offensivi, soprattutto in esperienze così nobili come “Rivoluzione civile”. Insistiamo per la candidatura di persone della nostra Terra, con cui abbiamo condiviso battaglie e ideali, che sanno cos’è la lotta “alle mafie” e alla “malapolitica” per averla vissuta sulla loro pelle e che si cerca di boicottare per motivi oscuri e, forse, eterodiretti proprio da quelle forze che da tempo tutti combattiamo. La Calabria non voterà altri candidati calati dall’alto, che non siano espressione delle nostre comuni battaglie, civili e politiche, e dei nostri territori”.