Gli “nciuci” del PD Calabrese

Di fronte ai continui inciuci del PD calabrese e al silenzio di Bersani, il Gruppo PD 25 Aprile, si sgancia dalla segreteria regionale, e  costituisce in circolo regionale online.
La politica non abita più qui e il Partito Democratico calabrese è sempre più ostaggio di una faida personale che ne ha condizionato il congresso, vanificato la costruzione di alleanze politiche vincenti, pregiudicato i risultati elettorali e alterato l’analisi del voto avvenuta, come sappiamo, in due riunioni della direzione regionale e conclusa con un voto anomalo di soltanto 14 componenti, certificante il fallimento di una intera stagione politica e di un gruppo dirigente abusivo. Una faida che è esplosa in tutta la sua violenza verbale  nelle Assemblee, nelle Direzioni, nelle riunioni ristrette, che è approdata in modo vergognoso sulle prime pagine dei giornali e dei telegiornali, e poi come di incanto si è trasforma in “amore” senza che a noi comuni mortali sia stata offerta una lettura e una spiegazione politica dei  “ricongiungimenti”, che in modo spregiudicato si spiegano solo  nella reciproca salvaguardia, autoassoluzione,  spartizione dei posti di potere di minoranza e “perverso sostegno” nella distruzione di quel che resta di questo PD. Finti dissensi, quindi,  che si ricompongono attraverso  elargizioni e concessioni varie.  Ieri Caposuvero e le deroghe, oggi  l'accordo su vicepresidente, segretario questore, domani sul capogruppo, dopodomani chissà…
Naturalmente senza che si sia scritta una parola  fine sulla vicenda di “Autonomia e Diritti”.Uno spettacolo inguardabile che ci rimanda l'immagine di un Partito  lontano dai problemi della Calabria e pericolosamente molto,  anche troppo, vicino agli interessi trasversali di chi oggi è chiamato al governo della Regione.
E da Roma sta andando in onda la rassegnazione politica del “calati juncu ca passa la china” e Bersani, Letta, Fransceschini,  Fioroni,  La Torre (l’assente-eletto),   stanno facendo i Ponzio Pilato, nascondendo dietro il federalismo del partito la loro incapacità politica di chiedere l'azzeramento di una classe dirigente che di democratico non ha più nulla e la cui credibilità, oggi,  è pari a 0. Ebbene Caro Bersani noi non ci stiamo più a questo gioco al massacro, non ci stiamo  a farci stritolare da questa soap opera senza fine, non  soffocheremo il nostro sogno riformatore  nella palude delle loro  faide, e non vogliamo più confonderci  con nessuno degli attori di questo lungo declino, di questa lenta eutanasia, ancora più lunga dell'accanimento terapeutico preelettorale.
Siamo costretti, quindi, dati i reiterati “eventi ingiusti”  calabresi e le mancate scelte romane, a distinguere nettamente il nostro destino,  le  nostre battaglie e i nostri percorsi politici da coloro che continuano a usare il PD come un taxi.
Come ultimo atto di responsabilità  costituiremo un circolo regionale online  per dimostrare ancora una volta,  la nostra volontà di continuare a fare battaglie nel PD e per il PD,  ma  questa iniziativa è anche un chiaro cartellino giallo all'indifferenza e all’inamovibilità del partito nazionale.
E siamo pronti ad alzare cartellino rosso e a trarne per intero le conseguenze. La deputazione calabrese, infine,  che si è dichiarata favorevole all’azzeramento del partito e del tesseramento, ci dia una mano concreta in questa battaglia anche attraverso l’adesione alla nostra petizione che è ancora in atto,  sia on-line che sui territori.
Lamezia Terme, 4 maggio 2010
Fernanda Gigliotti
Consigliere Nazionale PD
Gruppo Pd 25 Aprile – Cambialitalia