I Comunisti di Massimo Veltri

I Comunisti di Massimo Veltri Ci sono dei risultati inequivocabili nel voto politico. A rischio di confondermi con il signor de La Palisse voglio indicarli per passare ad alcune considerazioni in merito. Berlusconi ha vinto, e con vantaggi di fatto pari a quelli da lui preventivati, al Senato addirittura maggiori. Veltroni, sconfitto, si attesta su onorevoli risultati, in alcune parti surclassato (Sicilia, molte regioni del nord). Bertinotti e c. sono evaporati, e con lui i socialisti, uniformemente in tutte le circoscrizioni. Casini s&acute&#59aspettava forse qualcosa di più ma casa porta un onorevole risultato: che ne farà? La Lega balza imperiosamente in cima al Nord ponendo serie ipoteche su chi comanda nell&acute&#59oltrepo e non solo. In Campania c&acute&#59è stato un tonfo gigantesco per Veltroni che nel sud solo in Basilicata s&acute&#59è affermato, mentre in Calabria siamo più o meno sul dato, negativo, nazionale. Il numero dei votanti ha perso un tre per cento su base nazionale, e in Calabria c&acute&#59è stato il record dei non votanti. Sorprese, terremoti? Che Berlusconi dovesse vincere era ormai nell&acute&#59ordine delle cose, visto che ormai l&acute&#59elettorato italiano pare ricordarsi solo quello che avviene negli ultimi mesi: aveva percepito, gli avevano fatto percepire, che Prodi era stato negativo, per le tasche degli italiani, per la sicurezza, per il deficit di decisioni eccetera e ha un&acute&#59alta volta incoronato Berlusconi che, quando ha governato, non è che avesse conseguito chi sa quali risultati, anzi… Può essere una sorpresa, invece, di quanto ha vinto, visti i distacchi, così come una sorpresa, ma fino a un certo punto, è l&acute&#59affermazione larga di Bossi. I distacchi: Berlusconi ha conservato tutto il suo elettorato, che non è poco, un pò ha grattato al centro di Casini, un pò a destra, da Fini, e ha ottenuto il dato che sappiamo. Veltroni, invece, ha prosciugato a sinistra l&acute&#59Arcobaleno non rifornito, invece, da indecisi che alla fine non sono andati a votare. Gli elettori di sinistra, insomma, se hanno votato si sono massicciamente rivolti a Veltroni. Mentre, e questo è il dato più pesante, Veltroni è risultato indifferente al centro: non solo non ha scalfito Berlusconi, ma ha dovuto cedere pure a Casini. E&acute&#59 questo un terremoto? E perchè, volendo essere più dettagliati nelle interpretazioni, Berlusconi ha vinto di nuovo? E Veltroni può essere soddisfatto del dato, è al sicuro da ribaltini o ribaltoni, nel Pd o contro il Pd? Ad alcune questioni si può tentare di offrire una chiave di lettura, se pur parziale, per altre occorrerà attendere. Una volta che Veltroni aveva imboccato, a Camere funzionanti e prima che Prodi cadesse, la via “solitaria” senza nessuno a sinistra che non fossero i Ds, lo stupore fu grande. Ci fu chi apprezzò e approvò la svolta e chi si chiese il perchè Veltroni volesse perdere le prossime elezioni e perchè questa cesura con la storia. La cesura c&acute&#59è stata, più recisa ancora di quanto lo stesso Veltroni pensasse o addirittura auspicasse. Hai voglia a dire e ripetere che “comunista non sono mai stato”, che di “questa sinistra l&acute&#59Italia non ha che farsene”, che la lotta di classe è morta, che le crisi le governi stando al governo, che l&acute&#59Italia ha bisogno di liberalizzazioni e competitività, il resto è paccottiglia d&acute&#59armadi polverosi… tutto si può dire, in tal senso, ma un orizzonte, una luce, una linea di tendenza che ci faccia pensare di non essere proprio omologati al mercato globale e alla giungla darwinistica, alle forbici via via sempre più divaricantisi fra chi ha e più ha conoscenze importanti e chi è senza protezioni, fra un occidente opulento e il miliardo e passa che non hanno manco un chicco di riso… si deve spegnere, coartare, espellere? E&acute&#59 un bene che sia cosi, sul piano ideale e culturale, sul terreno politico? Proprio dal versante politico possono venire gli allarmi più consistenti, visto che tenere nel “recinto” istituzionale il popolo del disagio e di chi contesta stato, istituzioni, economia e profilo borghese della società, non riconoscendosi affatto in tutto questo, era stato l&acute&#59agire principale di Bertinotti. Che, evidentemente, ha fallito e ora ci si trova senza il filtro, la tribuna, la presenza, non già di antistato, ma di chi, tanto per fare qualche nome, come Mussi, Salvi, Diliberto, quest&acute&#59assetto vorrebbe solo correggerlo, stemperando eccessi capitalistici. La piazza, insomma, come reagirà? Si dirà: ma quest&acute&#59è l&acute&#59Italia di oggi, Berlusconi attrae e convince, al più possiamo guardare Veltroni. E&acute&#59 un&acute&#59Italia moderata, piena di paure e di problemi, le vanno bene le promesse, le rassicurazioni, le blandizie, per carità, non parlateci più di comunisti, non vogliamo più ascoltare i deliri ideologici dei verdi contro tutto e contro tutti, basta a fenomeni di mera rappresentanza, qui ci vogliono uomini che i problemi ce li risolvano. Sì, grosso modo è questa l&acute&#59Italia d&acute&#59oggi, e lo è diventata a seguito d&acute&#59un percorso che giorno dopo giorno ha visto crolli di certezze e d&acute&#59utopie, drastici ridimensionamenti del concetto stesso di democrazia, primato del entrambi si muovono con uguale riconoscercisi, ma con pedigree s&acute&#59inverasse tutto questo, in che misura un Veltroni può risultare più credibile d&acute&#59un Berlusconi nel disegnare un panorama nel quale &gt&gt regionali. La Calabria che farà? diversi? Il lungo cammino a partire dalla togliattiana svolta di Salerno, proseguita da Berlinguer e da Occhetto, è arrivato al capolinea: non s&acute&#59è buttata solo l&acute&#59acqua sporca. Ma la sinistra cosiddetta radicale che fa, se la prende cogli altri, non ha da interrogarsi su niente, autocritiche, distacco dalla realtà, velleitarismi, divisioni, incongruenze, mancanza di appeal e di credibilità… ? Hai voglia: c&acute&#59è di tutto, e non è certamente la mancanza della falce e del martello o il prendersela con Veltroni che dà ragione della fine d&acute&#59un&acute&#59epoca. Che ne sarà, insomma, dei comunisti, e che farà Veltroni con il Pd, fermo restando che Berlusconi in cinque anni potrà accelerare nel processo di ulteriore cambiamento di usi e costumi degli italiani? Ci sarà una sinistra vera e spendibile e unita? Ci sarà un Pd nuovo e articolato sul territorio? A cominciare dalla Calabria, dove c&acute&#59è chi gioisce per aver vinto, nel senso, forse, che non è andato peggio che in Sicilia o in Campania, ma dove sono da costruire in pratica ex novo tanto strutture, tanto identità, tanto lineamenti personali e collettivi del partito, se partito sarà o se invece sarà qualch&acute&#59altra cosa.&gt&gt L&acute&#59Italia, come la si vuole vedere, è cambiata. Come e verso cosa dipende anche dai prossimi appuntamenti, a partire dalle elezioni soldo su tutto. Quant&acute&#59hanno contribuito le forze politiche a che