I NEOAZIONISTI

Nella coalizione di centro-sinistra, dominata dai nove o dieci partiti dell´Unione (a sua volta egemonizzata dai due partiti dell´Ulivo) e appoggiata dall´esterno da altre dodici-quindici sigle minori tra cui la nostra (Curzio Maltese su “Repubblica” è arrivato vicino alla cifra effettiva censendo 17 partiti di centrosinistra, ma bisogna calcolare un numero di 23ᆬ partiti e sigle, compresi anche i partiti regionali come la SVP e la Liga Fronte Veneto), regna una grande confusione. La ´Rosa nel Pugno´ è sembrata a luglio sul punto di sfasciarsi. Alcuni uomini dello Sdi preferirebbero confluire nel futuro ed ipotetico Partito Democratico. Anche i partiti che noi neoazionisti abbiamo individuato come potenziali soggetti federati di un nuovo polo politico, la Nuova Sinistra Democratica, non sanno bene quale sarà il loro futuro. Questo vale per il Psdi, per i Repubblicani Europei e finanche per il partito di Di Pietro, che, prima che si scatenasse il putiferio sull´;indulto, aveva espresso ufficialmente il proprio interesse per il PD. Ora staremo a vedere, dopo le polemiche che lo hanno visto contrapposto alla Margherita e ai Ds, se questo interesse da parte dell´Idv sarà confermato. Questa incerteza sul Partito Democratico (si farà? come si farà? con chi si farà?) impedisce anche a noi NPA di sviluppare concretamente l´obiettivo strategico della Nuova Sinistra Democratica. L´indecisione e l´;incertezza riguardo il PD sono arrivati al massimo grado. E´ come la tela di Penelope che ogni giorno si forma e si sfascia. A momenti sembra addirittura che vogliano andarci tutti; i radicali, i socialisti di Boselli, quelli di Craxi, il PSDI, il MRE ed adesso anche l´IDV oltre naturalmente alla Margherita ed ai DS. Ipoteticamente, potrebbero anche sparire otto partiti. Fino a quando le cose non si chiariranno però, non possiamo fare molto di più su questo fronte. Spostando l´ottica dai problemi della coalizione a quelli del governo, dobbiamo dire che il giudizio dei nuovi azionisti italiani sui primi mesi del governo Prodi non è molto positivo. Quanto fatto ed annunciato finora ci lascia largamente insoddisfatti. A parte la legge sull´indulto, i punti che ci lasciano perplessi e preoccupati sono i seguenti:a) la non volontà del governo di revocare l´esenzione o meglio la riduzione IRPEF per i redditi più alti introdotta dal centrodestra e di destinare quei soldi a forme di solidarietà sociale peraltro previste nel DPEF;b) nessuna esplicita strategia corale mirante alla riduzione dei prezzi ed allo sgonfiamento della bolla speculativa determinata in buona parte dalla speculazione operata dai ceti del commercio e dei servizi, elettori di Berlusconi;c) l´assoluta refrattarietà politica, morale e culturale a forme di tassazione patrimoniale per i ceti più ricchi del Paese; la via per ridurre il rapporto debito/Pil tracciata nel DPEF da Padoa Schioppa è troppo angusta ed insostenibile per i Paese perché finirà col togliere anche quel poco di ossigeno che resta ai ceti deboli, emarginati. Non si può continuare a tagliare sulla ricerca, sull´Università, sui servizi offerti dagli Enti Locali (ciò non ha nulla a che fare con la questione del taglio degli sprechi) e su tante altre cose vitali. Portare fra cinque anni il rapporto dal 107,7 al 99,7 non è francamente un grande obiettivo. E´ il momento(quando sennò?) allora di un prelievo straordinario sulle grandi e medie ricchezze. Di qui la proposta del Nuovo Partito d´Azione di una tassa patrimoniale combinata e progressiva (siamo l´unico partito italiano in assoluto a spingere per questa soluzione); il debito/Pil potrebbe così scendere nel 2011 dal 107,7% di oggi all´ᝠ% che è un´;altra cosa, ma purtroppo l´Unione non crede che ai ricchi italiani si possa chiedere un piccolo sacrificio patrimoniale per cinque o dieci anni per risanare davvero il Paese. Tra le altre cose negative c´è una generale predisposizione a cercare il compromesso con Berlusconi per cui non vediamo all´orizzonte una inflessibile legge sul conflitto di interessi, non vediamo la cancellazione delle leggi sulla giustizia approvate da Berlusconi; anzi, vediamo l´;indulto ed il tentativo (per ora rinviato) di mettere la mordacchia ai giornalisti e di tenere sui carboni ardenti la magistratura soprattutto con il disegno di Mastella sulle intercettazioni. I lati positivi o almeno promettenti sono l´imposta negativa del reddito (espressamente chiamata così da Padoa Schioppa nel DPEF è nel nostro programma, come sapete, e si trova solo nel nostro programma), il reddito di inserimento e l´aiuto alle famiglie con redditi bassi, che per il momento restano solo intenzioni. Vedremo con la Finanziaria in autunno cosa succederà. Del resto, gli ultimi tre punti sono ancora nebulosi; non si sa quanti fondi saranno destinati alle politiche per la famiglia, non si sa quante famiglie povere saranno effettivamente sostenute, ecc. Fuori dalle politiche sociali ed economiche, le due cose buone sono invece il decreto sulle liberalizzazioni e la riforma dei servizi segreti. Ma anche qui abbiamo delle riserve. Così come potremmo, forse, averle per quanto riguarda le forme di lotta all´evasione fiscale. Era proprio necessario arrivare subito, già dai primi mesi di governo, ad un´anagrafe di tutti i conti correnti e rapporti bancari (una cosa che mette inquietudine nell´uomo della strada qualunque partito voti, inutile nasconderselo), senza prima tentare alcuni esperimenti tecnicamente innovativi per costringere molte categorie di evasori a dichiarare tutto il giro d´affari effettivo? Poi, c´è anche un problema (taciuto) di affidabilità democratica da parte degli apparati di sicurezza di questo Paese e sembra di aver visto giusto dopo l´;ennesima brutta vicenda venuta alla luce e che coinvolge di nuovo il SISMI. Non vediamo molto coraggio nell´affrontare una grande questione democratica come questa. Attendiamo, comunque, la riforma dei servizi segreti ed attendiamo pure l´abolizione del segreto di Stato per i reati di strage e di terrorismo come ancora una volta i familiari della strage di Bologna hanno chiesto albolognese Prodi. Questa è una cosa che si sarebbe dovuta fare già nel periodo 1996�� e che invece non si è fatta, così come, sempre durante i precedenti governi di centrosinistra, non si è fatta la legge sul conflitto di interessi. E veniamo quindi all´indulto. Opponendoci ad esso, abbiamo (ancora una volta?) avuto ragione. “La Repubblica”, due giorni dopo il varo definitivo del provvedimento da parte del Senato, già dedicava una pagina intera a casi di gente appena scarcerata e dopo poche ore già ritornata in galera. Con l´indulto il governo Prodi ha messo l´Italia in pericolo ed ha creato le premesse per una brutale disaffezione dell´;autentico popolo della sinistra nei suoi confronti. Prodi sa bene, e del resto lo ha ripetuto a voce alta, che il centrosinistra ha vinto per soli 24.000 voti. Nonostante tutto, in soli due mesi se ne sta giocando molti di più. Mai avremmo potuto immaginare che si sarebbe dato vita ad un indulto come quello che si è approvato il 29 luglio scorso. Tutto il centrosinistra ha inveito per cinque anni contro l´;oscenità di Berlusconi e l´Unione, neanche due mesi dopo dal varo del suo governo, invece di eliminare immediatamente le scandalose leggi Cirami e Cirielli (il centrosinistra è stato votato per questo, non tanto per le sue proposte) ha trovato il modo di fare addirittura di peggio. Noi, del NUOVO PARTITO d´AZIONE, abbiamo nel nostro programma il raddoppio della pena per i reati di truffa da chiunque vengano commessi (grandi o piccoli) e non avremmo mai immaginato di impegnarci per un governo di centrosinistra, che, tra i suoi primi atti, concede l´indulto e mette in libertà finanche i grandi truffatori finanziari, mortificando l´;ansia di giustizia di chi si è visto rovinato per colpa dei vari Cragnotti, Fiorani, Tanzi e furbetti del quartierino vari. Ma la cosa ancora più vergognosa è che, per liberare un Previti o un Fiorani, verranno liberati anche i no-global violenti ed, infine, per liberare tutti questi insieme si condoneranno anche le responsabilità dei reati contro la salute dei lavoratori e dei cittadini. Quali parole dobbiamo usare nei confronti di RIFONDAZIONE COMUNISTA che, in nome degli ideologismi del nuovo comunismo, non si è fatta scrupoli nel sacrificare finanche i diritti dei lavoratori della Ethernit morti per cancro, (rimborsi alle loro famiglie eccetera). Ora, tutte queste famiglie rischiano di non vedere trionfare la giustizia. Chi glielo andrà a dire alla figlia di un operaio morto per cancro, per colpa dell´amianto tenuto dolosamente nascosto, che ricchi e potenti si faranno beffa di loro, che non riceveranno un quattrino e che dovranno anche pagare le spese legali fin qui sostenute? Prove di inciucio è stato detto. Speriamo proprio che non saranno invece le prove di Partito Democratico. Infine, due parole sul nostro Partito; in meno di un anno di attività effettiva il nucleo iniziale si è quasi decuplicato e di mese in mese arrivano nuovi e validi compagni che o vanno a coprire vuoti di organigramma o che, comunque, allargano la “rete” neoazionista anche al di fuori di un canonico impegno di militanza o di dirigenza. Giorno per giorno, aumentano le attenzioni, le citazioni ed estendiamo, oltre alla rete neoazionista, anche la rete degli interlocutori, della diplomazia di partito, degli amici, degli alleati potenziali o reali, presenti o futuri. Un bilancio completo ed aggiornato dello stato del Partito, comunque, sarà fatto a Fiuggi in autunno, in occasione della seconda riunione della Direzione Nazionale, dove forse ci sarà anche qualche nuovo ingresso oltre ai compagni che ne fanno già parte. Tra settembre ed ottobre abbiamo un discreto carnet di appuntamenti. Quel che si può certamente dire è che il sogno proibito di ridar vita ad un partito azionista, la mission impossible di continuare dopo 60 anni di silenzio i gloriosi trascorsi del vecchio Partito d´Azione, si stanno facendo pian piano sempre più concreti e reali.Roma 1 agosto 2006