I ragazzi di Locri chiedono le dimissioni di Bova

Movimento dei ragazzi di Locri e di Calabria “E ADESSO AMMAZZATECI TUTTI”www.ammazzatecitutti.orgNOTA STAMPACon preghiera di ampia e massima diffusione a tutti gli organi di stampa“ADESSO TEMIAMO PER LA VITA DI ALDO PECORA. SI DIMETTA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA E SI VERGOGNI DI CIO’ CHE HA FATTO”.ROMA, 08/12/2006 &#45 Franco Fortugno è stato ucciso due volte, la prima volta da un killer il 16 ottobre 2005, la seconda volta il 7 dicembre 2006 per opera del Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova, che non potendo smentire le nostre precise e circostanziate accuse di strumentalizzazione politica dei ragazzi di Locri e di abuso delle specifiche risorse finanziarie del Consiglio Regionale finalizzate a sostenere i ragazzi dei movimenti antimafia calabresi, non ha trovato di meglio che nascondersi vigliaccamente dietro l’immagine del povero Franco, strumentalizzandone indecorosamente il ricordo e agitando offese alla sua memoria, che nel discorso non c’entravano assolutamente nulla se non per deviare l’attenzione dalle sue personali responsabilità, pesanti come macigni. Aver detto che “Ammazzateci tutti è sinonimo di Aldo Pecora” è un’offesa irricevibile per la dignità di tutti i giovani, degli adulti, dei familiari di vittime della mafia e di tutti gli altri attivisti di tutta Italia del nostro Movimento&#59 che poi siano tanti o “pochi altri”, come sprezzantemente dice Bova, questo non ha importanza (siamo 1.700 antimafiosi giovani e meno giovani da tutta Italia ormai). Quello che è certo è che questo atteggiamento irrispettoso dell’altrui dignità qualifica in maniera chiara la qualità della persona che rappresenta in questo momento non solo il massimo organo democratico calabrese ma anche, in senso lato, tutti i calabresi. Un uomo che non può più rivestire l’alta carica istituzionale di cui è stato investito, sia pure senza aver avuto alcuna legittimazione elettorale.Vogliamo concludere questa nota denunciando un fatto molto più grave di cui Bova si è macchiato, un fatto che motiva a nostro avviso in maniera ineludibile la nostra richiesta ufficiale di dimissioni dal Consiglio Regionale per l’attuale presidente. Siccome bisogna sempre contestualizzare gli avvenimenti e le parole, ricordiamoci che stiamo parlando di movimenti antimafia.Esiste una regola non scritta che impone di tenere sempre dentro una rete di protezione le persone che lottano la mafia per evitare di esporle alle vendette sanguinarie della piovra mafiosa. Le responsabilità della ribellione vanno diluite su tutti proprio per far sì che nessuno possa diventare un facile bersaglio.Nella sua dissennata non&#45risposta alle nostre argomentazioni Bova ha dimostrato in maniera evidente di aver perso il controllo, parlando con il nervosismo tipico di chi ha sentito toccare un nervo scoperto.Ma quando ad un documento firmato da tutto il nostro movimento ha risposto indicando il nome, il cognome e la residenza di uno di noi come “unico responsabile” del nostro agire non possiamo nascondere che un brivido gelido ci è sceso lungo la schiena.Dichiariamo formalmente al signor Bova, che come calabresi non solo non ci sentiamo più rappresentati da lui, ma che siamo noi a voler tutelare in ogni sede la dignità del nostro massimo organo istituzionale, perché se non comprendiamo che la questione calabrese “è” la questione morale da queste paludi di fango e nebbia non ne verremo mai fuori. Si dimetta, dunque, da Presidente del Consiglio e si vergogni per lo squalificante “pizzino” diffuso a mezzo stampa che di fatto indica oramai a chi di dovere un solo e ben individuato probabile bersaglio. Proprio il contrario di quel “E adesso ammazzateci tutti” che scrissimo un anno addietro! Quella sequenza di nome&#45cognome&#45città, con il dito puntato contro, nelle nostre orecchie è risuonata sinistramente come se virtualmente premesse tre volte un grilletto.In Calabria, dove esiste una ‘ndrangheta violenta e sanguinaria oltre ogni limite, si muore per molto meno. E noi dichiariamo anche questo ufficialmente, e lo diciamo al Signor Prefetto De Sena, al Signor Questore Speranza ed a tutte le forze dell’ordine, che dal momento in cui il presidente del consiglio regionale ha indicato in uno di noi, facendone nome, cognome e residenza, il massimo ed unico responsabile delle nostre azioni antimafia, noi temiamo fortemente per la sua incolumità e persino per la sua vita.Oggi dichiariamo formalmente che se dovesse accadere qualunque cosa al nostro amico e compagno Aldo Pecora, noi riteniamo sin d’ora responsabile morale, se non diretto, l’attuale presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova.Movimento “E adesso ammazzateci tutti”Coordinamento nazionale