I Sindaci ci sono: ora Amministrare

I Sindaci ci sono: ora Amministraredi Massimo VeltriLa politica non sarà una scienza esatta, ma una sua ratio ce l´ha. Una ratio non fissa, immobile, valida in tutte le stagioni e in tutti i contesti, ma comunque c´è.A Cosenza, a Rende,c´è stata la chiara dimostrazione del teorema che vige oggi: se c´è un progetto dietro, se la proposta ha un orizzonte vasto, vincono e convincono contro chi critica, chi si presenta da solo.Sembra di poter dire che l´elettore (e a Cosenza e a Rende, a differenza che nel resto d´Italia la gente è andata a votare) vuole sicurezze, si lascia convincere più facilmente da chi è percepito esponente d´una famiglia più grande. L´Unione ha vinto alle politiche, sia perchè di Berlusconi non se ne poteva più, sia perchè è riuscita a trovare e a infondere nella testa di moltissimi italiani che non è un cartello solo elettorale, ma il primo (o forse anche il secondo) passo d´un soggetto politico finalmente nuovo, il partito democratico, frutto e distillato delle culture riformiste italiane. A Cosenza, a Rende, Perugini e Bernaudo, così sono stati percepiti, in maniera rassicurante, terminali d´una centrale nazionale per un verso, per altro in grado d´esprimere continuità sì, ma anche capacità di dare risposte laddove per troppo tempo s´era rimasti incagliati, e dove gli altri, gli avversari, non son stati ritenuti capaci.Certo, Mancini, Talarico, con motivazioni e da postazioni e storie molto diverse, esprimevano punti di vista che, forse, in altri tempi, in altre cornici, avrebbero riscosso maggiori fortune, ma oggi, sembra di poter dire, si sono palesemente mostrati non in sincrono col sentire e pensare della maggioranza. Hanno giocato altri fattori nell´affermazione dei due sindaci? Certamente sì, e non secondari. Per uno la possibilità di andare oltre il mancinismo, che per molti era stata vissuta come jattura delle peggiori, alcune superficialità comunicative e un pò troppo distruttrici da parte del parlamentare socialista. Per l´altro il background principiano che ancora conta, e molto, cui il giovane diessino non ha potuto contrapporre sufficienti elementi di attrazione. Poi, interessi da difendere, da consolidare, trasversalismi e opportunismi hanno contato, come al solito, come sempre. La destra, poi, s´è squagliata, qui come in tutta la Calabria, in pratica (a Catanzaro un politico di lungo corso e fino a ieri viceministro, non è neanche al ballottaggio), e bisognerà capire che fine hanno fatto i suoi voti (non che sia determinante per la comprensione di quanto è accaduto).C´è stato un rinnovamento, un adeguamento di ceto e cultura politica, nell´area urbana? A caldo è difficile dire: sarà importante conoscere la composizione dei Consigli Comunali, lo spazio dato alle Commissioni e al Consiglio stesso, il respiro con il quale ci si saprà muovere.Di certo, ora, a Governo partito, a Presidente eletto, a Sindaci insediati, alibi se ne hanno ben pochi: partire, partire e ridare a Cosenza, all´intera area urbana, fiducia e orizzonti positivi.