Il ´68 e Oggi: Dove Abbiamo Sbagliato?

Il ´68 e Oggi: Dove Abbiamo Sbagliato?Massimo VeltriAncora ronzano nelle orecchie gli echi mozartiani di Così Fan Tutte, rievocati dall´onorevole ministro Mastella. In conferenza stampa, da casa sua, Mastella ha candidamente detto: In politica così si fa, così fan tutti, a chiedere, a imporre, a far valer rapporti di forza eccetera, con una rete di indicazioni, segnalazioni, forzature, imposizioni ecc, in cui vince l´appartenenza e nient´altro, perchè devo pagare solo io?A prescindere dai rilievi di tipo giudiziario, concussione e altro, a me pare che il ragionamento del ministro non faccia una piega, perchè la discussione tutta questa è: che cos´è, che cos´è diventata, che cos´è restata la politica. Se ci fermiamo all´episodica, o addirittura all´aneddotica, non ne usciamo chè ognuno, appunto, cita l´altro e così via, in un gioco di rimbalzo infinito in cui chi più, chi meno, chi anche molto meno, non ne esce proprio benissimo.E´; normale, quindi, è legittimo che io faccia vincere i miei, gli faccia avere gli appalti, li faccia assumere, li premi? E´ passibile d´azione giudiziaria (come avvenne anche in Calabria con il capogruppo Ds in Regione platealmente arrestato in piscina a ferragosto e indagato per voto di scambio) chi si prodiga per gli “amici”? Ed è proprio scontato pensare che se, qualora, non ci fosse alcun luogo a procedere per la giustizia nient´altro ci sarebbe da eccepire: sul piano etico, comportamentale, politico? Risulta, in verità, che la soglia dell´indignazione, del rifiuto, del rigetto, si sta progressivamente spostando verso il basso, tende a scomparire, questa soglia, così che: tutto va bene madama la marchesa, si accetta tutto, ci si fiacca nel protestare, si rinuncia. Vatti a mettere contro un potere sordo a qualsiasi sollecitazione, a qualsiasi eclatante e ributtante evenienza, teso solo a perpetuare il sistema, e quindi ciascuno della partita. Che senso ha se non quello di uno sterile sfogatoio, quando nè in ambito sindacale, nè presso le forze politiche potenzialmente più sensibili (fra cui il nuovo per eccellenza, il Pd), nè altrove, trovi spazio e sponda significativi? Un ex capo dello stato, l´emerito Francesco Cossiga se n´è uscito autodenunciandosi perchè avrebbe favorito, caldeggiandole, due giornaliste Rai: che c´è di male, dice, e perciò Berlusconi con quel gran signore di Saccà che male ha fatto?Come glielo diciamo ai nostri figli e ai giovani che buttano il sangue per imparare un mestiere o una professione e sentono e vedono queste nefandezze? Li rabboniamo chiamandoli bamboccioni come fece l´;ineffabile ministro Padoa Schioppa? Gli diciamo che comunque la virtù e l´;onestà saranno premiati, che non fa niente che i figli di caio e di sempronio, proprio perchè loro figli, vanno per la maggiore, loro, invece, pensassero a essere e a fare le persone per bene… che è quel che conta? Tutto, ovviamente, si può dire e si può fare, ma, nei casi in esame, con una pesante implicazione: ma che società è quella in cui vince l´arraffaarraffa, in cui il merito non conta, in cui l´etica è stracciata, l´arroganza del potere è via via sempre più schiacciante, ognuno più o meno si omologa, accetta tutto, si dà per vinto e cerca di sedersi al banchetto dei potenti e raccogliere qualche cosa? Che società è quella in cui il presidente della Regione Sicilia è contento e resta al suo posto dopo che il tribunale gli ha dato 4 anni? Quella in cui un magistrato onesto e laborioso, stiamo parlando di Luigi De Magistris, è trasferito e spostato di funzione, con decisione addirittura più penalizzante di quella richiesta, perchè avrebbe compiuto irregolarità formali, quando i santuari sfiorati mandano olezzi tremendi e lasciano intravedere trame dai contorni gravissimi? E poi dice: E´ passata sottosilenzio la sanzione del CsM contro De Magistris. Ma che ti metti a fare, il masaniello in servizio permanente effettivo?E´; brutta, l´;aria, sempre più pesante, e metti pure che il Parlamento approvi la mozione di solidarietà a Mastella (per ragioni politiche, s´;intende, se no casca il governo, la legge elettorale la salutiamo, il quadro politico terremotato, il Pd in forti ambasce eccetera) e pure quella al ministro Pecoraro (idem), di fatto quale supplemento di distanza, già abissale, ci mettiamo fra il palazzo e la gente, fra la politica e l´;opinione pubblica? Altro che circuito fra cittadini e governanti, confronto fecondo fra istituzioni e popolazione… Ma è sempre stato così, sempre la politica ha voluto mostrare toni e profili muscolari improntati alla massima spregiudicatezza e all´;imposizione di un insieme di atti e comportamenti arroganti, supponenti, esclusivi ed escludenti? Certamente l´;esercizio del potere necessita di prerogative non proprio da “mammolette”, anzi il buonismo è un disvalore piuttosto che altro, in politica. Ora, però, ci troviamo davanti, a differenza diciamo di 15 anni fa, di un ceto politico che non ha alcun appeal, di una politica sempre più debole e autodelegittimata, di un popolo che sta male economicamente e sta male in termini di riconoscimento di leader e di valori, e allora, come si fa ad andare avanti come se nulla fosse, tanto poi tutto rientra? Certo, può essere che tutto rientri, ma in un corpo sociale nel suo complesso snervato, devitalizzato, sfiduciato. E non c´;è nessuno, lì, nei piani alti, e in quelli altissimi, della politica che non lo sa, non lo vede, non se ne accorge? Eppure ce ne sono, di esperti, navigati eccetera…40 anni fa il sessantotto: la rivoluzione, la rottura di tante cose, l´;abiura di tantissime altre. Da allora è nato un nuovo mondo: siamo sicuri che è migliore dei quello vecchio (domanda ingenua… )? Siamo certi che non ci sia più di un nesso di causa-effetto fra l´;orgia dell´;immaginazione al potere, mettete dei fiori nei vostri cannoni, quello straordinario entusiasmo che ci fece vedere nuovi orizzonti, liberi, aperti, partecipati, in cui la politica poteva e doveva, appunto, diventare qualcosa di nuovo e di diverso che non il solito cinico esercizio di potere, e la restaurazione di oggi? Abbiamo mollato, abbiamo lasciato perdere, ci siamo accasati, le ambizioni erano spropositate rispetto agli strumenti a disposizione? Cos´;altro?