Il comune di Luzzi nega la sepoltura ad una donna.

L’ultima volontà va sempre esaudita, da che il mondo è mondo, si è detto sempre così. Non è così invece per il comune di Luzzi che ha negato la sepoltura alle spoglie mortali di una donna Nata a Luzzi e che a Luzzi ha vissuto gran parte della sua vita, e a Luzzi vicino al padre, alla madre ed al fratello voleva riposare in pace. Il regolamento comunale (cimiteriale), frutto non si sa di quale mente eccelsa, ha determinato la norma secondo la quale i non residenti nel territorio comunale non hanno diritto di sepoltura in quel cimitero, senza nessuna eccezione. Volendo fare un, forse irriverente, paragone le ceneri di Salfi provenienti da Parigi, dovevano lì restare, e non tornare a Cosenza.Il fatto in se è una vera e propria barbarie, e non ha necessità di commenti, ma alcune riflessioni è bene che vengano fatte, per capire meglio il livello della nostra classe dirigente e dei burocrati a questi referenti. Se un cittadino Luzzese dovesse, come ormai spesso accade, finire i giorni della sua vita in un istituto per anziani, o in una struttura riabilitativa, dove per motivi di assistenza sanitaria deve per forza di cose spostare la propria residenza, non ha più la possibilità di tornare a riposare in pace nel paese natio, vicino ai propri cari estinti e non. Se la Classe dirigente deve rappresentare le istanze della popolazione che la elegge, e soddisfarne i bisogni primari, ci pare di poter dire che gli amministratori di Luzzi, queste istanze non solo non le recepiscono, ma non aderiscono neanche a quelle semplici regole della civile convivenza. A poco serve opporre leggi e regolamenti alla gente se queste non aderiscono alle regole dell’etica e della civiltà, ritenuto status ormai acquisito nei paesi occidentali. Non sappiamo quale amministrazione abbia partorito questo regolamento, di destra, di centro o di sinistra oppure ancora di transumanti, nuova categoria politica da considerare, certo è che la norma è una vera e propria barbarie, un regolamento incivile, che chi ne chiede comunque il rispetto se ne assume tutte le responsabilità come amministratore, politico e rappresentante del popolo.Francesco FrangellaUfficio Stampa Calabrialibrewww.calabrialibre.it