IL CONSIGLIO COMUNALE DI COSENZA Delibera

IL CONSIGLIO COMUNALE DI COSENZA Delibera- di approvare la risoluzione che di seguito si trascrive:”Da mesi le cronache giornalistiche calabresi sono inondate da inchieste penali che riguardano un ristretto settore della classe politica regionale. Avviate dall´;allora Sostituto Procuratore della Repubblica di Catanzaro, dott. De Magistris, e che hanno poggiato su sterili iniziative unilaterali di quel P.M., quasi sempre sonoramente sconfessate quando sono state poste al vaglio degli organi giudicanti. Indagini, quelle di De Magistris, che, proprio perché hanno sfornato sempre più nomi di indagati e sempre meno contestazioni di fatti penalmente rilevanti, sembrano sapientemente orchestrate per provocare suggestioni e immaginazioni di contesti tanto perversi quanto surreali.Valorizzando, per di più, un ambiguo contesto mass-mediologico che è la negazione dell´;essenza stessa del processo penale: l´;accertamento della verità nel rigoroso rispetto delle prerogative funzionali di ciascuna parte in causa. Cosicché il sistema delle “scatole cinesi” più che il profilo dell´;evanescente tesi accusatoria, si è, oggettivamente, trasformato nella caratteristica della metodologia investigativa, ingenerando inevitabilmente quell´;aspro e velenoso conflitto nel quale è stata irresponsabilmente trascinata la Procura della Repubblica di Catanzaro. Tant´;è che il Consiglio Superiore della Magistratura, esercitando in piena autonomia la sua intangibile funzione di autogoverno della Magistratura, ha adottato gravi e sintomatici provvedimenti disciplinari, che hanno consacrato l´;atteggiamento odiosamente pregiudiziale di certi Magistrati in servizio, fino a qualche tempo fa, presso la Procura della Repubblica di Catanzaro. Insomma, l´;intera vicenda propone un tema, che è la spia di una vera e propria emergenza democratica, qui in Calabria. Il tema è quello dell´;allarmante condizione in cui versa il sistema giudiziario, e dell´;uso distorto dei poteri giudiziari. E tuttavia bisogna uscire fuori dal refrain di uno stucchevole dibattito tra garantisti e giustizialisti. Per porre, invece, una questione assolutamente prioritaria e ineludibile: quella relativa ai limiti che la politica, i partiti e le rappresentanze istituzionali, ciascuno per le loro funzioni, stanno drammaticamente mostrando, in questo cruciale momento, qui in Calabria. E´; in atto una fase straordinariamente inedita, che stringe il sistema democratico in una tenaglia: da una parte c´;è un´;autentica domanda di svolta e di cambiamento; dall´;altra parte c´;è un´;incessante azione di dileggio e di discredito delle istituzioni democratiche. Ebbene, le rappresentanze politiche qui in Calabria debbono porsi all´;altezza della sfida, proponendosi e attrezzandosi come classe dirigente, per davvero, in grado di fronteggiare l´;inedita fase in atto. Altrimenti c´;è il rischio di soccombere. Ed è un rischio serio e concreto perché, onestamente, si ha la sensazione di cogliere una sorta di abdicazione di fronte al chiaro e manifesto tentativo che alcune forze stanno perpetrando per screditare una certa classe politica e indebolire, soprattutto, le funzioni delle istituzioni sovrane. Oggettivamente, al di là della volontà dei Magistrati inquirenti, le indagini sono comunque molto strumentalizzate. Anche da parte di ben determinati organi di stampa, che hanno imbastito indegne e becere campagne denigratorie. E vengono così agitati gli stracci della critica al consociativismo o invocata la questione morale con il chiaro intento di non promuovere o favorire processi di reale rinnovamento, gli unici capaci di affermare coerentemente il primato della politica. Sono in movimento invece forze disparate che, seppur minoritarie, queste sì in maniera trasversale e consociativa, anche da funzioni e postazioni diverse, stanno tentando di costruire un “vuoto”. Inevitabilmente per lunghi anni, però, questo vuoto non potrà essere colmato da una funzione rinnovata delle forze agenti della democrazia; questo vuoto, semmai, favorirà un potere illimitato e condizionante di diffusi settori della ´;ndrangheta, delle organizzazioni criminali e anche di poteri occulti o addirittura deviati. Si vuol far finta di non vedere e di non interpretare oggi la natura di questo scontro? Certamente chi oggi esercita responsabilità di governo non può sfuggire da un dovere primario: innalzare la qualità dell´;azione dei governi sul terreno della innovazione, di politiche sociali più inclusive, di estensione dei diritti, di elevamento del tasso di legalità. Chi agisce nella società e nei palazzi della politica, però, ha il compito di competere per incalzare su questo terreno, ponendosi come rappresentante e portatore di interessi sociali da elevare a fattori costitutivi di un vero e proprio Patto democratico su cui fare leva per sostenere il traghettamento della Calabria fuori da una condizione di crisi strutturale ultra decennale. A questo proposito, se la Politica in Calabria non fa i conti con questi nodi e si farà, invece, imbrigliare in una disputa sui nominalismi o sugli assetti fine a se stessi, non ci sarà davvero speranza. Anche perché ci sono in carcere consiglieri regionali, attinti da accuse inquietanti e perturbanti. Rispetto alle quali occorre pretendere il più obiettivo, rigoroso e tempestivo accertamento delle responsabilità. E allora, oggi più che mai, c´;è bisogno qui in Calabria di fare affermare più politica, più buona politica, quella, per intenderci, che si nutre di una diffusa domanda di maggiori certezze e di meno incertezze o populismi inconcludenti. Solo così potrà essere neutralizzata quella nefasta deriva qualunquistica che, viceversa, si nutre di strumentalità e demagogie.”Approvata con 18 voti favorevoli ed un astenuto, tutti della maggioranza. La maggioranza è sostanzialmente un monocolore PD, con un verde, un PSDI, e qualche ex UDEUR oggi in gruppi civici. Il primo voto favorevole è quello del Sindaco avv. Salvatore Perugini, indagato nell´;inchiesta “Why not”. Tra i votanti anche il consigliere Spataro, anch´;egli indagato nella medesima inchiesta.Francesco Gaudio – capogruppo del PRC-SE in Consiglio Comunale