Il militante di ritorno

Il militante di ritornoOggi ho visto un militante, all&acute&#59uscita di una Coop. Aveva 50 anni circa, occhiali, un pacco di volantini con su spiegato come si vota alle primarie per Prodi. Cortesemente ho rifiutato ciò che mi porgeva. Lui se ne è stato: remissivo, perbenino. Un tempo avrebbe almeno chiesto Perché? Non ci sono più i militanti di una volta.Erano la maggioranza della popolazione. In Piazza Maggiore a Bologna, ogni sera c&acute&#59era il rendez&#45vous. Operai della Benelli, impiegati di Corticella, affrontavano gli studenti del Movimento a spada tratta e testa bassa. Si passava la sera a discutere, senza risultato alcuno: come due missionari di religione diversa finiti su un&acute&#59isola deserta. Del resto evangelizzare l&acute&#59altro faceva bene al proprio sé, più che altro. Con le parole che ti scappavano di bocca veniva fuori di tutto: mia moglie non mi caga più…, dice uno …Di chi è la colpa del Partito, del Capitale, della Chiesa?, dice l&acute&#59altro. Dopo di che puoi andare avanti tutta la notte: erano i tempi di Il personale è politico. La domenica mattina i militanti vendevano L&acute&#59Unità porta a porta.Gad Lerner si travestiva da immigrato e risaliva l&acute&#59Italia dalla Sicilia, per scrivere ciò che succedeva su Lotta Continua. Oggi hanno rifatto lo stesso su Repubblica: ieri come oggi nessuno pensa a cosa succede di là del mare, al perché la gente finisce qui. Non ci dicono che dall&acute&#59altra parte non c&acute&#59è nemmeno la possibilità di fingersi.Il militante di allora partiva per fare le manifestazioni senza benefit sindacale e spendeva del poco che aveva in tasca. Gad Lerner faceva così, allora.Il militante difendeva con la vita e con la morte ciò in cui credeva: i sindacalisti CGIL mi presero a pugni perché con altri studenti avevo osato contestare e fischiare uno spettacolo teatrale, in quanto era davvero pessimo. Loro mi menarono perché si critica solo “il teatro borghese”. Anni prima i militanti tagliavano le gomme alle auto dei socialisti&#45liberal&#45rep&#45democristiani e costoro se ne tornavano a casa a piedi, consci che non c&acute&#59era nient&acute&#59altro da fare.Piuttosto che lavorare, studiare, guadagnare, il vero militante andava a fare un&acute&#59assemblea, il che lo faceva star bene più di una seduta dallo psicoanalista.I militanti erano puzzoni, stracciati quanto basta, stitici per scelta (non avevano voglia di mollare la discussione o il corteo), ignoranti per necessità (non c&acute&#59era tempo per documentarsi), eroici, con lo sguardo illuminato da una fiamma interiore. I militanti scopavano più degli altri: unico guiderdone concesso loro dalla sorte. Sparirono negli anni &acute&#5980.Adesso non ci sono più quei militanti e se vai in Piazza Maggiore ci trovi i fuoriusciti da un Suv da 40.000 euro, puponi profumati con Kalvin Klein parfum, vestiti da Missoni o Ralph Lauren (benché americano). Hanno l&acute&#59aria condizionata negli occhi, oltre che in casa. Sono controbushiani e antiberlusconiani, e comprano Repubblica. Non fanno più discussioni, tranne che con la ragazza, una con l&acute&#59aria algida e la topa frigida. Si sposano dopo i 40, chè prima devono fare soldi. Sono contrari all&acute&#59uso della cocaina. Sono fanatici di Prodi, ma la sera vanno in palestra, perchè la mamma dice Nulla virtus sine salute, mentre il padre, che ancora diceva Nulla salus sine virtute, è palesemente rincoglionito.postato da Paolo&#45di&#45Lautreamont,