Il nuovo capitalismo balla una sola estate

Un altro anno, un altro scandalo: questo è il titolo del servizio (molto severo) dell´Economist sulle vicende Fiorani e Soci. Ma chi si appresta a protestare contro le ingerenze della stampa straniera, farà bene a tenere presente due cose. Lo stesso Economist sembra che stia preparando un sevizio completo sull´inaffidabilità del paese Italia (e sarà al copertina del prossimo numero): e non sarà tenero. Dopo la scandalo Parmalat la legge sul risparmio non c´è ancora, in compenso è arrivato un altro scandalo. Più grave del precedente perché qui risultano coinvolte (come parti attive) alte istituzioni finanziarie (la Banca d´Italia). Seconda cosa: non esiste in pratica alcun giornale straniero che non abbia raccontato (e in toni sempre molto critici) queste stesse vicende.Vicende che, peraltro, si stanno avviando verso una conclusione. E il tutto potrebbe procedere in tempi abbastanza rapidi. A Milano, intorno a piazza Affari, ad esempio, non c´è più nessuno che crede che la Popolare Italiana (ex Lodi) possa mettere le mani sulla banca Antonveneta. Tutti danno per chiusa questa partita e si sa giù che l´Antonveneta finirà (dopo mesi di lotte e uno scandalo di proporzioni gigantesche) nelle mani dell´olandese Abn Ambro. Ma le cose si sono mosse così in fretta (e i vari soggetti si sono mossi talmente male) che in Borsa danno per scontate alcune altre cose interessanti:1- E´ certo che Gianpiero Fiorani non tornerà mai più a dirigere la Banca Popolare Italiana. Adesso è fuori per due mesi, ma poi si troverà il modo di tenerlo fuori del tutto. E´ un provvedimento a cui avrebbe dovuto pensare da tempo la Banca d´Italia, ma non lo ha ancora fatto e forse non lo farà. Allora toccherà alla magistratura. E non si può nemmeno escludere che i magistrati possano andare anche più avanti.2- In queste condizioni si pone il problema di che cosa fare della Popolare Italiana, visto che il suo gruppo dirigente storico (autore di una trentina di acquisizioni) è sotto accusa e verrà eliminato. E infatti già si parla di vari e possibili candidati. I maligni dicono che alla fine potrebbe spuntare, come Cavaliere bianco, proprio quella Capitalia (con il suo presidente Cesare Geronzi), che è l´incubo di Fiorani e dei suoi amici. Altri dicono che potrebbe farsi avanti la Banca Intesa di Passera e Bazoli. E altri ancora, un po´ più cauti, dicono che una delle ultime mosse della gestione Fazio in Banca d´Italia (prima di andarsene) sarà quella di accasare la Popolare Italia con la Popolare dell´Emilia, una banca vicina all´Unipol e soci, ma per bene e tradizionale.Ma se l´avventura di Fiorani è finita, ha i giorni contati anche la scalata di Ricucci alla Rcs. Un po´ perché si comincia a capire che il grande salvadanaio al quale tutti questi signori hanno attinto denari per le loro varie imprese era appunto la Lodi di Fiorani (che di fatto ha chiuso i battenti per Ricucci e Soci).Un po´ perché non è escluso (già hanno bloccato le plusvalenze) che i magistrati chiamino anche gli amici di Fiorani a rendere conto dei tanti soldi avuti e delle tante operazioni fatte insieme.Inoltre, e non è cosa secondaria, se ci sono stati dei protettori di queste varie operazioni (compresa quella su Rcs), è evidente che a questo punto quegli stessi protettori (Berlusconi? Livolsi?) invece di proteggere saranno soprattutto impegnati a far perdere le loro tracce e a smentire qualsiasi rapporto con Ricucci e Soci.Insomma, la scalata Rcs a questo punto rischia di rimanere senza fonti di ulteriori finanziamenti e senza padrini. E allora è impossibile che vada avanti.Tutto questo avrà un impatto negativo anche sulla Borsa. Un po´ perché l´insieme di tutte queste operazioni aveva movimentato e non poco il listino. E un po´ perché (a conti fatti) la banda degli immobiliaristi doveva portare a casa (soldo più, soldo meno) circa un miliardo di euro di plusvalenze che sarebbe certamente finito (e in parte è già finito) sul listino per altre operazioni analoghe (Generali, Mediobanca, ecc.), alimentando una sorta di girandola (e di rialzi) senza fine. I proventi di un assalto utilizzati per inscenare il successivo. Insomma, orgasmi a ripetizione per la Borsa.Solo che adesso non si sa più se questo miliardo di euro di plusvalenze ci sarà davvero. C´è il sospetto che questi moderni “fuochisti” del listino siano forse rimasti di colpo senza legna. Inoltre, sono inseguiti dalla Guardia di Finanza e intercettati dai magistrati. E quindi, più che a far correre il listino, devono pensare a rientrare di corsa dalle loro esposizioni e, magari, anche a intestare la barca a qualche lontano parente per sottrarla alle Fiamme Gialle.Rimane in piedi, per ora, la scalata dell´Unipol alla Bnl. Ma i bene informati sostengono che non è detto che sia proprio così: visto che il giro era un po´ lo stesso, non si può escludere che alla fine salti fuori qualcosa di grosso.In conclusione: un grande scandalo (che può chiudersi solo con l´uscita di Fazio da Bankitalia, si spera rapida) e con l´osservazione che, in fondo, i “nuovi capitalisti” (Ricucci e soci), sui quali molti avevano puntato, hanno ballato una sola estate. Hanno fatto molto rumore, ma adesso la musica è finita e anche la festa. Tutti a casa (se va bene). L´autunno è dietro l´angolo, poi arriverà l´inverno e ci saranno per altre grane da affrontare.da Repubblica di Giuseppe Turani