Il nuovo che avanza.

Cosa si nasconde dietro il balletto delle cifre sulla Manifestazione di Reggio?Tutto nasce da un lancio di agenzia Ansa subito dopo le 13,00 del 17 Febbraio, 500 giovani presenti alla manifestazione antimafia di Reggio Calabria. Non so quanti siano stati, sappiamo solo che tutto il corso era gremito di bandiere striscioni, di giovani e meno giovani, noi c’eravamo e anche la provincia di Cosenza c’era, come le scuole di Castrovillari, tutti in pulmann tutti a negare il consenso alla mafia. Ma ci chiediamo a chi giova questa “querelle” dei numeri, alla legalità o alla mafia? E se pure fosse stato uno solo ad urlare il suo dissenso alla Mafia, quale sarebbe stato il suo torto? Dove è il “flop”? La verità e che la mafia c’è perchè, ha pervaso molti settori della vita pubblica e anche professionale, questo non lo diciamo noi, ma il Prefetto de Sena, questa è la vera mafia quella dei colletti bianchi, che ogni tanto, ma sempre più raramente, si avvale di quella con la coppola e la lupara. L’atteggiamento mafioso, “boicottaro” e omertoso, occupa ormai ampi settori della Politica e della pubblica amministrazione, che riesce a controllare, grazie alle consulenze ed alle assunzioni, anche attraverso il “by&#45pass” interinale, altre importanti istituzioni, che dovrebbero essere garanti della vita democratica. Certo non abbiamo sbagliato noi, che abbiamo urlato no alla Mafia, al pizzo, all’illegalità diffusa, questa è forse la novità, che il vecchio sistema consociativo affaristico, familistico, non ha digerito, la società civile che si dà voce ed all’unisono si ribella. Questo è il nuovo che ineluttabilmente avanza, malgrado la scomposta reazione dei poteri forti ed organizzati. Se qualche giovane, per essere messo in cattiva luce, viene fatto apparire un ambizioso alla ricerca di spazi politici e di potere, perché si ritiene, in questa regione, che ognuno abbia un prezzo o un obiettivo personale. Noi rispondiamo, ben vengano, uno, dieci, cinquanta, di questi giovani, sempre meglio il nuovo che questo malforme coacervo di vecchiume politico amministrativo, dedito alla conservazione di privilegi, di potere, che governa, grazie ai bisogni insoddisfatti di una intera popolazione, tenuta volutamente ai limiti della sopravivenza, per creare un rapporto di prostrata, sudditanza clientelare. Giorgio Durante presidente Calabrialibre, componente del coordinamento regionale della Rete per la Calabria