Il papocchio cosentino

Il papocchio cosentino Gruppo PD Calabria 25 Aprile

Sono passati ormai dieci giorni da quando il PD nazionale ha conferito all’Avv Perugini il mandato “di lavorare per ricostruire l'unità piena del partito e di tutte le forze che si ispirano al centrosinistra”.  A poche ore dalla presentazione delle candidature e delle liste collegate è evidente a tutti, invece, che il candidato sindaco non è in grado di adempiere al mandato ricevuto perché la sua candidatura non è unificante per il PD nè di sintesi per il centrosinistra, posto che molti dirigenti del PD si sono autosospesi e posto che non vi è traccia del coinvolgimento di tutta la filiera del partito democratico nella costruzione delle alleanze, nella elaborazione del programma, nella formazione delle liste.
Non basta, evidentemente, convocare il Gruppo PD Calabria 25 Aprile e chiederci di esprimere le nostre candidature nella lista del PD, senza peraltro concederci alcuna garanzia di rinnovamento e discontinuità, per assicurare quella pluralità che non inizia e non finisce con Perugini o con il Gruppo 25 Aprile. Se così fosse, la visione che l’Avv. Perugini ha del  PD cosentino  è miope e parziale, così come miope e irresponsabile è stato da parte dei vertici Nazionali avere pensato che il PD calabrese iniziasse e finisse con le persone, con le correnti, con le aree che si sono sedute al tavolo romano lo scorso 30 marzo, o con quelle che non si sono sedute benché invitate. Il PD per nostra fortuna è soprattutto altro e sta diventando giorno dopo giorno patrimonio di una nuova classe dirigente che non intende sprecare neanche un minuto della propria esistenza in antiche congiure di palazzo.
In città è sempre più avvertita, invece, la preoccupazione che l’Avv. Perugini sia ancora ostaggio di coloro che da mesi lavorano con il solo obiettivo di demolire il PD di Bersani e di Musi. Ed è di pubblico dominio che gli ispiratori della lista del PD di Salvatore Perugini, sono gli stessi che anche fuori Cosenza hanno animato e continuano ad animare convegni, riunioni e comitati elettorali con i candidi sindaci del terzo polo.  Stando così le cose è evidente che la candidatura Perugini è strumentale solo ad un regolamento di conti tutto interno al PD che ci squalifica agli occhi dei nostri elettori e che segnerebbe definitivamente la frattura fra di noi e la città di Fausto Gullo, di Pietro e Giacomo Mancini, uomini che hanno segnato con il loro nome e la loro passione ideale, la storia dell’antifascismo calabrese e che hanno dato, per molti anni,  dignità e lustro alla Politica della città di Cosenza e della Calabria. Ci appelliamo quindi all’Avv. Salvatore Perugini, alla sua storia politica, alla sua capacità di discernimento e alla sua buona fede, affinchè da sindaco uscente e da uomo di partito, preso atto che c’è una sua evidente ed insuperabile difficoltà ad essere unificante, voglia rimettere responsabilmente il mandato ricevuto nelle mani di Davide Zoggia e del Partito Nazionale che a questo punto, dopo avere bocciato le decisione assunte dal tavolo provinciale del centro sinistra, ha l’obbligo morale e politico di indicarci il percorso da seguire per affrancarci dalle congiure interne al PD e per mantenere il governo della città. Ma non può costringerci a stare da una parte  e contro l’altra. E  soprattutto deve assumersi tutta la responsabilità del risultato.
In mancanza di una indicazione chiara e  responsabile da parte di tutti gli esponenti del PD calabrese a tutti i livelli, nelle loro funzioni istituzionali, politiche ed amministrative,  su come uscire fuori dal “papocchio cosentino”, noi non ci candideremo nelle lista del PD e non daremo nessun sostegno alla candidatura dell’Avv. Perugini che, per le ragioni espresse, più che essere utile all’unità del partito e del centro sinistra, appare sempre più funzionale alla vittoria del centro destra.
Noi ci siamo e ci saremo se si vorrà costruire, senza riserve mentali,  l’unità del centro sinistra e l’unità del PD, ma prendiamo nettamente le distanze da ogni posizione, laica o cattolica, strumentale alla sola difesa di personali rendite di posizioni inconciliabili con l’unità del partito e con il governo della Città. Lo abbiamo fatto nella battaglia politica regionale e non c’è alcuna ragione per transigere sulla città di Cosenza: indietro non si torna.
12 Aprile 2011
Gruppo PD Calabria 25 Aprile