Il PD alle prese con una crisi di nervi.

Questa fase preelettorale a Cosenza, fortemente convusa induce a fare alcune riflessioni. Non è semplice decodificare comportamenti e messaggi, che in questo momento provengono dal PD Cosentino, sembrava ormai acquisita la candidatura di Paolini sostenuto da tutto lo schieramento di sinistra, quando i soliti tromboni che hanno affondato lla sinistra alle regionali, compiono la sortita di proporre un altro candidato a sinistra, il Socialista Franz Caruso, ottima persona per la verita e stimato professionista, che però lanciato nella mischia da manovratori, anzi da guastatori rischia di sacrificarsi per dare la soddisfazione a questi di far perdere alla sinistra anche il comune di Cosenza. L'alibi sarà che Paolini non era la canditatura vincente. Per la verità il gruppo dei geni guastatori, ormai in disgrazia presso i vertici PD nazionali e locali, ma soprattutto in disgrazia per i pochi suffragi che ancora riescono a raccogliere, non sanno più che pesci prendere e mettono spesso il piede in fallo, ma non erano loro a dire solo qualche giorno addietro che il PD essendo il maggior partito di sinistra doveva esprimere un suo candidato alla guida della città dei Bruzi? La risposta è stata in assoluta distonia con l'enunciato precedenta, questo è il segnale che: primo, non hanno un nome, un solo nome presentabile, secondo è che sono in stato confusionale e questo lo hanno capito tutti. Alla tarantella Paolini si, Paolini no, non crede più nessuno se non qualche quotidiano locale, fiancheggiatore dei guastatori. Roma ha detto si, Roma ha detto no,