Il Pd e le clientele di Di Pietro di Dimitri Buffa

Il Pd e le clientele di Di Pietro“Altro che apparentamento nel segno della legalità. Io credo che se Veltroni ha imbarcato Di Pietro lo ha fatto per annettersi tutte le clientele dell’Udc in Calabria e in altre regioni del Sud, visto che queste clientele stanno adesso tutte confluendo nell’Italia dei Valori”. Le parole e il concetto sono espressi dall’avvocato Franco Romano, che dell’Italia dei Valori è stato responsabile proprio nella regione Calabria, e a raccoglierle solo qualche giorno fa è stato il corrispondente dal Senato di Radioradicale, Alessio Falconio. Che in una serie di interviste radiofoniche, con la giornalista di “Panorama” Laura Maragnani, con l’ex amico di Di Pietro Elio Veltri e con l’ex socio di partito Achille Occhetto ha sviscerato nell’indifferenza generale dei grandi media il caso Di Pietro. In tutto questo, il prossimo 27 febbraio Antonio Di Pietro dovrà anche comparire in udienza camerale davanti al gip di Roma in veste di indagato per falso e truffa aggravata in relazione all’utilizzo dei soldi pubblici incamerati dall’Idv e dall’ex organo di partito. Insomma Veltroni ancora non lo sa ma la questione morale nel Pd fra poco potrebbe avere il volto, anzi il lato B, di Di Pietro. Ma nel senso esattamente opposto a quello che crederebbero tutti i suoi ammiratori. La giornalista Maragnani parla di un “metodo di Petro” che ben poco sarebbe cambiato dall’epoca delle inchieste subite a Brescia e finite tutte con assoluzioni. La definizione più bonaria che viene data all’unisono da tutti i testimoni sentiti è quella di un padre padrone che gestisce un patrimonio di ormai 22 milioni di euro. Nelle interviste si parla di una società, la Antocri (Anna, Totò e Cristiano sono i nomi dei tre figli di Di Pietro) che possiede case a Roma, Milano, Bruxelles, Montenero di Bisacce e persino in Bulgaria e che quelle stesse case le dà poi in locazione al partito, alla sede del giornale, agli uffici. Sia come sia, l’Italia dei valori è stata segnalata al Consiglio d’Europa perché ad approvarne i bilanci è di fatto un’unica persona, cioè Di Pietro stesso. Che nelle società si avvale anche della ex moglie Susanna Mazzoleni e di un’amica di Brescia, Silvana Mura. L’atto di nascita del sistema di Pietro e del suo partito personale ha anche una data, il 26 settembre 2000. E un luogo: via delle Province 37, Roma. E’ lì che prende forma la “Libera associazione Italia dei valori&#45Lista Di Pietro, in breve Idv”. L’oggetto sociale? “La valorizzazione, la diffusione e la piena affermazione della cultura della legalità, la difesa dello stato di diritto, la realizzazione di una prassi di trasparenza politica e amministrativa”. Però adesso uno dei soci fondatori di allora, l’avvocato abruzzese Mario di Domenico, anche lui sentito da Radio radicale, ha fatto un esposto in cui Di Pietro viene accusato proprio di quelle cose che lui per anni ha rovesciato addosso ai politici per dimostrare che sono gli affaristi della politica. Sulla base dell’esposto di Di Domenico è nata l’inchiesta sfociata nell’udienza camerale del prossimo 27 febbraio in cui di Pietro è formalmente indagato. Di Domenico ha raccontato come dal 5 novembre 2003 l’associazione partito sia diventata una cosa privata di Di Pietro. Anche dal lato politico il metodo Di Pietro non ha nulla da invidiare a quello Mastella: prima si diceva delle clientele calabresi passate in blocco dall’Udeur all’Idv, ebbene non è da dimenticare che tra questi uomini ce ne sono alcuni che il Di Pietro non farebbe passare sotto silenzio qualora si trattasse di gente presente in altri partiti. Però per se stesso fa una eccezione. Come nel caso dell’avvocato Armando Veneto, ex Udeur ora maggiorente Idv in Calabria, che nel 1979 aveva tenuto l’orazione funebre del boss Girolamo Piromalli, detto Momo. Di questo fatto ormai si parla persino nei libri di storia, come quello del professor Enzo Ciconte, uno dei massimi esperti della ‘ndrangheta esistenti in Italia e consulente della stessa commissione parlamentare antimafia. La notizia dei giorni scorsi era che Di Pietro aveva declinato l’invito del direttore di “Panorama”, Maurizio Belpietro, a presenziare a una puntata televisiva di “Panorama del giorno” su Canale 5. Magari l’italiano medio crederà che “il gran rifiuto” sia legato al fatto che Di Pietro non vuole andare nelle stesse tv che dichiara di volere chiudere. Qualcuno più smaliziato potrebbe ritenere che l’ex pm di “Mani pulite” avrà ritenuto di evitare qualche domanda scomoda su vicende personali.Dimitri Buffa