IL PIANO PER L’OCCUPAZIONE DI SCOPELLITI

IL PIANO PER L’OCCUPAZIONE DI SCOPELLITI ALLA PROVA DEI FATTI SI E’ RIVELATO UN VERO E PROPRIO DISASTRO CON QUALI CRITERI SI ASSEGNERANNO ORA LE BORSE LAVORO?
È il caso di dire che lo strombazzato Piano per il lavoro di Scopelliti, ad oggi, si è rivelato soltanto un disastro. Un disastro annunciato.
Avevamo già avuto modo di stigmatizzare la logica pressappochista sottostante all’emanazione dei bandi per la concessione di borse lavoro alle imprese: nessuna selezione ragionata dei settori da incentivare; spavalderia senza limiti nell’annunciare la creazione di 7000 nuovi posti di lavoro.
Ora che le domande sono state prodotte, e sarebbero tante, apprendiamo che gli uffici della Regione preposti all’istruttoria delle pratiche sarebbero andati letteralmente in tilt. Perché? Presto detto: il bando di che trattasi prevedeva una procedura “a sportello” per la presentazione delle domande e la formazione delle graduatorie sulla base dell'ordine di spedizione (e non di ricezione) delle medesime.
Il risultato è stato che centinaia di domande (forse migliaia), presentate prevalentemente attraverso agenzie di servizio postale private, recherebbero il sigillo del medesimo giorno, della medesima ora, del medesimo minuto. Non solo: con la procedura individuata si è lasciato alle agenzie private anche un certo “margine di manovra” nel definire l’ordine di presentazione delle domande.
Un vero pasticcio insomma, che smentisce clamorosamente i trionfali propositi della Giunta Scopelliti sia in tema di trasparenza che di efficienza amministrativa. Ci chiediamo adesso in base a quali criteri si individueranno i beneficiari degli interventi ovvero se non sia il caso di prendere atto del fallimento dell’iniziativa e revocare tutto. Ma poi cosa ci si poteva aspettare da un’iniziativa che includeva tra i beneficiari delle borse lavoro e degli altri interventi previsti dal bando perfino le squadre di calcio dilettantistiche!
No, Presidente Scopelliti! Non è con queste misure che si aggredisce il cancro della disoccupazione in Calabria. La logica degli incentivi alle imprese ha un senso se si individuano, sulla base di un’analisi dei punti di forza e di debolezza della nostra economia, i settori chiave su cui investire, che, per noi, rimangono quelli del turismo e dell’agricoltura di qualità, dell’innovazione tecnologica e dei servizi alle imprese, dell’alta formazione.Non sono le squadre di calcio o le fondazioni, gli studi notarili o di ingegneria, a fare economia nella nostra Regione! Ci pensi Presidente, poi ci dia una risposta. A noi, ma soprattutto ai giovani calabresi.