Il presidente Querela Ammazzatecitutti

Il presidente Bova querela quelli di “Ammazzatecitutti”da il Giornale di CalabriaREGGIO CALABRIA. Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Bova, ha querelato il sito “Ammazzateci tutti” dopo la pubblicazione di un documento contenente pesanti attacchi alla sua persona. “Quel che sta avvenendo &#45 ha detto Bova &#45 è fuori da ogni immaginazione. Mai avrei immaginato di dovere convocare una conferenza stampa per controbattere chi afferma in maniera falsa che chi presiede “l’Aula Fortugno” è in combutta con la mafia. Sono e rimango custode, giorno dopo giorno, della sua memoria. Per questo mi è montata una indignazione davvero grande vedermi su un sito internet “apparentato” ai padrini. Ecco perché come persona lesa e come istituzione, mi sono recato alla Procura, dal dott. Franco Scuderi, a sporgere querela”. “Aldo Pecora &#45 ha aggiunto &#45 mi ha fatto un’accusa non vera che mi ha scosso: quella di avere ucciso la speranza. Fino a che mi resterà un alito di vita mi batterò affinché i nostri figli vivano in una Calabria un pò più vivibile”. “Mi si chiama presidente del Consiglio più inquisito d’Italia &#45 ha poi detto Bova &#45 si scrive di 24&#4525 consiglieri inquisiti e non si scrive chi e per cosa. Quando si scrisse di sette passaporti ritirati ad altrettanti consiglieri, fu lo stesso procuratore Piero Grasso a smentire. Questa non significa negare che vi siano consiglieri indagati, ma lo sono certamente in numero molto minore. Si sta tentando di non farmi esprimere senza uno straccio di ragione, in maniera inquietante”. “Ho l’impressione &#45 ha sottolineato Bova &#45 che qualcuno, nella fase attuale di difficoltà della Regione, offra ai giovani, forse pensando ad un blitz finale, dossier che non ci sono”. “Che dire &#45 ha proseguito &#45 quando si afferma che i miei uffici sono frequentati da personaggi strani? Voglio solo rispondere che gli addetti alla mia struttura speciale li conosco abbastanza bene ed ho preteso che presentassero i loro certificati penali, i carichi pendenti, i certificati di godimento dei diritti civili e politici, da cui risulta “nulla”. Eppure si gettano ombre sinistre senza uno straccio di verità”.