Il reparto Geriatria

Sono trascorsi diversi giorni dalla tornata elettorale e la vicenda, che per fortuna nella sentenza di ieri ha visto una conclusione, ha messo sotto gli occhi di tutti la realtà dei fatti di questa nostra Italia; una realtà che si potrebbe tranquillamente rappresentare con l´immagine dell´Ospedale. E´ pur vero che la parola Italia inizia con la “I”, ma il passo indietro fatto durante un lustro di malgoverno la cui coda ancora si dimena freneticamente per abbattere le ultime certezze di un popolo allo sbando, mi porta ad immaginare come in un sogno che l´Italia sia retrocessa dalla “I” alla “H”, dalla Nazione all´Ospedale appunto.Ma se questo territorio che copre come un manto le teste di cinquantaquattro milioni di persone è un ospedale, vuol dire che ci sono anche svariati reparti; ed il sottoscritto non ha intenzione di elencarli tutti, pertanto, vogliate scusarmi se mi limiterò a descrivere quello che per me è il più importante, quello nel quale attendo PAZIENTE: la Calabria – ovvero “reparto Geriatria”.Senza arzigogolare troppo vi dirò che la geriatria è la branca della medicina che si occupa della diagnosi e della terapia delle malattie degli anziani; non credano questi ultimi che sia mia intenzione ridicolizzare i loro patemi, ma cerchino per quanto possibile, di capire perché alla Calabria è toccato questo reparto.E´ presto detto: perché quì da noi, in Calabria, è tutto vecchio. Ed essendo questa la realtà allora ci si impegna per curare e preservare quello che c´è, il vecchio appunto.Vecchie le poltrone, vecchi i fasci muscolari dei glutei che invecchiano sulle poltrone, vecchie le scuse, vecchie le nuove nomine, vecchie promesse etc. etc.Questo articolo intende fungere da vademecum per il visitatore occasionale, o per il paziente stesso (o “steso” va bene pure), sulle norme di comportamento da adottare una volta inseriti nel reparto.Ora, che la calabria già cel´ha in un´ottima testata stampata, giunge nuova anche una vecchia notizia: Parentopoli – o il già fu Concorsone; partiamo da questo punto per iniziare il nostro viaggio che non si concluderà con l´ultima battuta di questo intervento in quanto durerà per un periodo indefinito (parlare del reparto geriatria, siate clementi, è molto lungo e difficile). Ed allora: non vedo motivo per scandalizzarci! Che male c´è nell´assunzione legittima del figlio di un assessore regionale che lavora part-time come dipendente della regione e senza alcun incarico speciale per soli 600 euro al mese? Che fango si usa per fare le palle da lanciare a quel consigliere che compra calendari e li spedisce ai suoi elettori?Signori, siamo di fronte a casi da reparto geriatria, abbiate rispetto. Nel primo caso le trasfusioni mensili da euro 600 sono leggittimate da un servizio erogato con tanto di laurea in ingegneria civile, e servono a tonificare un cognome che dal 1990 è ospite presso il reparto. Nell´altro caso (quello del consigliere) è sulla miscela di terriccio ed acqua componente il fango che dovremmo parlare: il suddetto, avviandosi all´età canuta, ha una pelle morbida per cui è consigliabile che certi unguenti li si impasti con del fango termale, dite alla sig.ra Maria Teresa Leonetti che nella sua lettera a “CalabriaOra” aveva sbagliato le dosi, di essere più precisa la prossima volta e di ricordare che i simpatizzanti ricevono gadget perché sono tali, e soprattutto di spedire le sue riflessioni da Guardia Piemontese.Gentili lettori, nella speranza che questi due primi contributi esemplari abbiano potuto farvi entrare nell´atmosfera del viaggio che da oggi in poi Vi propongo, mi congedo, augurandovi di venire in geriatria solo per far fare un check-up completo al bisnonno che tante potrebbe ancora raccontarcene.