Il Secondo manifesto di Calabrialibre

La misura è colma, non è più possibile restare impassibili, è giunto il momento di fare, di adoperarsi per realizzare un’iniziativa movimentista e rivoluzionaria che agisca su una politica di base, concreta e chiaramente esplicitata, che offra la possibilità di realizzare le aspirazioni della gente di Calabria ormai disorientata e delusa dalla scomparsa di regole certe, amareggiata perché avverte la “non compagnia”, la “non tutela” degli organi istituzionali che dovrebbero invece assisterla per tentare il volo verso la riappropriazione di una dovuta dignità sociale ed economica, perduta tragicamente tra i rivoli di una politica al meglio non intelligente, al peggio subdola e clandestina. In tal modo iniziava il primo manifesto di Calabrialibre, da allora sono trascorsi due anni, due anni importanti per l’associazione ma anche per la nostra Regione, due anni di lotte, di denuncie, e di reazioni scomposte che ci hanno portato persino in tribunale, non siamo né delusi e neanche pentiti per aver osato. Oggi si respira un’aria diversa, quella della consapevolezza dell’inadeguatezza della classe dirigente Nazionale e regionale, a questo, abbiamo, se pure in piccolissima parte, contribuito anche noi, con i nostri messaggi, con i nostri Blog, con le nostre reti ed il nostro parlare-ascoltare. Da questi importanti traguardi raggiunti si deve partire con nuovo slancio per dare un senso compiuto al nostro agire, le vicende del BURC Calabria che ci hanno visto in prima fila e vincitori, insieme alle forze migliori di questa regione, sindacati compresi, ci da consapevolezza che lo stare uniti paga, mentre la politica conscia del pericolo civico, si attrezza per dividere. Non è certo questo il tempo di costituire un partito, lo dicevamo ieri e lo ribadiamo oggi, ma è urgente e necessario partecipare ad una nuova fase politica, da laici e da cristiani, attraverso un movimento rivoluzionario che, senza rimpianti o nostalgie, al di fuori degli schemi partitici, chiami a raccolta il meglio del mondo del lavoro, della cultura, della politica e del sociale perché finalmente si possa guardare al di la dell’emergenza e pensare ad una strategia logica e possibile atta a programmare lo sviluppo di una Terra che dai fasti della Magna Grecia è approdata oggi sui lidi brulli e malsani dell’indigenza diffusa, dell’ambiente degradato, dove l’etica e la morale appaiono concetti completamente avulsi dalla condotta dei pubblici amministratori, attenti solo all’interesse personale e familistico. E da questo baratro nel quale ci hanno cacciato negli anni coloro che hanno carpito la nostra fiducia, concedendoci i nostri diritti, facendoli passare per favori, presidiando di fatto i valichi dei bisogni più elementari, e da qui che dobbiamo ripartire e iniziare a risalire la china, un percorso irto di ostacoli, pericoli ed anche tentazioni.Il sistema artatamente, in tal modo, congegnato, di fatto, ha condotto a quella aberrazione logica e opportunistica che ha realizzato, favorendo e incoraggiando strutture pensanti atte a produrre potere, in un sistema piramidale rovesciato nel quale il punto di partenza era rappresentato dai desideri e dalle necessità di chi invece doveva ascoltare i desideri e le necessità di una base opportunamente esclusa da ogni disegno progettuale. Riteniamo necessario e improrogabile quindi ribaltare la piramide procedendo con metodo inverso: adoperarsi cioè affinché i cittadini spontaneamente si riuniscano, riconoscendosi in alcuni essenziali ideali e orientamenti, e si mobilitino verso obiettivi dettati loro dalle esperienze del vivere quotidiano.Riteniamo oggi sia maturo il tempo per organizzare un movimento politico, un’organizzazione, che apertamente dichiari l’autonomia dai partiti, che assuma la prassi della laicità, che si radichi nella società, può essere questo l’unico percorso possibile sulla strada dell’affrancamento e della liberazione. Esso dovrà radicarsi nel territorio, senza peraltro ambire a immediati plebisciti, e da questo alzerà forza, rigore e competenza affinché negli importanti consessi dei partiti, delle lobbi, dei Palazzi possa agire l’impegno, ma anche il controllo dei suoi associati, in attesa di un vero e totale ricambio degli uomini e dei metodi.Le transumanze, le osmosi e gli abbandoni, le traversate da destra a sinistra hanno stancato e creato risentimento. I discendenti di Pitagora e Telesio, i figli e i nipoti di chi ha dovuto abbandonare amori e radici per guadagnarsi di che vivere, i fieri contadini, i professionisti alti, gli onesti cittadini, i malati, i nuovi e vecchi poveri Calabresi non tollerano più le ridicole demagogie che hanno sostanziato una politica locale scellerata, incapace, incompetente, malsana e traditrice che ha manifestamente sottratto alla società risorse per trasferirle nelle tasche di pochi, non facendo mai nemmeno intravedere un possibile organico sviluppo. La perdita di obiettivi etico-politici ed il nascondimento culturale e ideale non giovano alla società calabrese, ma neanche alla nazione italiana, se è vero, com’è vero, che un lento ed inesorabile declino, sempre più somigliante ad una devastante frana, è in atto. Calabrialibre con questo secondo manifesto, attraverso il suo strumento militante, Regionando, apre una nuova fase, passaggio obbligato dalla denuncia alla proposta, iniziamo o torniamo, tutti insieme a fare politica, dalla base, in un movimento che non esiti a definirsi di ispirazione laico-riformista e che si metta in rete tutte le forze democratiche e sane della regione. Non dovevamo, ieri, avere timore dei piccoli numeri e della povertà dell’organizzazione, ancor meno dobbiamo oggi, temere i potenti, che si ostinano ancora a governare una regione con un consiglio indagato per più della metà dei suoi componenti, ed un’impopolarità diffusa. Oggi che abbiamo maturato la consapevolezza di essere cittadini e non più mesti sudditi dobbiamo rivendicare il ruolo che ci compete, nella società, nella politica, nel governo che sia finalmente un governo civico per realizzare, quel diritto sancito dalla costituzione, di una vera Repubblica dei cittadini.Il continuo confrontarsi, il contatto con la strada, ci ha condotto a definire un decalogo, che è e resta comunque una sorta di “Lavoro in Corso”, che non vuole essere esaustivo di tutte le problematiche esistenti né una magica pozione che risolve d’un tratto tutti i problemi di una nazione, una mera elencazione nata dal contributo di molti che non ha e non vuole avere al momento nessun formalismo o alcunché di tecnico giuridico:In Dieci punti la proposta di Calabrialibre per una vera Repubblica dei cittadini.Dieci punti di democrazia; Per un’Italia punto e a Capo1Introduzione delle primarie per legge, al di fuori delle logiche partitiche, promozione della democrazia popolare e partecipata;2.Immediata riduzione del 50% del costo della politica, degli apparati dei partiti e dei sindacati, delle consulenze e riduzione drastica di tutti i privilegi e benefit a queste categorie referenti. Prelievo a favore del fondo sociale per i pubblici dipendenti che appartengono (Stipendi e pensioni d’oro) alle fasce reddituali più alte;3.Costituzione di un fondo sociale con i risparmi della politica e con l’utilizzo dei beni confiscati, per alleviare le problematiche delle classi meno abbienti, per la tutela della maternità e dei minori, introduzione di norme più severe per le violenze su soggetti più deboli (anche immigrati), costituzione di una agenzia nazionale per la tutela della maternità e dell’infanzia;4.Istituzioni di nuclei territoriali di monitoraggio e controllo della spesa pubblica e dell’etica comportamentale in relazione alla pubblica amministrazione, sorteggiati da appositi elenchi, di cittadini e professionisti che si rendono gratuitamente disponibili, con rinnovo ogni sei mesi, della metà dei membri, coordinato da un magistrato, il nucleo può emettere eventuali atti di censura, e segnalazioni all’autorità giudiziaria;5.Legge sull’informazione e sul conflitto d’interessi, depenalizzazione del reato di diffamazione in relazione alle opinioni espresse nei confronti degli amministratori pubblici, politici o manager di imprese a partecipazione pubblica. Sviluppo delle attività di ricerca, per l’istruzione e per la diffusione della cultura, riqualificazione del corpo docente, nuove regole di reclutamento per il mondo accademico;6. Riforma del lavoro, formazione specializzata, redazione di elenchi pubblici per comparto e rotazione degli iscritti, nella pianta organica della pubblica amministrazione, anche ricorrendo al sorteggio, compresi i soggetti che aderiscono alle agenzie interinali, sottoposizione al contributo sociale per i proventi percepiti dallo svolgimento di attività sportive, di spettacolo, per le vincite a lotterie, giochi e scommesse, lasciti o eredità non dirette e degli utili non reinvestiti in azienda aldilà di una certa soglia. Introduzione di sistemi di premialità e meritocrazia, lotta al familismo ed al nepotismo, affermazione della pari dignità e della corretta competizione.7.Inibizione al voto ed alla partecipazione alle campagne elettorali, di tutti coloro che sono condannati per reati associativi, soprattutto per i reati di stampo mafioso; reale estrazione a sorte per la composizione dei seggi elettorali, con esclusione di tutti coloro che hanno subito condanne penali, tranne che per reati di opinione. Informatizzazione dell’esercizio del voto, previa istituzione di osservatori autonomi di controllo.8.Accelerazione dell’azione processuale per i politici, dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione, sospensione e successiva decadenza degli eletti in caso di rinvio a giudizio o condanna, per reati associativi o contro l’ambiente o il pubblico patrimonio, licenziamento per i dipendenti della pubblica amministrazione, colpevoli degli stessi reati, esclusione da ogni beneficio per i condannati per reati percepiti dalla pubblica opinione come più gravi;9.Individuazione di casi di facile ed ingiustificato arricchimento. Verifica patrimoniale per i manager pubblici, i consulenti di enti pubblici, i politici e i pubblici amministratori. Inasprimento delle pene e dei controlli sui reati finanziari (Insider Trading). Verifica degli investimenti con contributi pubblici. Confisca dei beni dei quali non è possibile verificare o giustificare la provenienza, in caso di elusione delle norme sugli investimenti con sostegno pubblico o di soggetti che non abbiano tenuto comportamenti fiscali corretti nei dieci anni precedenti alla verifica. Immediata concessione in uso dei beni confiscati ad associazioni ed organizzazioni solo per finalità di pubblica utilità.10. Revisione delle regole nel sistema bancario, assicurativo, sanitario, della comunicazione, gestione rifiuti e dell’energia a tutela degli utenti contro monopoli, oligopoli e le lobbies. Nuova regolamentazione per l’accesso alle professioni, abbattimento delle barriere in tutti i settori, per favorire la concorrenza e l’occupazione. Authority rafforzate, con poteri sanzionatori certi ed efficienti.