In Calabria in fila anche da morto.

Se non fosse un fatto realmente accaduto e doloroso, ci sarebbe da sorridere. Ma in Calabria ed in particolare all’Ospedale civile (Civile?) dell’Annunziata di Cosenza, accade anche questo. La grottesca ed inquietante vicenda mette in luce le condizioni reali della sanità Calabrese, ed in particolare la gestione di un momento importante della vita di ognuno di noi, la morte. La vicenda si svolge domenica 23 Ottobre ed è sintetizzabile in un rapido scambio di battute avuto da due persone vicine al defunto, “Alfio, sono vicino l’Ospedale nei pressi dell’obitorio, il signor Giorgio è lì?” “No la salma è stata ricomposta ma è in attesa in corridoio che si liberi un posto in Torretta, ci vorranno le 18,00” (La persona in oggetto era passata a miglior vita in tarda mattinata, la conversazione si svolge alle 16,30 n.d.r). Nel frattempo il primo interlocutore ormai giunto in vista dell’ingresso dell’obitorio, apostrofa: “ Alfio, sta uscendo in questo momento una salma, possono sistemare il povero signor Giorgio, ora”; No, non ancora nel corridoio in attesa c’è un’altra salma prima del signor Giorgio. E così il povero Giorgio, pensionato dalle mille file, nel suo ultimo viaggio si è messo in coda fino a quando il posto è stato reso disponibile. Tutto questo accade oggi, in una nazione tra le più moderne del mondo, dove una classe politica inetta ha ghettizzato una intera regione, facendone in 50 anni il fanalino di coda non solo di un’Europa ormai lontana, ma anche di alcuni paesi del nord Africa. Non ci si venga a dire, ma cosa c’entra la politica? La politica in Calabria c’entra sempre, specialmente nella sanità, come ha dimostrato anche l’ultimo omicidio eccellente, ed a Cosenza lo sfacelo della sanità ha anche un nome ed un cognome. Gente inetta che ha gestito l’Azienda ospedaliera, sprecona nelle spese inutili, preoccupandosi perfino assoldare anche un inutile addetto stampa, ma che non ha pensato a migliorare i servizi. Noi denunciamo il fatto non per tirare le orecchie ad una classe politica ormai sorda ed irraggiungibile (come recita il messaggio dei gestori dei cellulari in possesso ai nostri amministratori dal giorno successivo alle elezioni) dalle istanze più semplici della gente, ma anche per cercare di stimolare altri importanti istituzioni, quali la chiesa, ad esempio, che potrebbe gestire questi momenti, portando conforto ed assistenza a parenti e familiari, alle associazioni di volontariato, come Cittadinanza attiva o il Tribunale del malato e le Misericordie completamente latitanti su queste problematiche. Certo questa vicenda ci induce a riflettere, in condizioni ordinarie, non era passato né l’uragano Caterina e neanche Wilma, le nostre strutture mostrano segni evidenti di inefficienza, purtroppo a tutti i livelli ed in tutte le fasi della nostra vita di sfortunati cittadini di Calabria, anche nell’ultima. Non un bicchiere d’acqua, una sedia, un conforto per chi vive e neanche un posto per chi muore. Su questo argomento aspettiamo risposte dalle istituzioni, dalla Chiesa e dalle associazioni di volontariato, questo, almeno al signor Giorgio lo dobbiamo.