IN PERICOLO LA LIBERTA´ DI ESPRESSIONE

Passeggiavo con mia figlia, nei pressi della sede dell´associazione, ricevo una telefonata, dall´altro capo un amico: “ti cerca la finanza”. Mi avvio verso la sede incrociando un signore, era un finanziere in borghese, che chiedeva informazioni dove potesse trovare il sottoscritto, mia figlia percepito lo stato di tensione mi stringeva la mano, le persone alle quali si era rivolto il finanziere, in borghese, mi indicano. Vengo avvicinato, con molta cortesia devo ammettere, vengo invitato a sottoscrivere un documento, del quale mi viene rilasciata copia, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza. La bimba mi chiede, papà cosa succede, cosa hai fatto? Dinanzi al finanziere mi sento in dovere di precisare: “ciò è quello che accade in questa regione quando si toccano i potenti”. A Stento trattengo quella voglia di gridare che mi assale, e mi torna in mente l´episodio di qualche giorno prima, quando ero ricercato dalla Polizia postale, dove poi mi ero recato, mancano all´appello tra coloro che mi cercano l´Arma dei Carabinieri e la Forestale così del mio caso tutte le armi dello stato sono state interessate. Mia figlia doveva aver pensato, cosa mai avrà fatto papà per meritare l´attenzione di tutte le forze dell´ordine? Certo a veder il telegiornale, piene di notizie di fatti delittuosi, si sarà fatta un´idea piuttosto seria, così, infatti, mi confesserà poco dopo. Certo che per un “presunto” reato di opinione, mobilitare la Magistratura e mezzo apparato dello stato, le pressioni devono essere state forti, possibile che non c´erano altri e più interessanti, fascicoli da aprire? Magari più utili per la difesa degli interessi collettivi, che quello di un cittadino onesto che dell´etica e della legalità ne ha fatto una bandiera? E che per portare questa Bandiera, subisce l´inclemente scure dell´inquisizione stimolata non dalla destra reazionaria, ma dalla sinistra che si dice democratica. Tutto nasce nell´ambito di un forum internet nel quale ognuno è libero registrandosi, di postare liberi pensieri, in questo ambito si dibatte di politica e di sviluppo con altri cittadini, anche illustri, di questa sfortunata regione. Certo un dispiegamento di uomini e mezzi spropositato, per colpire una delle poche voci libere di questa Regione, “tu hai avuto il coraggio di dire quello che tutti gli altri pensano e che ognuno di noi avrebbe voluto dire” così esprimeva la sua solidarietà un amico al telefono, Calabrialibre era una voce, che oggi è diventata un coro di voci che all´unisono dicono, no alla prepotenza, alla prevaricazione, no alle intimidazioni, si alla politica che rispetta l´etica si allo sviluppo socio-eco-compatibile. Bene avrebbero fatto gli organi inquirenti a chiedersi perchè tanto astio, tanta violenza, cosa avrà mai toccato l´inquisito per provocare una tale veemente e scoordinata reazione? Fatti strettamente personali? Ha riportato pettegolezzi, da sala da barba? No niente di tutto questo, ha solo stimolato discussioni, parlato di Etica nei comportamenti degli uomini impegnati ai massimi livelli nella politica, etica non solo negli atti puramente amministrativi, ma anche nei comportamenti che vedono persone a loro vicine impegnate in attività economiche. In una regione come la nostra, il richiamo all´etica, viene confuso per denuncia di atti illegali, era già successo, in seguito ad un articolo di Giannantonio Stella, apparso sul Corriere della Sera, il richiamo all´etica su fatti e comportamenti, peraltro circostanziati, comporta come pena una serie di attività persecutorie che solo chi detiene il potere economico e politico può attivare, e se poi i due poteri convivono nelle stesse persone l´azione è ancora più incisiva ed intimidatoria. Certo è che da tutto questo, una parte della sinistra, quella che partendo dalle manifestazioni studentesche degli anni 60ᇚ è approdata nelle aule del prof. Consorte, quella che rivendicava tutte le libertà, e che ora querela per ottenere il silenzio, non ne trarrà sicuramente vantaggi, almeno in termini politici. Gli stessi che allora scrivevano sui muri con la vernice rossa Kossiga boia, oggi indossano la stessa divisa per dare manganelate a quella libertà che mezzo secolo di democrazia ci sembrava aver dato. E allora non critichiamo Berlusconi, per il controllo dei mezzi di comunicazione, per i suoi presunti spunti dittatoriali o i vari Ricucci oppure ancora i Coppola se dalla nostra parte, quella della sinistra riformista alla quale ci ispiriamo, c´è chi a loro non ha nulla, ma proprio nulla, da invidiare. Giorgio Durante Presidente Calabrialibre