Indagati ed indagatori, facciamo chiarezza

Indagati ed indagatori, facciamo chiarezzaL’argine va in pezzi, inizia il fuggi fuggi generale, i grandi tessitori cercano i rattoppi, anche istituzionali.Alle 12,30 del 5 Dicembre 2008 sono ben 356 gli articoli e gli interventi censiti dal più noto motore di ricerca del web, questo dato dà la misura di quello che sta accadendo, uno “tsunami” epocale che rischia di travolgere l’intera nomenclatura Italiana a partire dai vertici istituzionali. La vicenda va ben aldilà di uno scontro di Procure come riduttivamente si sta cercando di far passare la cosa, la vicenda coinvolge a partire dalla politica Italiana “TUTTA” fino ai vertici di istituzioni militari e non, servizi segreti, organi istituzionali come CSM, La Suprema corte di cassazione, per finire a Vescovi e quant’altro di muove nel variegato mondo delle Logge coperte e non. Con affanno, gli indagati “veri” si cercano, si stringono l’uno all’altro, chiedono soccorso, una sorta di convulso girotondo tra ministri, presidenti, magistrati dove il tenersi per mano vuole essere un gesto rassicurante che non si è lasciati soli, il ministro della Giustizia bussa a sinistra per buttare giù immediatamente con urgenza qualche provvedimento tampone, perfino Il Capo dello Stato, con un&acute&#59iniziativa senza precedenti – perché, come sottolinea il Quirinale, «senza precedenti» è quanto sta avvenendo tra i magistrati campani e calabresi – ha chiesto ai procuratori generali dei due uffici giudiziari «ogni notizia» e «ogni atto utile» al fine di conoscere meglio una situazione che «presenta aspetti di eccezionalità, con rilevanti, gravi implicazioni di carattere istituzionale». Ma signori non c’è in atto uno scontro tra procure, c’è in atto una reazione scomposta di una Procura per sottrarsi agli accertamenti avviati da un’altra Procura, questo è il fatto. Gli indagati hanno il dovere di sottoporsi con serenità agli accertamenti in atto di colleghi, il Capo dello Stato dovrebbe, in modo equanime, ribadire ciò a nel rispetto dell’irrinunciabile dettato costituzionale dell’uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge. Le urla, le chiamate di soccorso in questi casi lasciano trasparire una volontà di sottrarsi agli accertamenti in corso, ecco perché gli italiani hanno diritto a leggere le carte, non solo le più alte cariche dello Stato, ecco perché in rete iniziano a circolare i documenti, perché tutti sappiano e giudichino, aldilà delle implicazioni e delle rilevanze penali dei fatti, questi li giudicheranno i Magistrati, i cittadini valuteranno i fatti con il loro metro. Il vero disegno eversivo è quello di far confondere gli indagati con gli indagatori in un gioco perverso delle parti che serve solo a creare confusione e nella confusione vorrebbero far accadere ciò che è accaduto nella prima fase di Why Not, con de Magistris che da inquirente è stato vessato ed inquisito, in modo evidente ed incontrovertibile, ma questa volta dall’altra parte ci sono un nugolo di coraggiosi Magistrati ed un intero popolo desideroso di verità e giustizia.Giorgio DurantePresidente CalabrialibreMovimento che aderisce a Rete per la Calabria