Ispettorato Regionale Agricoltura

Cosenza Ispettorato Regionale Agricoltura regna l´anarchiaCentinaia di pratiche ferme da oltre sei mesiCosa accade negli uffici regionali dell’Agricoltura di Cosenza?Questo è quello che chiedono centinaia di aziende agricole impegnate in progetti innovativi come i Progetti Integrati di Filiera o PIF. L’ispettorato di Cosenza non sembra aver avuto notizia del cambio della guardia presso la giunta regionale della Calabria, e continua imperterrita ad avere una dirigenza che opera con una discrezionalità a dir poco spregiudicata che a parere di molti sconfina nell’illegalità. In realtà alla luce della documentazione entrata in nostro possesso, avvalorata da alcune verifiche si evince, perlomeno una strana gestione degli uffici, alcuni esempi: il mancato rispetto dell’ordine cronologico nell’istruire i Progetti, a vantaggio di altri, diciamo nella migliore delle ipotesi più sponsorizzati, ma nella realtà dei fatti sicuramente meno innovativi di quelli che sono giacenti ed impolverati negli armadi dall’anno scorso. In questa regione si conferma una grande difficoltà a fare impresa, la burocrazia regionale è un cancro che va estirpato, ma che sopravvive a governi di destra e di sinistra. In realtà abbiamo raggiunto la consapevolezza che il dirigente regionale e i suoi subalterni sono soggetti ad una sorta di psicosi e mania di onnipotenza per il solo fatto che dal loro operare o dal loro oziare decidono le sorti di imprenditori e di aziende decidono di favorire o bloccare lo sviluppo e l’occupazione, questo è possibile per la mancanza di regole e di strumenti, che costringe gli imprenditori a trovare strade alternative che sono la politica, la sottomissione elemosinante, il pagamento diretto o indiretto di mazzette. Certo capiamo la frustrazione di chi si trova a decidere le sorti di decine di milioni di euro a favore di altri, senza poterne trattenere almeno una parte, ma una società civile si dota di strumenti che tuteli le iniziative economiche intervenendo su queste aberrazioni che ormai ai molti sembrano diventate le vere regole. Siamo così venuti a conoscenza di Progetti istruiti direttamente dai proponenti da casa propria avendo accesso consentito ai sistemi informatici regionali, altri imprenditori si sono avvalsi di consulenti esterni, che altro non erano che gli stessi dipendenti regionali, ovviamente preparatissimi al di fuori degli uffici e molto solerti nell’istruire decine di pratiche disposti perfino a fare le nottate in altrui uffici. Troppi “nciuci”, troppi errori e troppi silenzi consumati nel chiuso di alcune “stanze” Cosentine sulla pelle degli altri turbano gli animi, creano situazioni esplosive.La vita scorre, gli equilibri socio-economici nonché politici cambiano velocemente……Non si può rimanere in una isola di potere consolidato come l’ultimo giapponese fuori dal mondo!La Calabria ed i calabresi, liberi ed indipendenti, sono stanchi di essere trattati da cittadini di serie C o da servi della gleba…….Ci auspichiamo che L’Assessorato intervenga con decisione spazzando via il marcio che cè, riportando tutto alla legalità ed al rispetto delle regole, e sospenda come pare abbia fatto le pratiche velocizzate artatamente che erano già all’incasso molti rimarranno delusi ma altri vedranno riconosciuti i propri diritti senza ricorrere ad azioni eclatanti. Ormai, tutto può accadere in alcune periferie della “ PROVINCIA DIMENTICATA”.