ISTITUZONI E SCEMPI AMBIENTALI

FUORI DALLE ISTITUZIONI I RESPONSABILI DI TUTTI GLI SCEMPI AMBIENTALI E GLI ECOMOSTRI IN CALABRIA! C’è qualcosa di anomalo nel meccanismo di gestione del territorio, se tutti i cosiddetti ecomostri in Calabria risultano sempre autorizzati.E’ intollerabile che incapaci ed incompetenti, che operano nelle pubbliche amministrazioni a vari livelli, si rendano complici di vere e proprie speculazioni devastanti per il territorio calabrese e per l’immagine della Regione.Stiamo assistendo negli ultimi anni alla ripresa di una nuova ed intensa edificazione del territorio costiero. Tra gli anni ’70 ed ’80 c’è stato uno sviluppo edilizio abusivo del 400&#37 sulla costa che ha provocato guasti che ancora oggi stiamo pagando in termini di imbruttimento e di assoluta non compatibilità degli interventi.Oggi invece la nuova cementificazione nasce con tutti i crismi della “legalità” e le approvazioni di rito che vengono facilmente concesse stanno facendo sorgere un patrimonio edilizio sempre più ingombrante: Aeroporti in aree SIC, alberghi di 50.000 mc antistanti la costa, villaggi turistici a ridosso di aree archeologiche. STANNO DISTRUGGENDO UN PATRIMONIO NATURALE CHE APPARTIENE A TUTTI, PER GLI INTERESSI DI POCHI SPECULATORI.STANNO SOTTRAENDO ALLA CALABRIA GLI ULTIMI LEMBI DI TERRITORIO INTEGRI E LE RISORSE OCCUPAZIONALI DELLE GENERAZIONI PRESENTI E FUTURE. Ormai si costruisce sulla spiaggia, si abbattono perfino scogliere naturali per far posto a finte palestre.I nuovi interventi sulla costa assommano a circa 1.000.000 di metri cubi (tra grandi alberghi in corso di realizzazione, nuovi villaggi, progetti approvati ma che ancora non realizzano) da farci chiedere ma chi è preposto alla tutela cosa fa dorme? E queste amministrazioni comunali cosa pensano di fare il bene dei cittadini con questa costante politica di aggressione al territorio? E con la benedizione di tutti si continua ad aggredire il territorio!Il ruolo di una parte della politica è quello di offrire protezione e salvaguardia ad interessi economici forti con una rete di complicità e protezioni ramificate a vari livelli.Da questo modo di gestire non ci separano solo i famosi 100 passi, ci separano secoli di cultura di potere, che ha portato alcuni politici a considerarsi come onnipotenti e veri feudatari del territorio che amministrano, riducendo sempre più la capacità di reazione della gente comune, provocandone il disimpegno ed il disinteresse o peggio addormentando le coscienze con una piccola fetta della torta elargita.E’ questa la cultura che sta dietro gli ecomostri in Calabria.La rete di complicità legale e illegale che pervade anche le Istituzioni!E Praia ne è un esempio emblematico!Gli amministratori locali, sempre gli stessi da oltre 30 anni, hanno fatto diventare Praia A Mare, una volta famosa solo per le sue bellezze naturali, il paese degli ecomostri e nonostante plurinquisiti tengono sempre banco, non si dimettono mai, anzi si ricandidano perfino alle prossime elezioni comunali. Inoltre il presidente del Consiglio di Praia che siede nel consiglio Provinciale e partecipa al governo della Provincia, fa l’Ulivista a Cosenza mentre a Praia smentisce tutte le buone pratiche amministrative e gestionali del territorio che la Provincia stessa porta avanti (agenda 21, la tutela del paesaggio, ecc.). Servono segnali forti proprio da queste Istituzioni che rappresentano gli interessi della collettività, perché se anche queste sono complici allora quale speranza può avere il semplice cittadino. Il risveglio della Calabria non nasce da Stalettì, nasce da Praia A Mare.E’ qui che è nata la campagna contro gli ecomostri in Calabria ed è da qui, dalla capacità di fermare le speculazioni e di stabilire un nuovo modello di sviluppo, di investire sul territorio in maniera compatibile e rispettosa delle risorse ambientali che si misurerà la crescita non solo economica ma culturale del paese e della Regione. Da quello che ci risulta la Regione ha bocciato la valutazione di incidenza, i lavori vanno fermati definitivamente e l’ecomostro abbattuto. Non perché siamo in vena di giustizialismo ma per avere il senso di una nuova coscienza che pervade le istituzioni, di un cambiamento radicale nell’attenzione da riservare al territorio&#59 ci piacerebbe vedere ogni tanto che qualcuno si dimettesse o venisse sospeso dalle funzioni, anche solo per il senso di una civiltà che non è ferma al medioevo.A questi solerti funzionari ed amministratori responsabili delle autorizzazioni bisognerebbe che qualcuno spiegasse loro che essendo retribuiti con soldi di tutti i cittadini è a costoro che debbono dar conto non ai potenti di turno, ma che sono nelle istituzioni per servire gli interessi della collettività! Verdi del Tirreno CosentinoMovimento Ambientalista del TirrenoVas Ambiente e Società