ITALIA DEI VALORI, ADDIO

“Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scodinzola!” ( Anton Cechov). L’alternativa, è ovvio, è quella di uscire dal gregge. Con questa consapevolezza, convinta sebbene dolorosa, mi accingo a rendere pubbliche le mie dimissioni, già ufficializzate nei giorni scorsi al Coordinatore regionale del partito, da componente del direttivo provinciale nonché da iscritta all’Italia dei Valori. Ritengo di dovere questa comunicazione a chi mi ha seguita nel tempo, tuttavia chi mi ha seguita non ha bisogno di ulteriori chiarimenti sulle mie posizioni. Mi manca, perciò, del tutto in questo momento qualsiasi intento polemico e recriminatorio: la necessità di fare chiarezza e ordine l’avvertivo forte allorquando sentivo l’IdV come la mia casa, oggi, invece, non ne sento più il bisogno né ritengo di avere il diritto di voler cambiare quelle condizioni interne al partito che, a quanto pare, stanno benissimo a chi ci sta. Sento tuttavia il dovere, verso me stessa e verso quanti in questi quattro anni di militanza ho invitato a sostenere l’Italia dei Valori, di ribadire l’estrema pericolosità di tutto ciò che riesce ad apparire diverso da ciò che è ed è capace di fare proseliti urlando a gran voce ciò che la gente stanca, vessata e in cerca di una speranza ha un bisogno disperato di sentire.Ciò che mi spinge a lasciare questo partito, infatti, è proprio la spiacevole sensazione del grande inganno ordito ai danni delle persone che ancora potrebbero costituire un baluardo contro la deriva del Paese, quelle che riescono più o meno facilmente ad individuare ciò che sta danneggiando l’Italia, che riconoscono i danni del berlusconismo, che vogliono salvaguardare la Costituzione, che intendono lottare contro la mafia. Sono proprio queste, infatti, le persone che con maggiore entusiasmo si avvicinano all’Italia dei Valori pensando di trovarci il coraggio e la coerenza di una opposizione vera.Tutto questo non c’è o, meglio, io non l’ho trovato. Sarei disposta a mettere in discussione le mie capacità di discernimento, sono disposta a metterle in discussione, tuttavia mi sento confortata dall’analoga sensazione che in Basilicata e in tutta l’ Italia ha fatto nascere il dissenso e ha portato all’allontanamento di molti. Il grande abbaglio, insomma, ha accecato anche me, ma non me soltanto. Per tutto questo non ho rancore; non rinnego l’entusiasmo del passato né la decisione presente. “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità”, recita un proverbio arabo. Io ho accordato il mio alla verità che oggi mi appare e mi prendo persino il lusso di voler sperare di dovermi un giorno ricredere, magari davanti all’evidenza che con questa IdV che ama definirsi “l’unica alternativa di governo” sarà stata rifatta la Basilicata, l’Italia, l’Europa, il Mondo intero.Gli ideali che mi hanno fatta avvicinare all’Italia dei Valori erano i miei allora, sono i miei oggi, anzi sono rafforzati dalla passione con cui, purtroppo proprio all’interno del partito, ho sentito di doverli difendere. Non vado via, insomma, guidata dal cuore, bensì dalla ragione. “Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee” (Leo Longanesi).Anna R.G. Rivelli