La Calabria che Vogliamo

I Giovani di Calabria-lavoro.it scrivono: E´ appena iniziata l´avventura di Governo della coalizione di centro sinistra, ed il tema del lavoro che è stato cavalcato da tutti i candidati perchè è un argomento che fa presa in una regione con il più alto tasso di disoccupazione in Europa è già scomparso dagli atti di pianificazione e di governo. Quest´inizio non ci ha assolutamente entusiasmato. Anzi a primo impatto le cose sembrano per giunta essere peggiorate, basta andare presso l´assessorato al Lavoro in via Lucrezia della Valle a Catanzaro, e respirare l´aria di smobilitazione e indifferenza. In realtà pare che tutto si sia spostato negli uffici della formazione, che in effetti stando alle ultime illazioni dovrebbero davvero smobilitare, in attuazione del decentramento alle provincie di tutte le attivtà formative.Il nuovo Assessore pare che al momento si stia avvalendo di funzionari che erano organici alla vecchia giunta, alla faccia del rinnovamento, gente pronta per tutte le stagioni che riesce a riciclarsi millantando chissà quali conoscenze. Noi che questi conosciamo bene non abbocchiamo, sappiamo come sono capaci di accentrare tutto e sostituirsi all´Assessore stesso in tutte le importanti decisioni. Ha l´assessore incontrato tutti i collaboratori dell´ufficio? ha con questi concordato un piano di lavoro? Oppure pensa di avvalersi di qualche supergenio per risolvere tutto, come pare stia facendo qualcuno che al momento è al suo fianco, carpendone magari la buona fede, quella al momento a Masella viene riconosciuta. Desideriamo che finalmente si capisca che questo metodo, è quello di sempre; non è cambiando i direttori generali che si cambia tutto, cè la necessità nei vari uffici di sentire tutti, e tutti rendere partecipi, anche e soprattutto quelli che nel chiuso delle stanze lavorano alacremente, senza mettersi in mostra. Questa regione non ha bisogno di super uomini ma ha bisogno del contributo di tutti, soprattutto di coloro che da anni prestano con discrezione la propria opera, che certamente devono rappresentare la discontinuità; Diffidiamo degli accentratori e dei primattori, sono un pericolo per la democrazia ed i giovani di Calabria. Le politiche di sviluppo di questa regione non possono nascere da certe menti, il futuro della nostra regione non è solo nello sviluppo dell´industria e della autoimprenditorialità a tutti i costi, ma nella valorizzazione della piccola impresa artigiana e familiare, nelle imprese della new e net economy, nella valorizzazione del territorio e delle tradizioni enogastronomiche regionali. Valorizzare l´agricoltura e la montagna calabrese, introducendo nuove tecniche di coltivazione biologica, valorizzando le tipologie vegetali e di zootecnia autoctone, puntare alla valorizzazione delle risorse umane nell´ambito di una politica della formazione finalizzata alla reale capacità di assorbimento del mercato del lavoro. Questa è la Calabria che vogliamo, insieme ad un rinnovamento totale della burocrazia regionale, onde rendere tutto più efficiente e con costi sociali minori. Si deve realizzare un efficiente e flessibile apparato regionale al servizio dell´impresa e del cittadino.