La Calabria della casta e degli “Nciuci”

E’ di soli pochi giorni addietro la denuncia di MDC Calabria, su alcuni “escamotages” messi n atto dalla politica per assumere nella pubblica amministrazione in tempi di blocco delle assunzioni, pratica volta a creare clientela finalizzata al voto di scambio, approfittando dello stato di bisogno. In Regione la pratica è non solo diffusa ma per quanto controversa dal punto di vista della legalità spesso vede schierati in modo bipartisan tutto il mondo della politica locale. Nulla di scandaloso, dopo l’ormai famoso concorsone, di cui si sono occupati molti media nazionali, mettendo in cattiva luce l’intero sistema politico-amministrativo calabrese. Ma alla malapolitica non c’è mai fine, anzi soprattutto in Calabria si riesce a far sempre peggio. Riceviamo da un nutrito gruppo di dipendenti regionali, questa missiva che racconta di una vicenda per il vero neanche inedita, se non fosse per alcuni risvolti delle ultime ore veramente inquietanti. “Con decreto dirigenziale del 15 ottobre 2004 si diede via ad una selezione pubblica per titoli e colloqui per l’assunzione a tempo determinato di 100 giovani laureati iniziativa avviata dalla Giunta Chiaravalloti – Dopo l’insediamento della Commissione iniziano i colloqui, ma la nuova Giunta Loiero, nel frattempo insediatasi, a seguito del parere negativo espresso dal Comitato di consulenza giuridico, su richiesta del Dipartimento al Personale, ha annullato, per il tramite del dirigente generale Fragomeni tutti gli atti posti in essere dalla Commissione del concorso, riaprendo i termini della selezione pubblica. Rilevando che le procedure selettive poste in esame dalla Commissione sono illegittime sotto vari profili (contraddizioni, violazioni della norma sul bando, violazione sulla par-condicio tra i candidati ecc.). Ad onor del vero, c’è da precisare, e ciò è veramente grottesco, che il precedente dirigente generale della Giunta Chiaravalloti era lo stesso Fragomeni sotto la cui dirigenza, dunque, sarebbe stato adottato il precedente provvedimento illegittimo e contraddittorio in violazione della normativa”. Ciò è quanto affermano i funzionari regionali, sottoscrittori del documento, che proseguono: “ Molti dei giovani che avevano già espletato, positivamente, il colloquio certi di aver superato la selezione anche in virtù dei titoli in loro possesso, si ritroveranno esclusi. Al loro posto erano stati scelti altri giovani. La medesima procedura adottata per tale selezione, sarà decretata anche per il concorso pubblico a 45 posti di dirigente, i cui buchi neri restano tanti a partire dalle relazioni di parentela o amicizia con personaggi importanti anche delle istituzioni. – I 100 giovani laureati iniziano il lavoro il 15 ottobre 2006 che contrattualmente dovrà essere interrotto alla scadenza dei tre anni e cioè il 15 ottobre del 2009. Ovviamente nei 100 laureati molti sono rampolli di una casta che governa la regione fina dalla sua nascita, e per questi fortunati c’è una prima sorpresa che è rappresentata dalla retribuzione maggiorata di due livelli economici. – Dopo tre anni, il rapporto di lavoro, nonostante vari tentativi di stabilizzazione illegale con delibere di Giunta e varie manovre, viene drasticamente interrotto con circolare del dirigente generale del personale Izzo e, per quindici giorni circa, i 100 giovani laureati, dal 16 al 30 ottobre di quest’anno, non presteranno il lavoro essendo decaduti dall’impiego presso i vari dipartimenti. Con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale di primavera si sono fatte sempre più insistenti le iniziative legali e non finalizzate a tutelare la prole del potentato regionale e per salvaguardare questi giovani si è tentato in tutti i modi la stabilizzazione contro ogni norma e regola della Pubblica Amministrazione, compreso il tentativo maldestro di accreditare i 100 giovani laureati come precari, mentre precari sono i perdenti posti. In ogni caso nella seduta del Consiglio Regionale del 23 ottobre, tutti i consiglieri hanno votato la proposta di legge n. 419/8^ di soli due art. che così recita: “Il personale assunto ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge regionale 7 agosto 2002, n. 31 è mantenuto in servizio, senza soluzione di continuità, fino alla data del 30 settembre 2010. Alla relativa copertura finanziaria si provvede con le risorse finanziarie già allocate all’UPB 1.2.01.01 (capitolo 12010128) dello stato di previsione della spesa del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009��. – Dopo averli scelti tre anni fa, ora i consiglieri regionali determinano in modo indecente un nuovo rapporto di lavoro per altri dieci mesi in attesa di definirne una stabilizzazione illegale senza procedure concorsuali. – Nessuna Legge dello Stato prevede una così grave irregolarità. Tutto questo significa che nell’istituzione Regionale non verranno espletati concorsi pubblici, mentre i precari, quelli veri, rimarranno tali per sempre. La parentopoli regionale non accenna a frenare gli appetiti di un’oligarchia che di fatto sottomette un intero popolo, ormai rassegnato all’indigenza diffusa. Dove in una confusione di ruoli ed istituzioni, in barba ad ogni rispetto istituzionale troviamo congiunti e parenti assunti negli uffici regionali o nelle società miste, compresi gli “enfant prodige” di Magistrati alle prese con importanti inchieste che vedono coinvolti pezzi delle istituzioni regionali. Quanto alcune inchieste, avevano evidenziato solo qualche tempo fa, prima di essere istituzionalmente affossate, sembrano proprio trovare certificazione nei fatti che accadono nel quotidiano di questa sfortunata terra”. L’appello-denuncia dei funzionari regionali termina così: “Sarebbe necessario avviare una rigorosa inchiesta su quanto sta avvenendo in regione” anche a tutela dei diritti delle migliaia di disoccupati e nel rispetto di un intero popolo. Giorgio Durante MDC Calabria