LA LIBERTA´ E´ PARTECIPAZIONE.

Escludendo lo star sopra un albero, è certamente indicativo di una condizione di libertà la possibilità di espimere la propria opinione,testimoniare il proprio assenzo o dissenzo alla gestione del potere,intervenire nel dibattito culturale e politico ma non è questa l´ essenza della libertà che non è solo e tanto la possibilità di dire e fare quel che si vuole, nei limiti posti dal rispetto delle opinioni e diritti altrui, ma si esprime pienamente nella possibilità di partecipare alla gestione della cosa pubblica sia pure per delega.Tale partecipazione può realizzarsi al di fuori dei partiti? io penso di no, a dire il vero, sarò privo di fantasia, non riesco ad immaginare un sistema più logico e nemmeno più giusto; la struttura piramidale del partito è ben concepita per consentire la partecipazione alla elaborazione di programmi ed obiettivi e la gestione delle strategie per conseguirli da parte di una dirigenza leggittimata dal consenso degli aderenti.Il sistema pur giusto non funziona,le degenerazioni passate e presenti del sistema dei partiti sono chiare a tutti noi,ma ciò non inficia la validità dello schema progettuale. Sono pochi, troppo pochi i “cittadini”,cioè persone libere da bisogni veri o presunti, che partecipano alla vita dei partiti e quei pochi che lo fanno spesso assumono atteggiamenti illuministici evitamdo di sporcarsi nella quotidianità della gestione della struttura partito e del potere. Ho militato per anni nell´area socialista, sono stato segretario di sezione, sono stato sindaco; da segretario di sezione non mi sono fatto il mio pacchetto di tessere, da sindaco non mi sono costruito il mio partito parallelo. Ho sbagliato, così si diventa un interlocutore stimato, eventualmente un Cincinnato da ricordare, ma non è così che si fa politica. Alla lunga gli illuminati, vengono espulsi da un sistema che non accettano o, più spesso,si allontanano con una alzata di spalle lasciando libero campo ai professionisti della politica, gente più realista ed in fondo intellettualmente meno arrogante, più capace di interpretare le regole della democrazia. Ho vissuto la politica con passione, ancora oggi non mi è passata la voglia di darmi da fare, il progressivo disincanto che in me è cresciuto non mi impedisce di riaccendermi ogni volta che appare possibile riprendere la lotta. personalmente, tuttavia, ritengo che bisogna aver chiari gli obiettivi ed i mezzi sono partito tante volte navigando a vista,tutto sommato ritengo non sia stato inutile ma, certo, è stato poco produttivo.O ggi vorrei darmi da fare accompagnandomi a persone per bene mosse da forti idealità e tuttavia, in grado di fare i conti con la realtà e non per sdegnosamente rifiutarla ma capaci di piegarla, nei limiti del possibile, al perseguimento di fini chiari e condivisi. Calabria libre è o può essere la casa di un tal genere di persone?Spedito da giù