La Luzzi che vorremmo

Appello di un cittadino ai candidati sindaco del comune Luzzi

E’ la prima volta che voto alle amministrative di Luzzi, dove sono residente da poco più di un anno, anche se da qualche anno ho avviato qualche piccola attività economica in loco. In occasione di questo appuntamento elettorale sento il dovere, occupandomi come lavoro di politiche di sviluppo territoriale e di progettazione in ambito PSR, POR, PON e di comunicazione, consumerismo e enogastronomia come attività sociale, di fare un appello a tutti i candidati sindaci di questa competizione elettorale, intervenire dopo il risultato elettorale poteva dare adito ad accuse di faziosità, una caratteristica che non mi appartiene. Nessuna parte devo comunque precisarlo mi appartiene, mi appartiene invece l’interesse per lo sviluppo di questo territorio al quale sono legato da sempre avendo qui trascorso buona parte della mia infanzia come pure la buona amministrazione, ma soprattutto l’interesse di dare una speranza ai nostri giovani altrimenti costretti a andar via, e questo penso nessuno lo voglia. In questo scorcio di campagna elettorale, ho però avuto modo di percepire la distanza enorme che esiste tra le istanze dei cittadini, dell’impresa e la proposta politica, in molti casi scadente, alcune volte inesistente altre volte copia e incolla. Siamo tutti coscienti, ma è davvero così? Che una comunità non vive di sole buche rattoppate, erba sfalciata e fontanelle artistiche, ordinaria amministrazione, ma soprattutto di prospettive, che non sia la sola, solita, speranza, ma frutto di un’attenta analisi e conseguente pianificazione. Sarà mio personale impegno e i candidati lo sappiano che seguirò passo passo l’azione amministrativa, aspettandomi finalmente un programma di sviluppo sostenibile del territorio volto a creare occasioni in un’ottica solidale di sviluppo sociale e occupazionale, soprattutto incentivando quelle attività che operano con una visione di sostenibilità, nel rispetto della vocazione del territorio, mi rendo per questo fine gratuitamente e con molta modestia, disponibile a cedere consigli ed esperienze. E’ con rammarico che annoto, come l’eccessiva burocratizzazione dell’ente comunale, l’interpretazione restrittiva di norme nazionali di fatto paralizzano le azioni volte alla crescita dell’impresa e degli investimenti sul territorio. In terra di Romania, e quindi UE, il sindaco di Timisoara, in un incontro con Confindustria, al quale ero presente, assicurava che in 7-10 giorni un’impresa riusciva ad ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per avviare cantieri ed attività. Di questo bisogna prendere atto, le responsabilità di un amministratore sono quelle, nell’ambito delle norme e regolamenti esistenti di favorire l’impresa e lo sviluppo economico, di dare risposte rapide alle istanze dei cittadini, non quello di rendere tutto più restrittivo e burocratizzato per evitare quell’assunzione di responsabilità alla quale un buon amministratore non può e non deve sottrarsi. Mi piace ricordare che chi si candida a Sindaco non lo fa per vocazione, o per difendere posizioni acquisite, oppure ancora come temporanea occasione di lavoro, la candidatura a Sindaco è soprattutto finalizzata a rendere un servizio alla comunità e che obbliga l’eletto ad un’assunzione di responsabilità che lo espone anche a rischi, ecco che il cimentarsi di qualche ben pagato burocrate, a creare intralci e complicanze, deve trovare risposte maschie, altrimenti altri lidi lo dovranno attendere. Tempestività, chiarezza, certezza normativa e dei regolamenti, messa in sicurezza del territorio, trasparenza amministrativa devono essere le linee guida per chiunque si candidi a guidare una comunità, da troppi anni sacrificata all’immobilismo ed al conseguente inesorabile declino. Monitoraggio, recupero e valorizzazione delle risorse artistiche e ambientali, delle tradizioni locali anche religiose, le produzioni tipiche, l’artigianato, le imprese soprattutto quelle agricole che conservano e valorizzano la biodiversità, devono essere centrali rispetto ad ogni altro tema. I discorsi alla “Cetto la qualunque” che ancora tocca sentire, “na pizza e na birra” o una promessa di impiego, che funziona sempre, servono magari a raccattare consensi e voti ma è con la qualità della proposta politica e la futura azione di governo e la buona amministrazione che si misura la capacità di saper amministrare un territorio, dando risposte adeguate, nei tempi che oggi si richiedono, alle istanze della comunità e dell’impresa, ma soprattutto c’è il dovere di dare prospettive ed opportunità ai giovani Luzzesi.

Giorgio Durante Cittadino di Luzzi