La nuova maggioranza e il nuovo Governo

Il nostro editoriale di ieri aveva già posto l’accento sulla necessità di tener conto della mezza Italia sconfitta dai risultati del voto e manco a farlo apposta Berlusconi ne ha tratto le conclusioni, affermando la necessità di un Governo di coalizione.La risposta del Centrosinistra non poteva che essere quella data da Prodi e cioè: “governerò con la mia maggioranza”. Tuttavia, esponenti di primo piano come gli onorevoli Bersani e Di Pietro hanno espresso opinioni simili alle mie, che non indicano certo la formazione di un Governo di grande coalizione, almeno in tempi ravvicinati, ma che consigliano correttezza istituzionale e il coinvolgimento della minoranza sui più rilevanti problemi del paese. Non costituire il Governo di grande coalizione è auspicabile e possibile&#59 ma è ovvio che tutta l’Unione dovrà sostenere Prodi, senza ricatti, con uno spirito di stretta cooperazione. Ciascuno dovrà rinunciare a parte delle proprie posizioni di partito per assumere quelle mediate dal futuro Presidente del Consiglio. Infatti, se nel Centrosinistra emergessero contrasti gravi di qualsiasi natura, rimarrebbero aperte solo due vie: il ritorno alle urne e la collaborazione governativa tra le forze principali delle due coalizioni.Teoricamente la prima via sarebbe al momento la più chiara e da noi preferita, ma i gravi problemi del paese potrebbero suggerire la seconda, magari per un tempo limitato. Noi abbiamo fiducia però nella capacità di mediazione di Romano Prodi, il quale va sostenuto in primo luogo dai moderati della Coalizione (DS, Margherita, Italia dei Valori), i quali avranno il compito essenziale di cucire ogni possibile frattura che malauguratamente si potrebbe verificare nella maggioranza.Aurelio Misitiwww.aureliomisiti.it