La Politica abbia il buonsenso di tacere

La Politica abbia il buonsenso di tacere Non è la prima volta che vengono condannati dei politici, non è la prima volta che politici siano iscritti nel registro degli indagati dalle Procure, non è la prima volta che dei Politici regionali vengono arrestati. Un altro luogo comune è ormai sfatato, anche la giustizia è bipartisan, non tutti i delinquenti sono di destra ma c’è ne sono tanti anche a sinistra, senza con ciò voler assolvere il centro, con personaggi di spicco anch’essi oggetto d’interesse da parte dei magistrati. Questo assunto mi pare oggi, un dato acquisito, la politica ha raggiunto oggi il livello etico&#45morale più basso in assoluto degli ultimi cento anni, superando di gran lunga quel periodo, pur nero che agli inizi degli anni 90, è identificato con il nome di tangentopoli. Se proprio vogliamo discettare sulle differenze, ammesso che nel marciume possano esserci delle differenze, il politico della cosiddetta, prima Repubblica, trafficava per se stesso e per il partito, ma erano operazioni plurimiliardarie, che esigevano menti finanziariamente eccelse, figure di uomini che anche nell’illecito sovrastano di gran lunga le mezze figure della politica di oggi, protesa solo all’arricchimento personale, che si accontenta anche solo di mazzette di poche miglia di euro, o di pretese da extracomunitario da semaforo. Il garantismo, oggi tanto di moda, e la retorica politica, porterebbe ad affermare che l’erba cattiva è in tutti i contesti sociali, ed in questo evidentemente non possiamo che essere d’accordo, ma la convivenza&#45connivenza tra i politici buoni e quelli non buoni è tanta che, è difficile farne un distinzione. Il consiglio regionale calabrese ne è esempio emblematico, chi sono gli inquisiti ed i condannati e chi sono coloro che combattono l’illegalità? Esiste qualcuno che oggi è in grado di compilare i due elenchi? Non è qualunquismo e ne populismo di piazza, sappiamo che quando uno dissente da un consesso, prova una sorta di disagio che lo porta a prendere le distanze o a differenziarsi dai comportamenti dagli altri diversamente considerati. In tutti questi mesi non abbiamo sentito nessuna voce fuori dal coro degli inquisiti e dei condannati, ecco perché la politica ha perso ogni credibilità, ecco perché la gente prende le distanze dai pubblici amministratori. Giorno 17 Febbraio a Reggio Calabria c’è la manifestazione antimafia organizzata dal movimento dei Ragazzi di Locri, sostenuti dalla Rete Regionale dei movimenti e delle associazioni, Per la Calabria, è un occasione di riscatto e di dissenso, un’opportunità di farsi vedere da che parte si sta. Se non ci fosse, la necessità, il bisogno, che ancor oggi la politica della clientela e della sudditanza, riesce a soddisfare, in Calabria avremmo un’altra classe dirigente, più colta, più vicino alle esigenze dei molti, protesa a programmare una realtà diversa per le nuove generazioni. Purtroppo, invece continuiamo ad assistere, in un desolante panorama di “vuoto politico&#45programmatorio” al teatrino delle difese di parte, dei sit&#45in fuori dalle carceri, dalle sentenze assolutorie sparate dal tubo catodico senza connessioni neuronali, tutti innocenti, tutti vittime di una Magistratura folle, lo aveva già detto il Cavaliere, tutti però unitariamente saldati alla poltrona, e tutti coralmente presenti agli incontri, mai visti così affollati, dei fondi POR, quasi 25.000 miliardi del vecchio conio, dove puntualmente l’oratore di turno chiude il suo intervento con un eloquente ed involontario atto di deglutizione, atto che da oltre quarant’anni tutti i calabresi continuano a compiere, ma ahimè, sempre a vuoto.Giorgio Durante Presidente Calabrialibre, membro del direttivo della Rete per la Calabria