La proposta: Stabilizzare LSU e LPU

L´anno 2006, sarà decisivo per la stabilizzazione di migliaia di Calabresi alle prese con un precariato ormai pernicioso.Calabrialibre lavorerà con convinzione per proporre soluzioni praticabili, non tanto per dare uno stipendio sicuro a migliaia di cittadini calabresi, ma per dare soprattutto, loro una stabile occupazione. La nostra non è una proposta populista e demagogica, ma una sorta di patto sociale che riavvicini le istituzioni alla gente e che restituisca dignità a cittadini in condizioni di quasi indigenza. Su questo punto dobbiamo essere coerenti e nello stesso tempo intransigenti. In Calabria spesso si parla di impiego e di stipendi ma quasi mai di lavoro, la stabilizzazione degli LSU e degli LPU, invece non può che passare per una loro collocazione in attività utili si, ma anche produttive, nell´ambito della tutela dell´ambiente, della manutenzione di scuole o edifici pubblici, strade, giardini e parchi. Trasformare migliaia di lavoratori in risorse utili alla collettività intera, la quale si farà carico degli oneri relativi alla loro stabilizzazione, un patto civile e sociale che non può prescindere da una responsabilizzazione di tutte le parti interessate, lavoratori, enti ed istituzioni. Questa doverosa presa di coscienza da parte delle istituzioni deve essere accompagnata, da un sacrificio comune, soprattutto delle classi dirigenti più abbienti, per cui la nostra proposta si collega a quella di alcuni consiglieri regionali, peraltro già in prima commissione che prevede il taglio del 50% delle indennità di carica di tutti i consiglieri regionali, degli assessori, e di quell´ampia schiera di burocrati e manager con incarichi regionali, provinciali e comunali. Sono milioni di Euro che, servirebbero a dare copertura finanziaria all´operazione. La legge in questione dovrebbe contemplare, inoltre, una norma generale che preveda l´assunzione di LSU e LPU in una certa quota per le imprese finanziate con capitali pubblici, ad esempio un precario assunto ogni 150.000 Euro di investimenti con sostegno pubblico. Sarebbe un segno di inversione di tendenza, in un contesto di immoralità diffusa, un gesto di riavvicinamento della politica alla gente di questa regione che ha assistito per decenni ad una conduzione allegra della cosa pubblica ed allo sperpero delle risorse pubbliche. La proposta già in agenda presso la prima commissione qualora non dovesse proseguire nel suo iter, diventerà una proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Calabria libre.Questa è una battaglia che insieme a tutte le altre sarà combattuta da noi fino in fondo, certi che questa sia una sfida per l´affermazione di civiltà e per il rafforzamento della legalità in una regione dove questi valori vacillano, e dove a latitare non sono solo gli affiliati alle “ndrine” ma anche l´etica e la moralità dei pubblici amministratori.