La Risposta a MEZZEURO su MISITI

Egregio DirettoreSono rimasto non poco sorpreso dal vedere ripreso l’articolo di Gian Antonio Stella, sul suo giornale, del quale ho molta stima, e forse anche nell’ottica di una libera informazione ci sta pure. Premetto che Aurelio Misiti non ha sicuramente bisogno di difensori, il suo operare parla da se, anche in seno alla passata Giunta Chiaravalloti, dove insieme a Massimo Bagarini, pur con tessera diesse hanno ben operato, come testimoniano centinaia di sindaci, interlocutori privilegiati dell’Assessore ai lavori pubblici. Il saper fare non ha colore e non ha tessere, ma questo in Calabria è difficile da spiegare, abituati a ragionare per categorie, dove poi l’espressione del voto dà investitura ad una classe dirigente, i cui comportamenti sono oltremodo censurabili. Stella, si è spesso occupato della Calabria, mettendo soprattutto in risalto “nciuci e magagne dei pubblici amministratori, ma una considerazione devo farla, personalmente ho spesso inviato sollecitazioni alla penna del Corriere della Sera, quasi sempre circostanziate ed importanti sulla vita dei Calabresi, ma niente ha mai colto l’interesse del suddetto, anzi sono stato invitato a non disturbarlo, per cose che ad una persona molto impegnata come lui gli facevano perdere parte del suo prezioso tempo, ora ne comprendo il motivo, era su internet a cercare notizie sul partito “marxista-leninista italiano, ora però mi chiedo, chissà chi è il regista o il gran suggeritore, forse gli stessi che io citavo nei miei scritti? Mi sia consentita la leggittima domanda, che pongo senza timori reverenziali, come è mio costume. Onde poter consentire una informazione più completa, di seguito mi permetto di allegare, la risposta che il prof. Aurelio Misiti, ha inviato al Corriere della Sera.Scrive Misiti:“in relazione all’articolo che mi riguarda, apparso sul Corriere della Sera “Magazine” del giorno 09/02/06, preciso quanto segue:• respingo con sdegno l’attacco alla mia persona ripreso da una fonte <> scorrettamente inserita nella rete dal sedicente partito “marxista-leninista italiano”;• ho avuto il grande onore , per la notorietà acquisita nel campo dell’ingegneria civile, di essere stato chiamato a collaborare dai ministri Merloni e Radice per studiare le nuove normative sugli appalti dopo tangentopoli e scegliere le opere da completare, lasciate incompiute dalla Cassa per il Mezzogiorno;• il Governo Dini nel marzo 1995 mi propose al Capo dello Stato per la nomina a Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici;• non ho mai giudicato idiota il progetto del Ponte di Messina, ma come sempre, prima di valutare una singola opera, ho ritenuto necessario che venisse collocata in un sistema organico di opere per il paese. Nel 1997 tale organicità è stata portata avanti dall’allora ministro Antonio Di Pietro e pertanto il Consiglio Superiore dei LL.PP. da me presieduto esaminò il progetto di massima e diede il via alla fase finale di progettazione e di realizzazione del Ponte;• ho avuto incarichi prestigiosi di collaudo di grandi opere come il TAV Firenze• Bologna da cui, come è noto, mi sono dimesso per contrasti relativi alla sicurezza; per ragioni analoghe , mi sono dimesso da altri incarichi rinunciando alle relative alte remunerazioni;• in Calabria, ho ricoperto l’incarico “tecnico” di assessore ai Lavori Pubblici nella Giunta del giudice Chiaravalloti, per insistenza bipartisan, fino a quando sono state assicurate le condizioni dell’agire super-partes nella realizzazione delle opere pubbliche, notoriamente senza colore politico;• sono onorato di aver goduto sempre della stima dell’on. Di Pietro e di tutti gli uomini di giustizia, che mi hanno conosciuto, come i presidenti della Corte dei Conti, del Consiglio di Stato, dell’Avvocatura dello Stato, della Corte Costituzionale e delle Autorità;• posso assicurare l’amico Stella che le convinzioni politiche non hanno mai condizionato la mia attività tecnico-scientifica e tanto meno quella amministrativa.”Cordiali salutiGiorgio Durante Presidente Calabrialibre