La Risposta di Bova

Lamezia Terme, 7 dic . – (Adnkronos) – “Non e’ piu’ possibile fare finta di niente dinanzi alle dichiarazioni gravissime che provengono dal movimento ‘Ammazzateci tutti’, sul cui sito trovano spazio dichiarazioni calunniose e denigratorie della mia persona e del consiglio regionale che rappresento”. E’ quanto afferma in una nota il presidente del consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Bova, in relazione a quanto hanno affermato dal Movimento dei giovani di Locri “Ammazzateci Tutti’. Secondo Bova, “occorre innanzitutto sgombrare una volta per tutte il campo da un equivoco di fondo. Dietro ‘Ammazzateci tutti’ non ci sono i ragazzi di Locri. ‘Ammazzateci tutti’ e’ sinonimo di Aldo Pecora, giovane studente di Polistena e di pochi altri che operano sotto quella sigla”.”Le dichiarazioni sono inaccettabili perche’ tese a denigrare e vilipendere non solo il Forum per la resistenza e la Verita’ ‘Fo.re.ver.’, ma la memoria del compianto vice presidente del consiglio regionale Franco Fortugno, in onore del quale si e’ costituito lo scorso 15 dicembre 2005 il Forum”, sostiene Bova. A giudizio del presidente del consiglio regionale della Calabria “tentare di gettare fango su un lavoro portato avanti con fatica e nell’interesse esclusivo dei giovani della Locride e’ insopportabile. Non puo’ e non deve essere considerata la solita ragazzata. E’ un fatto oramai sistematico di delegittimazione del Forum e delle Istituzioni che lo animano, che offende la verita’ e la memoria di un galantuomo. Passarci sopra ancora significherebbe decretare la morte di qualcosa di cui, al contrario, si deve andar fieri, perche’ e’ il segno inedito di una volonta’ di riscatto vero, e di resistenza sociale diffusa”. Bova, evidenzia che “e’ sconcertante quanto dichiara ‘Ammazzateci tutti’ in ordine a presunte frequentazioni di loschi personaggi negli uffici della presidenza del consiglio regionale che, peraltro, mi si dice conoscerei bene. Se c’e’ qualcuno allibito dinanzi a simili inquietanti insinuazioni, questo e’ il sottoscritto, che la ‘ndrangheta la combatte da una vita, attraverso l’agire politico e nel rigore dei comportamenti personali. Per tutti questi motivi – conclude – non e’ possibile tollerare oltre simili sconcertanti accuse. Per questo, intendo agire in ogni sede, anche in quella giudiziaria, per salvaguardare l’onorabilita’ mia, del consiglio regionale e dell’ufficio di presidenza che rappresento e di cui Franco Fortugno era parte integrante”.