La risposta di Salvatore Borsellino a Mastella

Ricevo da Benny Calasanzio la lettera allegata, una lettera piena di dignita&acute&#59 e di disgusto per l&acute&#59ultima, inaccettabile esternazione del signor Clemente Mastella, mi ripugna adoperare per questo personaggio il titolo di Ministro della Repubblica, che ha annunciato di avre intenzione di querelare Beppe Grillo per le sue dichiarazioni al Parlamento Europeo e di volere devolvere gli eventuali proventi di questa querela ai familiari delle vittime della mafia.La minaccia di querela e&acute&#59 uno spauracchio che viene ormai correntemente usato come surrogato degli “avveritmenti mafiosi” da poltici che hanno dimestichezza con questo tipo di procedure, per cercare di tacitare le accuse che loro rivolte da giornalisti, scrittori, presentatori e anche persone comuni che scrivono in rete e sui blog.Lo stesso signor Mastella, non molto tempo fatto non trovò di meglio per replicare alle accuse che gli avevo rivolte con lettere aperte pubblicate in rete e nel corso della trasmissione di Anno Zero che ricordarmi di “avere fatto concedere la pensione alla famiglia Borsellino”.In quella occasione replicai in primo luogo al signor Mastella che non si tratta della “concessione” di un Ministro, ma di un “riconoscimento” da parte dello Stato, ma probabilmente lo stesso signor Mastella e&acute&#59 troppo abituato alle consuetudini clientelari per afferrare la differenza.In secondo luogo che, per quanto mi riguarda, oltre a non essere ovviamente beneficiari di alcuna pensione, ho persino rinunciato a richiedere la “provisionale” che avrei potuto richiedere come parte civile nel processo per l&acute&#59assassinio di mio fratello perche&acute&#59 quello che mi aspetto dallo Stato è solo Giustizia e non provvedimenti economici.Ma probabilemte il signor Mastella non e&acute&#59 competente neanche in fatto di Giustizia e quindi non ha ritenuto di darmi una risposta.Per finire poi ricordo allo stesso signor Mastella che nelle sue afferrmazioni fatte al Parlamento Europeo Beppe grillo non fa altro che riportare quanto da me gia&acute&#59 affermato in un lettera aperta del 20 Settembre nella quale affermavo, tra l&acute&#59altro :/”Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l&acute&#59altro due giudici che da soli combattevano una lotta che lo Stato Italiano non solo si è sempre rifiutato di combatter ma che ha spesso combattuto dalla parte di quello che avrebbe dovuto essere il nemico da estirpare e spesso ne ha armato direttamente la mano. //Oggi non serve più neanche il tritolo, oggi basta,alla luce del sole, avocare un&acute&#59indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti stava ad arrivare al livello degli / /”intoccabili”, perché tutto continui a procedere come stabilito.//Perché questa casta ormai avulsa dal paese reale e dalla gente onesta che ancora esiste, anche se colpevole di un silenzio che ormai si confonde con l&acute&#59indifferenza se non con la connivenza, possa continuare a governare indegmanete il nostro paese e a coltivare i propri esclusivi interessi in uno Stato che ormai considera di propria esclusiva proprieta&acute&#59.//Oggi basta che un ministro indegno come il signor Mastella ricatti un imbelle capo del Governo, forse anche egli coinvolto nelle stesse vicende, minacciando una crisi di governo, perchè tutta una classe politica faccia quadrato intorno al suo degno rappresentante e il messaggio arrivi forte e chiaro ai vertici molli della magistratura” /Ecco quanto ho scritto e riaffermo.Se il signor Mastella ritiene di dover querelare per le sue fasi Beppe Grillo, lo prego di fare la stessa cosa anche nei miei confronti, mi potrà così poi devolvere, come familiare di una vittima della mafia, una parte dei proventi che gli deriveranno dalla messa in pratica del suo “avvertimento”.Alla lettera di Benny Calasanzio non ritengo di poter aggiungere altro se non che mi associo alla sua richiesta fatta per conto della propria famiglia.E&acute&#59 cosi&acute&#59 piena di dignità offesa e di disgusto per le squallide dichiarazioni dei politici cui fa riferimento che ogni altra parola sarebbe superflua. Salvatore Borsellino