La sinistra deve riflettere di Antonio Pappattera

La sinistra deve riflettere sulla proposta riformista dei Verdi. Occorre un cambiamento per rinascere! Di Antonio Pappaterra* L’on.Tommasi ha ragione quando parla di continuare il cammino, guardando, in pratica, ad un modello nuovo, decentrato, che parte dai territori, dalle periferie, dalle federazioni di base che hanno fatto la storia del movimento ecologista e della Sinistra meridionale. Dai Verdi di Scalea nel frattempo è partita la proposta di un riformismo che si ispira al modello laburista anglosassone e al socialismo liberale Europeo che ben si associa al grido post&#45 dolorante di una Sinistra che si è ricordata troppo tardi di essere voce delle masse più bisognose e più povere del Paese: quando Diego Tommasi dice di ripartire praticamente da se stessi si rivolge alla coscienza del popolo degli idealisti e alle fondamenta della propria anima ambientalista. Certamente, non è facile rialzarsi dalle ceneri, come espresso da Palmiro Manco nella nuova proposta laburista, che ha espresso chiaramente la volontà di cambiare e di costruire un partito che non sia solo espressione di minoranza, ma magma e terreno di una società che è cambiata, nella quale i problemi sociali non sono più attaccati all’etica della lotta di classe, ma assorbiti completamente dal tessuto e nel contesto di ogni cittadino Italiano. La lotta al precariato, per esempio, non è solo un problema di classe, essa, di fatti, si deve svolgere e combattere dentro il sistema che la genera e che non è distaccato dal problema del territorio o dello sviluppo sostenibile legato all’ambiente: molte volte nella lotta per la difesa dell’ambiente abbiamo potuto constatare di persona che il problema del lavoro, nei territori di appartenenza e soprattutto nel meridione, non sono complementari al problema del precariato stesso. Per questo occorre riflettere sulla posizione moderata e riformista dell’On.Tommasi e di Palmiro Manco, quando mettono sul tavolo di discussione la possibilità di rinascere dalle macerie con un modello nuovo, mai testato politicamente in Italia e che unisce, proprio perché la Sinistra ha una base comune socialista fondata sull’ideale dell’uguaglianza, le forze democratiche ecologiste federaliste, democratiche e liberali verso l’ispirazione laburista. Se la riflessione porterà ad una mozione politica che assume questa volontà di cambiamento è giusto che questa sia portata avanti con coraggio e determinazione, al fine di formare anche una nuova classe dirigente, che pone di fronte a se non solo la sfida di ripartire, ma anche quella di affrontare i problemi della gente con forza, nello scontro dialettico che, in ogni caso, vedrà il popolo della Sinistra ritornare a battersi contro le proposte utilitaristiche delle destre. L’imperativo categorico, però, non è quello di frantumarsi, cosi come ha fatto da decenni il centrosinistra, o di remare disuniti nel fiume di controtendenza che ci porterà al confronto per la risoluzione dei problemi sociali: è necessario comunque un cambiamento che scuote la Sinistra dal torpore di un sonno durato a lungo e dal dolore della disfatta. Per affrontare il futuro bisogna aprirsi senza paura al laboratorio politico proposto insieme a Tommasi e Manco della Sinistra Arcobaleno, proprio per creare una nuova piattaforma culturale che rappresenti la storia del movimento che ha caratterizzato la Sinistra italiana nelle varie espressioni, ma che sia pure la base di rilancio di un nuovo modo di fare politica e di rappresentare le esigenze dei cittadini, partendo si da un federalismo democratico, ma senza tralasciare le sfide, i territori, la gente comune, senza trascurare l’aspetto determinante dell’alternanza democratica e la libertà dal bisogno delle famiglie italiane. Per questo la Sinistra non deve continuare a frantumarsi, ne in divisioni interne, ne nel girare attorno all’universo partitico formato da miriadi di galassie social&#45democratiche. Di fronte ad un esercito svariato, senza valori e senza colori, bisogna formare una sola tenaglia omogenea d’attacco, capace di imporsi nella sfida per il futuro e di creare proposta utile, nel divario che ci differenzia nella vita di tutti giorni da quelli che oggi fanno le file maggiori del PD e del PDL. Per questo sono d’accordo per il laburismo, proponendo a tutto la Sinistra di unirsi a questo nuovo modello di libertà &lt&ltvera&gt&gt. Non possiamo continuare a soccombere nelle macerie della Storia, dobbiamo avere il coraggio di rialzarci per ritornare ad essere la nuova Storia stessa. Antonio Pappattera Candidato per i Verdi alla Camera dei Deputati nel 2006