La società calabrese e il suo NO alla ndrangheta

.pubblicata da Antonio Palermo il giorno lunedì 6 settembre 2010 alle ore 11.50.Gentile Direttore,
l’appello che Lei ha rivolto ai calabresi onesti e liberi, all’indomani del grave e odioso attentato al Procuratore Generale Di Landro, ha avuto enormi meriti. Senza voler dimenticare le iniziative che lo hanno preceduto, esso è servito a scuotere le coscienze, suscitando allarme, preoccupazione e grande attenzione, spostando in avanti una discussione che, nella presente occasione, è divenuta finalmente collettiva, corale, coinvolgendo le classi dirigenti della nostra regione e portandole a prendere una posizione netta, partecipando a un dialogo senza schermi, tatticismi, a voce alta, in modo trasparente e soprattutto pubblico. Le tante espressioni di solidarietà e di vicinanza alla magistratura reggina non resteranno, come è spesso avvenuto, meri comunicati stampa ma si incarneranno nel “popolo di Reggio” che giungerà nelle vie della città dello Stretto da ogni parte della Calabria e sfilerà in difesa della legalità e della giustizia. In questi giorni, tutti, in particolar modo i dirigenti politici calabresi,dai Sindacati alle Forze politiche, dal Mondo associativo a quello professionale, ospitati sul suo giornale, hanno cercato, voluto, offerto un contributo, un punto di vista, personale o di gruppo, utile a raggiungere un primo traguardo, discutendo insieme, interrogandosi, dialogando, con approcci di partenza naturalmente diversi ma unanimi nella consapevolezza che un cancro così pervasivo della vita sociale, economica e politica della Calabria, come quello della ‘ndrangheta’, deve essere sradicato e che per conseguire un simile obiettivo occorre l’unità d’intenti della società calabrese, e con essa l’attivazione degli anticorpi migliori di cui dispone questa terra affinché non resti abbattuta la stessa speranza di una Calabria diversa e migliore. Una Calabria finalmente normale! Dal suo invito/appello dipende il non affatto scontato effetto di essere riusciti collettivamente ad allargare pian piano, dalle pagine del suo giornale, la discussione fino a raggiungere le case della gente comune, i giovani e gli anziani, gli occupati e i tanti precari (che in queste ore sono impegnati nella lotta contro le politiche del Governo Gelmini-Tremonti-Berlusconi), riuscendo a coinvolgere ogni calabrese di buona volontà, mobilitando le scuole e le università calabresi, le istituzioni, i comuni e le province, le rappresentanze sociali e il variegato mondo della cultura e dell’associazionismo a cui, in modo particolare, e facendo propria la sua indicazione, anche noi ci appelliamo. Quel (prezioso e autonomo) mondo delle Associazioni che, in Calabria, in particolar modo nel corso degli ultimi anni, ha rappresentato un avamposto di partecipazione critica e democratica, di lotta civile per la legalità, e che, in più momenti della triste vicenda della nostra regione, ha avuto il merito di porre un freno alle degenerazioni prodotte dalle cointeressenze di pezzi degradati (dei partiti e) della politica istituzionale, dei colletti bianchi, delle massonerie deviate e delle diverse famiglie della ‘ndrangheta. A questo mondo associativo, che più volte ci ha visti protagonisti e uniti in coraggiose battaglie, dalla nota questione della trasparenza degli atti sul BURC alla denuncia nei confronti del Consiglio regionale più indagato d’Europa, alle manifestazioni nelle piazze più importanti delle nostre città in difesa della legalità e del diritto dei giudici di indagare (anche in Calabria) sull’intreccio politica-malaffare (in quella vicenda si trattava di un pubblico ministero che in seguito ne ha tratto convincenti motivi per lasciare la magistratura, con l’algido silenzio delle rappresentanze associative della stessa magistratura), va il nostro accorato appello a profondere il massimo delle energie, dello sforzo di cui possiamo essere capaci, della mobilitazione spontanea e critica, per rendere la manifestazione di Reggio un evento di massa, di popolo, di calabresi desiderosi di difendere i loro diritti e quelli del proprio territorio. Siamo pronti a scendere in piazza per aprire una nuova stagione di consapevolezza e di lotta della società, dello Stato e della politica contro chi vuole l’imbarbarimento della nostra regione e l’intimidazione della magistratura e delle istituzioni territoriali. Memori della capacità di mobilitazione di cui siamo stati capaci in più occasioni, anche nelle recenti elezioni regionali, invitiamo l’intera società civile calabrese, e soprattutto l’intero e variegato Mondo delle Associazioni, a compiere un deciso passo in avanti, partecipando sin da subito alla fase organizzativa che sarà inaugurata a Lamezia (nel pomeriggio), per offrire ogni contributo utile, in attesa della grande manifestazione di popolo che la nostra regione e ogni cittadino di questa terra vorrà organizzare per gridare il proprio convinto “No alla ‘ndrangheta”. Questo “NO alle mafie” costituisce la garanzia del diritto alla eguaglianza e alla giustizia anche in Calabria. Un diritto che, per essere effettivo, si accompagna alla necessità di una presenza diffusa sul territorio regionale delle Forze dell’ordine e dello Stato. In difesa del diritto degli imprenditori a svolgere la propria attività e in difesa della libertà e della dignità dei cittadini a non piatire dai mafiosi il proprio diritto a vivere!
Antonio Palermo (Ass. “Bella Ciao”) – Silvio Gambino (Costituzionalista)