La società Civile, Misiti e Bagarani

Si fa un gran parlare oggi, di cattiva politica, di commistione di affari e politica, di parentopoli, di informopoli, basta dare uno sguardo a quello che accade a Cosenza al comune, ma anche alla provincia, o alla regione, per avere un´idea della situazione. Enti che stipulano convenzioni e partenariati, con società “amiche” per gestire privatamente fondi pubblici per servizi che dovevano andare in gara di appalto, comitati di affari trasversali, aziende familistiche ecc. ecc. potremmo scrivere per ore e fare anche nomi e cognomi, ma sarebbe noioso. Le notizie che quotidianamente riceviamo sono a dir poco sconcertanti, la gente si chiede se in tutto questo verminaio c´è un barlume di speranza oppure si deve prendere le distanze dalla politica, oppure ancora preparare le valige ed emigrare, per affiliarsi all´affollato drappello dei cosiddetti cervelli in fuga. Il successo del mondo associativo movimentista come io amo chiamare movimenti come Calabrialibre o Procalabria oppure ancora Progetto Calabrie per alcuni importanti concetti espressi in tema di etica e politica, è dovuto alla ricerca di un rifugio ideale che pur esprimendo concetti simili a quelli dei partiti, manifesta un forte dissenso nei confronti di questi per l´orrido “modus operandi” che li caratterizza.Oggi la politica può e deve prendere in prestito le migliori personalità della società civile, coloro che hanno saputo dire e fare, coloro che hanno dimostrato nella propria attività professionale quotidiana di saper governare i processi che li vede protagonisti, di sapersi interfacciare con la gente, capirne le istanze e su queste dare risposte precise, senza tentennamenti senza false promesse. In questa regione c´è stato in seno alla passata amministrazione Chiaravalloti, un esperimento, forse casuale, ma i cui risultati hanno lasciato il segno. La gestione degli assessori tecnici Massimo Bagarani, al Bilancio, e del Prof. Aurelio Misiti ai Lavori Pubblici, a distanza di qualche anno ha lasciato nella memoria della gente, ma anche in quella degli amministratori locali, il segno tangibile del saper fare, della buona amministrazione. Una dimostrazione che quando la società civile ed il mondo professionale si presta alla politica questa riesce a dare risposte e le risposte vogliono i cittadini, in tema di sanità, di ambiente, di lavoro, settori nei quali ad oggi stà completamente fallendo la Giunta Loiero, abbarbicata nella strenua difesa di poteri e privilegi aldilà delle regole della politica e della volontà popolare.L´attuale riforma elettorale, voluta dai diversi schieramenti, non fa altro che perpetuare uomini strutturati nei partiti, che non hanno ora neanche più la necessità di porsi alla gente, questo è in realtà la creazione di una trincea che separa definitivamente la gente dalla politica, solo un coinvolgimento della società civile potrebbe rappresentare l´elemento innovativo in una metodologia di autotutela che vede la politica sempre più abbarbicata alle poltrone.