La società civile si interroga

La società civile si interroga, sul futuro della politica Calabrese.Il dibattito già acceso e dai toni forti, aveva occupato tutto il mese di Agosto, il tema alla fine è sempre lo stesso, la politica, l’etica, il rispetto della legalità, la buona amministrazione. La società civile associata è stata quasi esclusa nel dibattito, l’uomo comune della strada ancor meno presente, eppure i giudizi sulla politica erano pesanti molto pesanti, non solo ma circa un anno fa denunciavamo che c’era un’altra faccia di parentopoli. Gli eventi delle ultime ore, senza voler entrare nel merito giudiziario, peraltro in mano a giovani, preparati e coraggiosi Magistrati delle procure Calabresi, ci da ragione, i fatti contestati sono gravi ma non fanno altro che confermare che l’allarme dato, e ripetiamo non da oggi su queste problematiche, era più che fondato. Certo è che, la politica ha fatto quadrato, e lo farà anche in questo caso, difende l’operato dei pubblici amministratori “tout court” senza distinzione di colore e di schieramento, prova, questa si inconfutabile, di quel consociativismo, attivo a danno della collettività e del territorio amministrato. La politica si assolverà di nuovo, ma questa volta pagherà un prezzo molto alto. E’ capitato al capogruppo dei DS, poteva capitare a chiunque, è ricapitato al Vicepresidente della Giunta regionale. La vicenda di queste ore crea sgomento e scompiglio, ma ha anche una grande forza educativa, e questo si rileva dalle scomposte reazioni, di una politica in evidente stato confusionale, i cui vertici si sono di nuovo dichiarati sorpresi, ma sorpresi di cosa? Ci chiediamo, sorpresi per i comportamenti tenuti dai loro colleghi con i quali condividono metodi e spazi di potere, o sorpresi di essere per questi comportamenti perseguiti come un qualunque cittadino? Noi propendiamo per la seconda tesi. Quando questo meccanismo mostra qualche falla, crea sgomento, sorpresa, immediatamente dopo ci si ricompone e si emettono sentenze assolutorie, tutto in questa regione è ineluttabile, le cattedrali nel deserto nascono da 50 anni, da sole, senza interventi da parte di nessuno, le assunzioni avvengono per liberi concorsi, e per capacità dei candidati, tutto è chiaro e trasparente, se ciò è vero noi, gente comune, viviamo un’altra realtà, un’altra regione, altrimenti la politica, la smetta di virtualizzare il contesto, prenda coscienza, si faccia carico del fardello delle enormi responsabilità di questa perversa realtà da essa stessa creata. L’incancrenimento che tocca tutti i gangli delle istituzioni dove la politica ha avuto modo di intervenire. Si faccia chiarezza e giustizia da un lato, ma si faccia soprattutto, una approfondita autocritica, per un governo di reale rinnovamento dove la politica deve ritirarsi nello giusto alveo, senza straripamenti e tracimazioni. L’attuale Giunta Regionale prenda in considerazione anche la possibilità, di riproporsi all’elettorato al più presto, lasciando, coraggiosamente, a casa coloro che rappresentano, il marcio. il vecchio, l’inefficiente, il truffaldino, cambiare una volta per tutte registro e non in modo Gattopardesco, recuperando così quella credibilità che una serie di eventi, da parentopoli, all’omicidio Fortugno, al blitz agostano antitrasparenza, all’odierna altra faccia di parentopoli gli hanno fatto completamente perdere. Calabrialibre e le altre associazioni della “Rete per la legalità”www.calabrialibre.it