La società civile si interroga.

La politica fa quadrato, la società civile si interroga.Il dibattito già acceso e dai toni forti, aveva occupato la prima quindicina di Agosto, il tema alla fine è sempre lo stesso la politica, l’etica, il rispetto della legalità, la buona amministrazione. Gli eventi degli ultimi giorni, senza voler entrare nel merito giudiziario, peraltro in mano a giovani, preparati e coraggiosi Magistrati della procura di Cosenza, sono gravi ma non fanno altro che confermare che l’allarme dato, e non da oggi su queste problematiche, era più che fondato. Certo è che, la politica fa quadrato, difende l’operato dei pubblici amministratori “tout court” senza distinzione di colore e di schieramento, prova, questa si inconfutabile, di quel consociativismo&#45trasversale, attivo a danno della collettività e del territorio amministrato. La politica si assolve, ma se la politica non c’entra, allora chi decide dove vanno i finanziamenti? I malcapitati operai? I prenditori impavidi e senza scrupoli? Oppure i professionisti, pur bravi, ma che da soli non vanno lontano? La tesi della politica innocente, evidentemente, non regge, hai voglia a sbracciarsi ed emettere sentenze assolutorie dell’intera classe dirigente regionale. Da tempo diciamo che la politica di autogoverna, si autogratifica, e si autoassolve, gli strumenti operativi per far si che questo accada davvero li ha messi in campo tutti, ma qualche volta il meccanismo si inceppa, e accade l’imprevisto, come questo di Ferragosto. E’ capitato al capogruppo dei DS, poteva capitare a chiunque, come ha scritto un coraggioso sindaco Calabrese, al quale suggeriamo l’opportunità di autodenunciarsi insieme a tutta la classe politica Calabrese, qualora si ritenga colpevole degli stessi reati. La vicenda di questi giorni crea sgomento e scompiglio, ma ha anche una grande forza educativa, e questo si rileva dalle scomposte reazioni&#59 molte anche provenienti dai vertici regionali, in evidente stato confusionale, i quali si sono dichiarati sorpresi, ma sorpresi di cosa? Ci chiediamo, sorpresi per i comportamenti tenuti dai loro colleghi con i quali condividono metodi e spazi di potere, o sorpresi di essere per questi comportamenti perseguiti come un qualunque cittadino? Noi propendiamo per la seconda ipotesi. i meccanismi di connivenza affaristico&#45istituzionale, le trasversalità e la collateralità con gli apparati dello stato, compresi quelli preposti al controllo, garantiscono l’assoluta tranquillità&#45impunità ad una classe dirigente che opera solo per il proprio tornaconto e per l’acquisizione di posizioni di potere, eccezione fatta per alcuni consiglieri che invece di continuare ad abbaiare alla luna, bene farebbero ad abbandonare la carretta del mare ormai alla deriva.Quando questo meccanismo mostra qualche falla, crea sgomento, sorpresa, immediatamente dopo ci si ricompone e si emettono sentenze assolutorie, tutto in questa regione è ineluttabile, le cattedrali nel deserto nascono da 50 anni, da sole, senza interventi da parte di nessuno, le assunzioni avvengono per liberi concorsi, e per capacità dei candidati, tutto è chiaro e trasparente, se ciò è vero noi, gente comune, viviamo un’altra realtà, un’altra regione, altrimenti la politica, la smetta di virtualizzare il contesto, prenda coscienza, si faccia carico del fardello delle enormi responsabilità di questa perversa realtà da essa stessa creata. L’incancrenimento che tocca tutti i gangli delle istituzioni dove la politica ha avuto modo di intervenire, gli uffici regionali in primis, gli altri enti pubblici territoriali, la sanità, la formazione, le Università stesse, sulle quali bisognerebbe aprire un approfondito dibattito, ed altre istituzioni e pezzi importanti degli apparati dello stato, senza trascurare tutti quegli enti dove la politica gratifica senza tener conto delle specifiche competenze collettori di voti, amici e parenti. Si faccia chiarezza e giustizia da un lato, ma si faccia soprattutto, una approfondita autocritica, per un governo di reale rinnovamento dove la politica deve ritirarsi nello giusto alveo, senza straripamenti e tracimazioni. L’attuale Giunta Regionale prenda in considerazione anche la possibilità, di riproporsi all’elettorato al più presto, lasciando, coraggiosamente, a casa coloro che rappresentano, il marcio. il vecchio, l’inefficiente, il truffaldino, cambiare una volta per tutte registro e non in modo Gattopardesco, recuperando così quella credibilità che una serie di eventi, da parentopoli, all’omicidio Fortugno, al blitz agostano antitrasparenza, gli hanno fatto completamente perdere. Giorgio Durante Presidente Calabrialibre