La strada dell´Argentina

La situazione economica dell´Italia assomiglia molto a quella dell´Argentina alla fine degli anni novanta, scrive il Financial Times. “L´Italia segue l´Argentina sulla strada della rovina”, titola il Financial Times. Che la situazione economica del paese sia molto simile a quella dell´Argentina verso la fine degli anni novanta, del resto, “lo ammette implicitamente il governatore Mario Draghi, quando afferma che l´Italia deve migliorare la propria capacità produttiva se vuole avere qualche speranza di invertire la tendenza di relativo declino”.Il commento è firmato da Desmond Lachman, membro dell´American Enterprise Institute, secondo il quale “in assenza di riforme reali, lo scenario più probabile per l´Italia è quello di un lungo periodo di stagnazione, se non di recessione, con un aumento del debito pubblico”. L´analista mette in guardia l´Italia dal “fare affidamento sull´indulgenza della Banca centrale europea” e ribadisce l´urgenza di “riguadagnare competitività attraverso riforme strutturali, soprattutto quella del mercato del lavoro”.Anche la situazione dei conti pubblici assomiglia a quella dell´Argentina nel decennio scorso: “Con un debito pubblico che supera il 105 per cento del pil, l´Italia è il paese più indebitato fra i grandi d´Europa. E un con deficit superiore al 4 per cento, sta violando i criteri di Maastricht. Ad aggravare la situazione, c´è la perdita di competitività a livello internazionale”.Apparsa alla vigilia del convegno vicentino di Confindustria, l´analisi di Lachman fa il paio con l´inchiesta di Le Monde: “Tra Berlusconi e gli imprenditori italiani, rien ne va plus”. Il quotidiano spiega che da due anni a questa parte “la diagnosi che Luca Cordero di Montezemolo traccia della situazione economica del paese suona come una requisitoria contro Berlusconi”.Il presidente di Confindustria ha accolto invece “con soddisfazione” le promesse di Romano Prodi, racconta La Vanguardia: “riduzione del cuneo fiscale e concertazione per rilanciare l´economia”.Berlusconi non poteva restare a guardare: “Dopo aver annunciato che non sarebbe andato al convegno, si è presentato a sorpresa e ha lanciato un attacco brutale contro i dirigenti di Confindustria”, scrive El País.Il Financial Times racconta che “alcuni uomini d´affari lo hanno fischiato e uno ha gridato “Vergogna!” quando Berlusconi ha detto che sarebbero fuori di testa se votassero per il centrosinistra”.”Criticato dai suoi stessi alleati dopo il faccia a faccia con Prodi, e indietro nei sondaggi a tre settimane dal voto, il Cavaliere è riuscito comunque a conquistare la scena”, commenta Libération.