La truffa all’UE, l’Unical, ed AnnoZero

La truffa all’UE, l’Unical, ed AnnoZerodi Giulia FrescaIl lungo Ponte Bucci dell’Unical, forse mai come in questi giorni ha legato oltre che fisicamente, anche idealmente gli umori di tanti giovani. La spada di Damocle che incombe sul’Ateneo calabrese è in mano alla Procura di Reggio Calabria a cui si aggiunge quella di Cosenza per indagini derivanti da un’azione illegale che avrebbe portato alla scoperta di una truffa ai danni dell’UE di 26 milioni di euro. Comincia tutto da un controllo effettuato due anni fa dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Catanzaro. Era l’ottobre del 2006. Gli uomini del colonnello Giovanni Domenico Castrignanò visitarono lo stabilimento di Candidoni della “ Vecchio prodotti in ceramica srl”, che aveva chiesto un finanziamento di 26 milioni di euro per la produzione di piastrelle in ceramica ottenute dalla lavorazione di scarti industriali, materiale edile di risulta e materie prime calabresi. Partì una laboriosa attività di indagine che ha portatoalla luce una presunta truffa di dimensioni imponenti.I numeri parlano da soli: 3 persone arrestate, 4 misure di custodia cautelare, 48 indagati (44 persone fisiche e 4 giuridiche), beni sequestrati per un valore di 70 milioni di euro. Tra gli indagati figurano anche studenti, docenti e come persona giuridica la stessa Università della Calabria. Le accuse vanno dalla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e malversazione ai danni dello Stato alla concussione. E poi: estorsione, violenza privata, circonvenzione di persona incapace, appropriazione indebita, falso ideologico e materiale in atto pubblico. E ancora: favoreggiamento personale, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, falso in bilancio.E dal mondo dell’università si apprende che tre professori sono indagati (tra i quali Alfonso Nastro, la vera mente scientifica dell’operazione) e una marea di consulenti – molti neolaureati e ricercatori – sono coinvolti nelle indagini dei magistrati che hanno scoperchiato il pentolone di “Symposium”.Sui taccuini dei finanzieri ci sono ottanta nomi. E sei milioni di euro da inseguire. In giro per le banche, tra i documenti dell’azienda Vecchio e nelle pieghe di un progetto che doveva produrre piastrelle e invece è diventato uno scandalo di livello nazionale. C’è un meccanismo ipotizzato che si dipana su tre livelli. Il progetto vale 31 milioni di euro. Ventisei, lafetta più grossa, arrivano dall’Unione europea. Sei, o giù di lì, li mette di tasca propria l’azienda Vecchio, per l’industrializzazione e la ricerca&#59 una parte (250mila euro) finisce all’Unical per la ricerca affidata ai laboratori del dipartimento di Pianificazione territoriale, l’altra finisce in consulenze “private”.Nasce così una piastrella. Ma, soprattutto, e sempre secondo le ipotesi avanzate dalla guardia di finanza, nasce grazie ai contatti del professor Alfonso Nastro. Le fiamme gialle scandagliano la lista dei consulenti e collaboratori che hanno partecipato alle varie fasi del progetto e ricostruiscono una ragnatela di rapporti che vede in primo piano il docente dell’Unical. Sarebbero più di cinquanta le persone – neolaureati soprattutto – che trovano lavoro grazie alla sua intermediazione. Si tratta di esperti di vario tipo: ingegneri informatici, chimici, elettronici, consulenti legali. Tutti – così raccontano agli investigatori – contattati da Nastro. Ad alcuni la cosa “puzza”, ma si fidano del professore. E la notizia della truffa all&acute&#59Ue ed allo Stato, in cui è coinvolto l&acute&#59Ateneo sarà anche tema di dibattito della puntata di oggi di Annozero. Intanto, per il Rettore manca «qualunque atto ufficiale da parte dei magistrati titolari dell&acute&#59indagine dal quale risulti che l&acute&#59Ateneo è coinvolto nella vicenda in questione. Ove la magistratura dovesse accertare eventuali responsabilità, queste non potranno che riguardare le singole persone».L’attenzione rivolta agli studenti è stata ben più proficua dei “no comment” dei docenti e sebbene tutti hanno dichiarato la non conoscenza approfondita della notizia aldilà di quella giornalistica non si sono tirati indietro a lasciare le loro dichiarazioni. Leo Alfano, presidente di Unicalive ci ha detto:«la fiducia nell’Unical rimane, ma il dubbio che si possa essere attuato un meccanismo che ha attraversato i vari livelli dell’Amministrazione, nella massima tranquillità e senza controlli, è davvero forte. Esiste un malcostume che riguarda i furbi, spesso sostenuti a livello politico, ma questo avviene dappertutto. All’Unical c’è soprattutto gente che lavora e docenti di valore». Filippo Garofalo, consigliere della facoltà di ingegneria e commissario regionale Unicentro, confessa« c’è in giro un’aria di tensione e ciò non è bello né per la serenità degli studenti né per l’immagine dell’università». Angelo Brutto presidente Asig commenta:«speriamo che la magistratura faccia il suo corso ma restiamo perplessi se pensiamo che l’Università non deve formare “dottori” ma “persone”. C’è un malcostume generalizzato che riguarda non solo ingegneria&#59 se la magistratura dovesse dimostrare che tutto questo è vero, gli studenti perderanno completamente fiducia nell’Università. L’uomo deve formarsi attraverso l’esempio diretto dei docenti basato sui comportamenti che non è quello delle parentopoli o degli affari personali». Francesco De Rango, presidente Asi&#45Unical rimarca« il problema è generalizzato ed è noto che in alcuni dipartimenti come pianificazione territoriale, difesa del suolo ed altri, si sfruttano le risorse interne per il conseguimento di incarichi personali. È un giro di finanziamenti, di amici e di politica». Maria studentessa di economia aziendale ci invita a verificare quanti docenti pubblicano libri e ricerche, finanziate con fondi Por, utilizzando le tesi dei laureandi , senza quasi neanche citarli. «Nessun richiamo alla vicenda&#45ci dice Domenico Cambrea appena terminato il Senato Accademico&#45 il rettore non ha fatto alcun cenno ufficiale e la seduta è scivolata via sulla riforma Gelmini. Certo è che tutto ciò ci lascia sconcertati e chiederemo di sapere come, ed in che termini il nostro Ateneo sia coinvolto. L’Unical non è dei docenti, ma per gli studenti». Anche Biagio Faragalli componente del Senato conferma «abbiamo ottenuto l’approvazione della mozione senza il blocco della didattica, ma restiamo fortemente amareggiati per la vicenda che oscura l’Unical. Siamo sicuri che nell’interesse primario degli studenti il Rettore si esprimerà presto nel merito».In realtà la storia sarebbe davvero lunga da raccontare: basterebbe prendere non solo i testi citati dalla studentessa Maria ma quelli dei professori di storia, filosofia, le richerche di chimima applicata, ed anche i software strutturali che vengono commercializzati da aziende private, frutto però di giovani tesisti dei dipartimenti di ingegneria civile. E poi ci sono i bandi precostituiti: un esempio per tutti? Dal 5 novembre è preside della facoltà di Ingegneria paolo veltri, fratello dell’ex senatore DS massimo ed entrambi docenti di idraulica al dipartimento di difesa del Suole dell’Unical. Il dipartimento comprende anche le persone di Giuseppe Frega, ex rettore e molto amico del prof. Ugo Tomasicchio, ex presidente della terza sezione del Ministero dei Lavori pubblici, nonché docente al politecnico di Bari che però ha inviato (guarda che caso!) il figlio Giuseppe a Cosenza, dove ha vinto una borsa di studio ed oggi è ricercatore (!!!). pupillo di Giuseppe Frega è sempre stato Mario Maiolo, arrivato alla docenza sempre presso lo setto dipartimento ma sostenuto politicamente in veste Pd tanto da divenire non solo consigliere regionale ma … assessore alle politiche comunitarie. Praticamente gestisce tutti i fondi Por 2000&#452006 e la programmazione “007&#452013. Per non dimenticare nessuno, si ricorda anche Demetrio Festa che tra metropolitane leggere e sistemi dei trasporti sta “accaparrando” milioni di progettazioni a titolo personale sotto l’effige Unical. Per chiudere il cerchio e ritornare al neo preside di facoltà, paolo veltri, nell’intervista che mi ha rilasciato qualche giono fa, alla mia domanda:« È di qualche giorno fa la notizia che il dipartimento di Difesa del suolo, dal quale proviene, è risultato vincitore di sei lotti di studio e sperimentazione dell&acute&#59asse 1, Misura 1.4, del Por 2000&#452006 per un importo di circa 1,5 milioni di euro. Qualcuno , ha voluto unire questa notizia alla sua elezione ed alla presenza dell’assessore Mario Maiolo, proveniente dallo stesso dipartimento. Una combinazione fortunata?», mi ha risposto: «Noi, ovvero il dipartimento, abbiamo semplicemente partecipato ad un bando battendo una qualificata concorrenza, quale, per esempio, quella dell&acute&#59Università &acute&#59La Sapienza&acute&#59. Il dipartimento inoltre era semplicemente capofila assieme a prestigiosi partner nazionali e internazionali come il dipartimento di Scienze della Terra dell&acute&#59Unical, il Politecnico di Bari, l’Università di Reggio Calabria e quella di Catania, i laboratori inglesi di Hr Wallingford Ltd. e quelli danesi del Danish Hydraulic Institute, ed anche l&acute&#59Instituto Superior Tecnico di Lisbona. Lo studio sarà finalizzato alla risoluzione di problemi legati al territorio calabrese, relativi ai sistemi fluviali e costieri e alla loro interazione con le strutture. Tutto il resto sono solo dicerie. Piuttosto dovrebbe essere da esempio affinché altri dipartimenti si attivino a creare sinergie che premino iniziative di qualità e contribuiscano ad operare per “conto terzi”». Una risposta “ufficiale” che però, alla luce di quanto è emerso in questi giorni, prima della pubblicazione mi ha fatto trasformare nel modo seguente: Nell’ambito della Facoltà ci sono Dipartimenti più virtuosi rispetto ad altri. Quale sarà la sua azione? È importante che tutti i dipartimenti riacquistino la loro centralità ed il successo conseguito da alcuni di essi in ambiti di specifica competenza nelle materie di studio e ricerca deve essere da stimolo per tutti gli altri, affinché si attivino a creare sinergie che premino iniziative di qualità e contribuiscano a operare un qualificato e utile “conto terzi”.Qualcuno dovrebbe forse interessarsi, aldilà dei decreti Gelmini e delle truffe, a cosa realmente accade nelle nostre Università.