L´appello alle Istituzioni dalle Associazioni

Ill.mo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitanoe p.c. Presidente del Consiglio Romano ProdiPresidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti Presidente del Senato della Repubblica Franco MariniProcuratore nazionale Antimafia Pietro GrassoPresidente della Commissione nazionale antimafia Francesco Forgione Ill.mo signor Presidente,non le sarà sicuramente sfuggito l’ultimo evento che è avvenuto in Calabria, l’arresto del consigliere Regionale Dionisio Gallo, attuale vicepresidente del comitato Regionale Antimafia e già assessore alla Forestazione della passata Giunta dell’ex magistrato Chiaravalloti, inghiottita dai gorghi dello scandalo della depurazione, ma che oggi, ancora, incomprensibilmente ricopre la prestigiosa carica di vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali.Signor Presidente in questa regione nonostante le forti urla della gente e soprattutto dei giovani, nessuna istituzione risponde, la mafia imperversa, i poteri forti si sostituiscono nei posti chiave della pubblica amministrazione, per gestire le ingenti risorse trasferite nella nostra regione, risorse che si dissolvono nel nulla e che nulla hanno mai prodotto in termini di sviluppo economico e sociale. Il forte momento implosivo che attraversa la Calabria ha bisogno del suo autorevole intervento, converrà con noi che un consiglio regionale per metà inquisito, compresi presidente della Giunta e Vicepresidente, con un presidente del Consiglio Regionale che attacca in modo sfrontato l’antimafia, quella vera, militante e coraggiosa, non quella a pagamento che nonostante le centinaia di migliaia di euro di contributi non produce un solo documento, una sola denuncia.Con una magistratura, pure allo sbando presa tra le lusinghe della ormai pervasiva ed opulenta, “Ndrangheta” e quelle della Politica che l’assolda, in cambio di favori, con solo, pochi, veri e coraggiosi Magistrati stretti d’assedio, tra ispettori ministeriali puntualmente inviati dal Ministro in modo punitivo e i poteri forti e trasversali, per essere più espliciti, servizi deviati e masso-mafia, gli ordigni di Locri e di Siderno ne sono l’ultima calda e grave testimonianza, ordigni tesi solo a rendere torbide le già melmose acque, dello scenario del delitto Fortugno, al quale la politica non è affatto estranea. Signor Presidente cosa deve ancora accadere in questa Regione perché lo Stato, quello non colluso o deviato intervenga?Il rappresentante istituzionale più vicino a lei, il Prefetto de Sena, l’ha detto a chiare lettere che il malaffare spesso pervade la pubblica amministrazione, perfino sostituendosi ad essa, i dossier giacciono sulle scrivanie dei ministri della Repubblica senza effetto alcuno, lo chieda al Guardasigilli, che ne ha di molto scottanti, su alcuni tribunali calabresi. La gente invoca, attraverso le nostre associazioni, che se ne fanno portavoce, non l’esercito ma un’azione concertata, forze dell’ordine, magistratura, ed esperti della finanza, che mettano finalmente sotto osservazione tutti i flussi di danaro, gli appalti pubblici e l’operato della politica negli ultimi dieci anni, e che finalmente si approvi il decreto legge Lazzati, da oltre un decennio in Parlamento, che taglierebbe il cordone ombelicale tra la Politica e i voti mafiosi.Chiediamo un intervento forte ed autorevole, risolutivo, il Suo Signor Presidente, che abbia la forza istituzionale di richiamare a comportamenti eticamente corretti un’intera classe dirigente, che non deve dimostrare più nulla in termini di incapacità, immobilismo, becero familismo, nepotismo ed immoralità, la cui “longa manus” arriva fino al parlamento cercando fraudolentemente, di inserire un comma, che doveva favorire l’accorciamento dei tempi di prescrizione di alcuni reati dei pubblici amministratori, per i quali non abbiamo vergogna noi cittadini a chiedere invece punizioni “Islamiche”. Questa è la reale misura della distanza abissale che ormai esiste tra i cittadini e la politica, tra la maggioranza di calabresi onesti, ed una minoranza che con testardaggine vuole continuare a governare nonostante l’incalzare della magistratura e dell’impopolarità, conquistata sul campo per incapacità e mancato rispetto dell’etica nell’attività amministrativa. Signor Presidente voglia inoltre accogliere la nostra accorata preghiera di incontrarla personalmente, per un franco scambio di opinioni sugli argomenti che a noi tutti, calabresi, stanno molto a cuore, legalità, etica, solidarietà e giustizia. Rete per la Calabria Seguono le adesioni» Movimento dei Ragazzi di Locri “E adesso ammazzateci tutti”» Calabrialibre » Calabria Protagonista » Comunità di Liberazione» Consorzio di Cooperative Sociali “GOEL”» Pic-Asso» Pippo Callipo» Governo Civico» Associazione “Gens”» Associazione “Bella Ciao”» Associazione “Arcobaleno”» Calabria-lavoro» Osservatorio Antimafia» Calabriasolidale» Fondazione “Gianluca Congiusta”» Numerosi Familiari di vittime della “Ndrangheta